{"id":16328,"date":"2012-11-12T09:39:00","date_gmt":"2012-11-12T08:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=16328"},"modified":"2012-11-12T09:39:32","modified_gmt":"2012-11-12T08:39:32","slug":"aci-presenta-studio-sul-trasporto-pubblico-locale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/aci-presenta-studio-sul-trasporto-pubblico-locale\/","title":{"rendered":"ACI presenta studio sul trasporto pubblico locale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/aci-300x1511.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16329\" title=\"aci-300x1511\" src=\"http:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/aci-300x1511.jpg\" alt=\"aci-300x1511\" width=\"148\" height=\"74\" \/><\/a>L\u2019Automobile Club d\u2019Italia, socio fondatore di TTS Italia, attraverso lo studio della Fondazione \u201cFilippo Caracciolo\u201d dal titolo \u201cIl trasporto pubblico locale in Italia: stato, prospettive e confronti internazionali\u201c pone l&#8217;accento sulla mobilit\u00e0 urbana e in particolare sul trasporto pubblico locale. Le infrastrutture e in generale la realizzazione di sistemi di trasporto efficienti costituiscono secondo ACI <!--more-->&#8220;uno dei principali strumenti per uscire dall\u2019impasse economica e sociale che attanaglia l\u2019Europa&#8221;. &#8220;In un contesto economico in cui l\u2019uso dell\u2019auto diventa sempre pi\u00f9 costoso -si legge nel comuncato dell&#8217;Aci- il trasporto pubblico pu\u00f2 garantire quella libert\u00e0 di circolazione tutelata dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo&#8221;. L\u2019ACI e la Fondazione Caracciolo vedono metropolitane, bus, tram e treni urbani come &#8220;alleati strategici dell\u2019auto per lo sviluppo di una mobilit\u00e0 veramente sostenibile&#8221;.<br \/>\nLo studio della Fondazione Caracciolo dell&#8217;ACI sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria dei trasporti dell\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, punta il dito contro i ritardi nelle infrastrutture e negli investimenti, oltre che all\u2019incertezza di risorse e regole. \u201cL\u2019inefficienza del trasporto pubblico locale genera uno spread della mobilit\u00e0 urbana in Italia rispetto al resto d\u2019Europa \u2013dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell\u2019ACI\u2013 che comporta alle famiglie un costo aggiuntivo di 1.500 euro all\u2019anno per muoversi, pari a quasi il triplo dell\u2019importo medio dell\u2019IMU (590 euro)&#8221;. Per l&#8217;ACI serve una pianificazione coordinata a livello centrale degli investimenti e degli interventi, stimolando un salto di qualit\u00e0 del sistema di trasporto pubblico che deve integrarsi maggiormente con quello dell\u2019auto. In quest\u2019ottica &#8220;servono anche pi\u00f9 parcheggi di scambio, a costi calmierati compresi nel biglietto urbano, per favorire quella plurimodalit\u00e0 di trasporto che \u00e8 l\u2019unica soluzione perseguibile fin da subito per una mobilit\u00e0 urbana conveniente e sostenibile\u201d.<br \/>\n&#8220;Il trasporto pubblico locale -aggiunge Ennio Cascetta, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Filippo Caracciolo- deve diventare una priorit\u00e0 nazionale attraverso un progetto coordinato che preveda investimenti, chiarezza normativa, apertura alla concorrenza, revisione delle politiche della mobilit\u00e0 urbana e aumento della produttivit\u00e0. Si tratta di avviare un ciclo virtuoso che consenta all\u2019Italia di ridurre lo spread della mobilit\u00e0 che oggi penalizza le famiglie e i conti pubblici\u201d.