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Rovereto: è qui il primo centro italiano ITS per la mobilità intelligente

mercoledì, 18 ottobre 2017

centro-ricerche-fiatIl Polo Meccatronica di Rovereto, hub tecnologico di Trentino Sviluppo, è stato scelto da Fiat Chrysler Automobiles per creare, insieme a partner locali, pubblici e privati, un circuito stradale ultra tecnologico che si estende su un’area di 15mila metri quadrati. Il progetto sarà inaugurato nel 2018.
Il centro per i sistemi intelligenti di trasporto, primo nel suo genere in Italia, nasce dalla partnership tra il Centro Ricerche Fiat, socio ordinario di TTS Italia, e Polo Meccatronica. Il progetto si inserisce nell’accordo firmato lo scorso maggio dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, con il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi, per contribuire alla creazione dell’auto del futuro.
La pista, chiusa al traffico e adattabile a tutte le esigenze simulative, servirà a studiare e sperimentare sistemi avanzati per la sicurezza preventiva, basati sulle applicazioni di sistemi connessi e cooperativi che permettono di vedere “oltre il campo di vista” dei sensori ad oggi presenti sui veicoli (es.: camera; radar; ecc); il tutto in un contesto urbano, che presenta un maggior numero di variabili capaci di influenzare lo scorrimento viario rispetto a quello autostradale: la presenza di ostacoli, pedoni, animali, incroci, rotatorie, piste ciclabili, semafori, segnaletica stradale, richiede infatti un’adeguata validazione delle tecnologie coinvolte.
Attraverso le tecnologie di connettività di nuova generazione (verso il 5G), le auto e i centri di controllo del traffico potranno presto scambiarsi informazioni, aumentando il margine di sicurezza dei veicoli, con l’obiettivo di estendere la capacità dei mezzi di interpretare gli scenari che si presentano di continuo sulla strada, attraverso un miglioramento delle funzioni rese disponibili dagli attuali sistemi di ausilio alla guida (ADAS).
«Il veicolo del futuro sarà sempre più connesso e cooperativo fino a diventare autonomo e si andrà verso una mobilità molto diversa da quella attuale», ha concluso il direttore del Centro Ricerche Fiat di Trento Antonio Fuganti. «Dovremmo costruire automobili sempre più intelligenti ma anche “smart roads” per migliorare la sicurezza di chi sta al volante. Per farlo bisogna “sensorizzare ed infrastrutturare” autostrade e strade urbane, ovvero permettere loro di comunicare con il veicolo, e creare nuovi servizi, al fine di sfruttare in maniera ottimale il tempo che il conducente e le persone a bordo del mezzo utilizzano per i loro spostamenti”.
«In un mondo iperconnesso, in cui i veicoli saranno collegati ai device di chi li usa ma anche ai vari sensori delle smart city – ha dichiarato Flavio Tosi, presidente di Trentino Sviluppo – sempre più la sicurezza riguarderà non solo i comportamenti di chi è alla guida ma anche la protezione della tecnologia a bordo da tentativi di intrusioni informatiche. Per questo la collaborazione con i vari partner tecnologici e con i centri di ricerca del territorio, da Fondazione Bruno Kessler ai laboratori di prototipazione rapida ProM Facility da poco avviati in Polo Meccatronica, sarà mirata anche ad approfondire gli aspetti della cybersecurity dell’auto che verrà».
Trentino Sviluppo, oltre a supportare il progetto dal punto di vista infrastrutturale, lo sostiene offrendo in collaborazione con altri enti del territorio forme di accompagnamento imprenditoriale alle aziende coinvolte: Algorab, BE-INNOVA, CRF, Cyberfed, Delta Informatica, Expert System, Famas Group, I&S Informatica e Servizi, Innovie, Nevicam, Optoi, POSIT, Practix, Robosense, SMART3K, Spindox, TECSO, Xtensa.

Fonte: Cluster Trasporti

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