{"id":30813,"date":"2015-11-19T12:28:08","date_gmt":"2015-11-19T11:28:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=30813"},"modified":"2015-11-19T12:28:08","modified_gmt":"2015-11-19T11:28:08","slug":"rapporto-isfort-litalia-torna-a-muoversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/rapporto-isfort-litalia-torna-a-muoversi\/","title":{"rendered":"Rapporto Isfort: l\u2019Italia torna a muoversi"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 una nazione che torna a muoversi, quella fotografata dal 12\u00b0 Rapporto sulla mobilit\u00e0 in Italia realizzato dall\u2019ISFORT in collaborazione con le associazioni di categoria ANAV e ASSTRA e la consulenza scientifica del centro studi HERMES. Il volume degli spostamenti medi giornalieri (popolazione 14-80 anni) \u00e8 salito nel 2014 a 111,7 milioni, con una crescita netta (+11,5%) rispetto all\u2019anno precedente Ad aumentare \u00e8 soprattutto la mobilit\u00e0 metropolitana: gli spostamenti di corto raggio (10 km) salgono nel 2014 al 73,5% del totale.\u201d Il trend positivo della domanda deve tuttavia consolidarsi nel tempo. \u2013 avverte Carlo Carminucci, direttore scientifico di ISFORT durante la presentazione del Rapporto nell\u2019ambito del Convegno nazionale dell\u2019Asstra in corso a Cagliari \u201ci primi risultati della rilevazione \u201cAudimob\u201d per il 2015, effettuata nei mesi di giugno e di luglio, non sembrano confermare il quadro di forte ripresa che ha caratterizzato il 2014. Il tasso di mobilit\u00e0, in particolare, si \u00e8 attestato al 78,2%, un valore un po\u2019 pi\u00f9 basso rispetto alla media dello scorso anno\u201d<br \/>\nSul fronte delle scelte modali, riprende a battere il cuore ecologico degli Italiani, che nel 2014 hanno ricominciato ad andare a piedi, in bicicletta e sui mezzi pubblici. In un quadro generale di ripresa della mobilit\u00e0, in cui tutti i mezzi guadagnano spostamenti, le percorrenze a piedi e in bicicletta sono aumentate nel 2014 rispetto al 2013 del +26%, ma \u00e8 forte il balzo in avanti anche dei mezzi pubblici, che crescono del + 11,8%. Fanalino di coda l\u2019automobile con una crescita del +6,4%. Tuttavia, nell\u2019anno 2014 la ripartizione delle quote tra le modalit\u00e0 motorizzate continua a mostrare un mercato in cui \u00e8 sempre l\u2019auto privata a fare la parte del leone: automobile 81,1%; mezzi pubblici 14,6%; motocicli\/ciclomotori 4,3%, anche se il trasporto pubblico col punto percentuale guadagnato nel 2014 (13,6% anno 2013 \u2013 14,6% nel 2014) contribuisce ad erodere la quota pur sempre dominante dell\u2019auto (all\u201982,7% nel 2013 all\u201981,1% nel 2014)<br \/>\nLa crisi economica e la mobilit\u00e0 &#8211; Per la mobilit\u00e0 ecologica (mezzi senza motore), il sorprendente recupero sperimentato nel 2014 riesce a compensare solo in parte la caduta degli spostamenti registrata negli anni della crisi economica; infatti, il volume complessivo delle percorrenze a piedi e in bicicletta nel giorno medio feriale resta nel 2014 inferiore di circa il 20% rispetto al 2008. La crisi economica ha avuto un paradossale effetto negativo sulla mobilit\u00e0 ecologica, sia perch\u00e9 in assoluto la domanda si \u00e8 fortemente ridotta, sia perch\u00e9 i viaggi si sono allungati. Nel periodo 2008-2014 l\u2019auto perde il \u201310,9%, motocicli\/ciclomotori il \u201332,8%, i mezzi non motorizzati (piedi e bici) &#8211; 20,8%, solo il trasporto pubblico, grazie alla spinta del 2014, recupera interamente i volumi di passeggeri del 2008; incassando nel periodo 2008-2014 un +0,8%. La brutta notizia \u00e8 che i dati parziali di \u201cAudimob\u201d per il 2015 non confermano al momento questa avanzata piuttosto significativa dei mezzi di trasporto sostenibili, in particolare per la componente della mobilit\u00e0 collettiva. Su questo dato stanno sicuramente incidendo, da un lato la ripresa del mercato dell\u2019auto con una forte crescita delle immatricolazioni nei primi nove mesi del 2015 (+15,2%), e dall\u2019altro lato l\u2019ulteriore discesa del prezzo del carburante. \u201c\u00c8 evidente quindi che nel nostro Paese il percorso di avvicinamento verso una ripartizione pi\u00f9 equilibrata degli spostamenti \u00e8 ancora molto lungo\u201d sottolinea ancora Carminucci.