<br \/>\nIl confronto con i Paesi Europei \u00e8 particolarmente negativo nel settore ferroviario, ed in particolare nelle citt\u00e0 maggiori si osserva una situazione di maggiore squilibrio, con circa 20 km di rete metropolitana per milione di abitanti rispetto a una media UE di 54 km. La dotazione di tram \u00e8 ancora pi\u00f9 sconfortante, con circa 120-130 km di rete per milione di abitanti in Europa contro i circa 40 km nel nostro Paese. Mentre i costi operativi in Italia risultano mediamente pi\u00f9 alti rispetto al livello europeo (+30%), le tariffe sono pi\u00f9 basse (-40% la tariffa oraria e quasi -50% il singolo biglietto). Ne consegue un grado di copertura dei costi molto inferiore (30,7% in Italia rispetto al 52,1% dei principali Paesi europei per il settore gomma). Anche l\u2019et\u00e0 del nostro parco circolante su gomma \u00e8 maggiore: gi\u00e0 nel 2005 era di 9,2 anni contro la media europea di 7,7 e dati pi\u00f9 aggiornati evidenziano un netto peggioramento (circa 11 anni), anche a seguito del blocco dei finanziamenti pubblici per il rinnovo del parco bus.<br \/>\nSecondo lo studio della Fondazione ACI, per adeguarsi agli standard europei bisognerebbe investire oltre un miliardo di euro di risorse aggiuntive in servizi e oltre 4 miliardi di euro all\u2019anno per dieci anni in infrastrutture e materiale rotabile. Allo stato attuale, invece, non vi \u00e8 alcuna certezza nemmeno per le risorse necessarie a garantire il funzionamento dei servizi oggi erogati.<br \/>\nACi lancia 6 proposte per rendere pi\u00f9 efficiente ed efficace il trasporto pubblico recuperando circa 1,5 miliardi di euro all\u2019anno da destinare agli investimenti:<br \/>\nRipensare le priorit\u00e0 di investimento del comparto dei trasporti nazionali, superando la logica del finanziamento per singole opere -propria della Legge Obiettivo- e allocando le risorse nazionali necessarie per sviluppare gli investimenti in infrastrutture, mezzi e tecnologie per il Trasporto Pubblico Locale; Valutare fonti di finanziamento alternative a livello locale, prendendo spunto dalle buone pratiche europee (Versement Transport, Partenariati Pubblico Privati, Road Pricing, \u201ccattura del valore\u201d ecc.) per recuperare le risorse aggiuntive necessarie per servizi e investimenti; Definire una visione di fondo che permetta di avviare un percorso di riforme stabile e coerente nel tempo. Anche in una prospettiva di riduzione dei costi, secondo obiettivi di contenimento della finanza pubblica, \u00e8 improrogabile l\u2019esigenza di arrivare in tempi ragionevoli al completamento dei processi di liberalizzazione del settore, pi\u00f9 volte annunciati ma ancora troppo lontani; Realizzare un mercato aperto alla concorrenza, agendo soprattutto su aspetti trasversali come la certezza sull\u2019entit\u00e0 e sulla tempestivit\u00e0 del cofinanziamento pubblico, oltre che l\u2019applicazione di una disciplina giuslavoristica che favorisca processi di riorganizzazione aziendale ispirati a logiche di premialit\u00e0 ed efficienza; Fare chiarezza nel settore, preferibilmente attraverso un Testo Unico per il TPL, che regolarizzi la normativa, risolva incertezze e contraddizioni accumulate in oltre quindici anni e introduca le necessarie innovazioni, consentendo finalmente l\u2019apertura di percorsi concorrenziali, la crescita di soggetti industriali di maggiori dimensioni, l\u2019allontanamento del settore dalla sfera di influenza diretta della politica; Rendere operativa al pi\u00f9 presto l\u2019Autorit\u00e0 per i Trasporti che a norma di Legge dovrebbe svolgere compiti strategici nella regolazione del settore e nella tutela dei cittadini, dando concretezza e impulso ai processi di liberalizzazione avviati.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Automobile Club d\u2019Italia, socio fondatore di TTS Italia, attraverso lo studio della Fondazione \u201cFilippo Caracciolo\u201d dal titolo \u201cIl trasporto pubblico locale in Italia: stato, prospettive e confronti internazionali\u201c pone l&#8217;accento sulla mobilit\u00e0 urbana e in particolare sul trasporto pubblico locale. 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