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Pacchetto mobilità: da strade più sicure a mezzi green

giovedì, 26 luglio 2018

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha preparato un pacchetto di misure sulla mobilità, che approderà in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, segnando un primo passo verso la rivoluzione che il Ministro Danilo Toninelli vuole perseguire: consegnare all’Italia un futuro green, in cui i mezzi di trasporto siano il più possibile a basso impatto.
Il pacchetto si compone di due disegni di legge: uno sulla mobilità sostenibile e uno di modifica al codice della strada, “Strade sicure”.

Il ddl Strade sicure, nello specifico, mediante interventi puntuali sulle disposizioni del nuovo codice della strada implementa la sicurezza in favore dell’utenza cosiddetta “vulnerabile”, nello specifico bambini e ciclisti.
SISTEMI ANTI ABBANDONO BIMBI
Con una semplice modifica all’articolo 172 del Codice della strada, diventerà obbligatoria l’installazione di dispositivi anti abbandono sui seggiolini auto per i bambini. In questo modo si punta ad arginare il terribile fenomeno dei decessi di bimbi dimenticati in auto, soprattutto in estate. Per l’acquisto di questi dispositivi sarà previsto uno sconto fiscale.
NOVITA’ PER CICLISTI
Il disegno di legge messo a punto dal Mit prevede grandi novità anche per i ciclisti, nell’ottica di andare sempre più verso sistemi di mobilità realmente green.
– Si prevede ad esempio che le bicilette possano circolare nelle corsie preferenziali o nelle strade riservate al trasporto pubblico locale di linea nelle città, lì dove ci siano i requisiti di sicurezza necessari.
– Verranno poi previste linee di arresto avanzate per i ciclisti ai semafori, come già accade in moltissime città europee. Questo contribuirà a generare una cultura comune della circolazione alternativa delle biciclette che nel tempo si auspica possa consolidarsi in un’abitudine di guida e di mobilità.
– Con un’altra modifica si rende poi più facile il trasporto di biciclette sugli autobus da noleggio, da gran turismo e di linea.
MOTORINI IN AUTOSTRADA
Un’ulteriore modifica al Codice della strada consente ai motorini elettrici di potenza superiore a 11 Kw, che possono dunque essere guidati solo da maggiorenni, di circolare sulle autostrade e sulle strade extra-urbane principali. La modifica è necessaria per colmare un vuoto normativo che interessa una categoria di mezzi a basso impatto sempre più diffusi.

Il disegno di legge sulla Mobilità sostenibile punta invece a sostituire negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia, che rivestono il ruolo di gate intercontinentali, gli automezzi e le attrezzature alimentati con motori endotermici con automezzi e attrezzature a trazione elettrica.
VERSO UN TRASPORTO GREEN, ANCHE NEGLI AEROPORTI
L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas serra e migliorare il livello di sostenibilità ambientale. Si parte appunto dagli aeroporti principali italiani. Il provvedimento prescrive che i soggetti operanti nelle aree lato volo dell’aeroporto (il cosiddetto air side) procedano al noleggio, alla sostituzione o alla conversione di automezzi e attrezzature alimentati con motori endotermici con automezzi e attrezzature a trazione elettrica.
INCENTIVI
Vengono previsti degli incentivi per la sostituzione o per la conversione degli automezzi e viene istituito un Fondo nazionale per lo sviluppo della mobilità elettrica negli aeroporti strategici che rivestono il ruolo di gate intercontinentali, nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Viene specificato che i costi per la conversione dei mezzi non andranno per nessun motivo a gravare su un innalzamento delle tariffe aeroportuali.
IL RUOLO DELL’ENAC
Il provvedimento prevede che sarà l’Enac a predisporre un programma di sostituzione e conversione degli automezzi e attrezzature e di realizzazione dei relativi impianti di ricarica. Sempre l’Enac dovrà vigilare sulla realizzazione del programma di sostituzione degli automezzi nei tre aeroporti, dovrà agevolarne l’attuazione e riferirà sull’andamento del piano al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti entro il 31 marzo di ogni anno.

Fonte: MIT

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