<br \/>\nPer quanto riguarda il giudizio degli Italiani sui diversi mezzi di trasporto la graduatoria (indice di soddisfazione, punteggi medi 1-10) ) mette sul podio la bicicletta (8,4) a seguire la moto, (8,3) tallonati dall\u2019automobile che continua a piacere tanto (8,2) , molto apprezzate le metropolitane (7,6), sufficienza per pullman\/ autobus extraurbano (6,6) , autobus\/tram (6,2) e treno locale (6,0). Nelle grandi citt\u00e0 autobus e tram sono sotto la sufficienza (5,7)<br \/>\nLe performance delle aziende- Il Rapporto Isfort nella seconda parte esamina la situazione dell\u2019andamento dell\u2019offerta di trasporto pubblico, mostrando la capacit\u00e0 di risposta messa in campo dalle aziende di TPL di fronte alla crisi economica, una crisi che alle aziende \u00e8 costata una riduzione delle risorse pubbliche, dal 2009 al 2014, di ben 800 milioni di euro (-12%), che ha comportato a sua volta una riduzione dei livelli produttivi del &#8211; 5,4% a cui le aziende hanno fatto fronte attraverso una pi\u00f9 efficiente organizzazione del personale ottenuta evitando licenziamenti e facendo ricorso a strumenti quali blocco del turn-over, contratti di solidariet\u00e0.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 media del parco mezzi, continua costantemente a crescere arrivando a toccare nel 2014 12,21 anni di et\u00e0, si allarga quindi la forbice col resto d\u2019Europa tenuto conto che la media Europa si attesta intorno ai 7 anni. Questo \u00e8 il risultato di una politica di investimenti a livello nazionale praticamente inesistente<br \/>\nI dati economici di gestione mostrano l\u2019efficientamento intrapreso dalla stragrande maggioranza delle aziende del settore, come risposta positiva ad una crisi che al contrario avrebbe potuto essere devastante per il comparto, Il 77% delle aziende del campione chiude l\u2019esercizio 2014 in utile rispetto ad una percentuale del 66% registrata nel 2013. Per leggere correttamente il dato va detto che del totale delle perdite registrate nel 2014 dalle aziende del campione, il 74% proviene dalle aziende del Centro, in pratica quasi esclusivamente dall\u2019azienda ATAC di Roma.<br \/>\nCon questa precisazione, il dato risulta ancora pi\u00f9 significativo se contestualizzato con la difficile situazione economica. Parte del risultato \u00e8 da imputare al favorevole andamento del mercato che ha consentito un risparmio per l\u2019acquisto delle materie prime, come il carburante, ma fondamentali sono state le manovre tariffarie attuate negli ultimi anni e gli sforzi delle aziende, in periodi di scarsit\u00e0 di risorse, per avviare processi di razionalizzazione e ottimizzazione delle attivit\u00e0 e dei servizi. Le imprese, a parte alcune piccole aziende che sono fallite, hanno attutito finora le conseguenze negative dei tagli alle risorse facendo il massimo, ma senza un cambio di rotta in prospettiva non ci sar\u00e0 n\u00e9 sviluppo dell\u2019offerta , n\u00e9 miglioramento dei servizi, n\u00e9 di ripresa del turn over.<\/p>\n<p><em>Il rapporto \u00e8 disponibile nell&#8217;area riservata del sito TTS Italia, alla sezione &#8220;<strong>Libreria-Europe<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>Fonte: wwww.ecodellecita.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una nazione che torna a muoversi, quella fotografata dal 12\u00b0 Rapporto sulla mobilit\u00e0 in Italia realizzato dall\u2019ISFORT in collaborazione con le associazioni di categoria ANAV e ASSTRA e la consulenza scientifica del centro studi HERMES. 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