{"id":29535,"date":"2015-09-03T11:15:52","date_gmt":"2015-09-03T09:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=29535"},"modified":"2015-09-03T11:15:52","modified_gmt":"2015-09-03T09:15:52","slug":"stoccaggio-di-sostanze-pericolose-recepita-la-direttiva-seveso-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/stoccaggio-di-sostanze-pericolose-recepita-la-direttiva-seveso-iii\/","title":{"rendered":"Stoccaggio di sostanze pericolose: recepita la direttiva Seveso III"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 giugno 2015 \u00e8 stato emanato il decreto legislativo n. 105 tramite il quale l\u2019Italia ha recepito l&#8217;adeguamento della normativa comunitaria (cosiddetta \u201cSeveso III\u201d) in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose.<br \/>\nL&#8217;adeguamento \u00e8 scaturito dalla necessit\u00e0 di adeguare la disciplina al cambiamento del sistema di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele, allo scopo di rendere conforme il sistema di individuazione e catalogazione dei prodotti chimici all\u2019interno dell\u2019Unione europea con quello adottato a livello internazionale in ambito ONU, denominato GHS (Globally Harmonised System of Classification and Labelling of Chemicals).<br \/>\nGli scali merci dei terminali ferroviari rientrano nella disciplina di tale decreto, infatti, al comma 4 dell\u2019ambito di applicazione sono compresi gli scali merci terminali delle ferrovie: quando svolgono attivit\u00e0 di riempimento o svuotamento di cisterne di sostanze pericolose o di carico o scarico in carri o container di sostanze pericolose alla rinfusa in quantit\u00e0 uguali o superiori a quelle indicate nel documento allegato e quando effettuano una specifica attivit\u00e0 di deposito, diversa da quella propria delle fasi di trasporto, dall&#8217;accettazione alla riconsegna, di sostanze pericolose presenti in quantit\u00e0 uguali o superiori a quelle indicate nell&#8217;allegato.<br \/>\nLa direttiva trova le sue origini nel 1982 quando, a seguito dell\u2019incidente di Seveso avvenuto nel 1976 che caus\u00f2 la dispersione di una nube tossica dall\u2019azienda ICMESA, gli Stati membri dell\u2019Unione europea decisero la determinazione di una politica comune per la prevenzione dei grandi rischi industriali. La direttiva europea denominata appunto \u201cdirettiva Seveso\u201d fu recepita in Italia nella sua prima versione il 17 maggio 1988 con il DPR n. 175 ed impose agli Stati membri di identificare i rispettivi siti industriali a rischio.<br \/>\nNel 1999, con la direttiva \u201cSeveso II\u201d fu diminuito il numero delle sostanze nominali delle materie pericolose al quale venne affiancata una lista di classi di pericolosit\u00e0 delle stesse determinando sostanzialmente un cambiamento di approccio alla sicurezza in ambito industriale e ampliando, di fatto, il campo di applicazione del decreto legislativo 334\/99 con il quale fu recepita la direttiva 96\/82\/CE.<\/p>\n<p>Fonte: www.trasporti-italia.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 giugno 2015 \u00e8 stato emanato il decreto legislativo n. 105 tramite il quale l\u2019Italia ha recepito l&#8217;adeguamento della normativa comunitaria (cosiddetta \u201cSeveso III\u201d) in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose. 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