{"id":31724,"date":"2016-02-04T09:39:54","date_gmt":"2016-02-04T08:39:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=31724"},"modified":"2016-02-04T09:39:54","modified_gmt":"2016-02-04T08:39:54","slug":"legambiente-presenta-malaria-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-presenta-malaria-2015\/","title":{"rendered":"Legambiente presenta Mal&#8217;aria 2015"},"content":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 soffocate e avvolte dallo smog. Anche il 2015 per l\u2019aria respirata nei centri urbani \u00e8 stato un anno da \u201ccodice rosso\u201d, segnato da un\u2019emergenza smog sempre pi\u00f9 cronica. Milano avvolta in una cappa che la fa somigliare a Pechino, la Pianura Padana coperta da un manto di nebbia e smog, la citt\u00e0 della Mole dove non si intravedono sullo sfondo le montagne e la vetta del Monviso, o Roma che si risveglia pi\u00f9 volte velata da un\u2019insolita foschia sono solo un esempio. Non basta appellarsi all\u2019assenza di vento e pioggia per intere settimane, l\u2019aria diventa sempre pi\u00f9 irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, dell\u2019ozono e del biossido di azoto che causano, tra l\u2019altro, danni alla salute dei cittadini e all\u2019ambiente circostante. A conferma di ci\u00f2 arrivano i dati scientifici di Mal\u2019Aria di citt\u00e0 2016, il dossier annuale di Legambiente sull\u2019inquinamento atmosferico e acustico nelle citt\u00e0 italiane.<br \/>\nDelle 90 citt\u00e0 monitorate dall\u2019associazione ambientalista nella campagna &#8220;PM10 ti tengo d\u2019occhio&#8221;, nel 2015 ben 48 (il 53%), hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Le situazioni pi\u00f9 critiche si sono registrate a Frosinone che guida anche quest\u2019anno la classifica dei capoluoghi di provincia dove i giorni di superamento nel 2015 sono stati 115; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato il limite delle 35 giornate pi\u00f9 del triplo delle volte, andando oltre i 105 giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% ha superato il limite legale una volta e mezza.<br \/>\nAnche a livello regionale, la situazione non \u00e8 delle migliori: in Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; (in particolare quelle di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza), in Lombardia l\u201984% delle centraline urbane (tutte quelle di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Como e Monza), in Piemonte l\u201982% delle stazioni di citt\u00e0 (en plein per le centraline di Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli), il 75% delle centraline sia in Emilia-Romagna (Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna e Rimini) sia in Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno).<br \/>\nPer Legambiente per contrastare in maniera efficace l\u2019inquinamento atmosferico, \u00e8 indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilit\u00e0 sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l\u2019uso dei mezzi pubblici e la mobilit\u00e0 nuova, e rendere cos\u00ec le auto l\u2019ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l\u2019Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti della citt\u00e0 di Roma o ai 67 di Catania, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra. Per l\u2019associazione ambientalista \u00e8 perci\u00f2 indispensabile una strategia nazionale per la qualit\u00e0 dell\u2019aria e un piano per la mobilit\u00e0 in citt\u00e0, accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento.<br \/>\n\u201cL\u2019emergenza smog &#8211; dichiara Rossella Muroni, la presidente nazionale di Legambiente &#8211; difficilmente si potr\u00e0 risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d\u2019emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle citt\u00e0 italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante. Per uscire dalla morsa dell&#8217;inquinamento \u00e8 fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilit\u00e0 sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe gi\u00e0 in atto in molti comuni italiani in termini di mobilit\u00e0 sostenibile, efficienza energetica e verde urbano\u201d.<br \/>\n\u201cIl protocollo firmato lo scorso 30 dicembre &#8211; continua Muroni &#8211; tra ministero dell\u2019ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non \u00e8 stato all\u2019altezza del problema e il rischio \u00e8 che si rincorra sempre l\u2019emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo \u00e8 urgente e indispensabile che l\u2019Italia adotti un piano nazionale per la mobilit\u00e0 urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorit\u00e0 deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle citt\u00e0, dove si svolge la sfida pi\u00f9 importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilit\u00e0\u201d.<br \/>\nOgni anno l\u2019inquinamento dell\u2019aria causa oltre 400.000 morti premature nei paesi dell\u2019Unione Europea. Fra questi, l\u2019Italia ha uno dei peggiori bilanci in Europa: la Penisola detiene il record di morti per smog con 59.500 decessi prematuri per il Pm2,5 \u2013 3.300 per l\u2019Ozono e 21.600 per gli NOx nel solo 2012 (Dati Agenzia Europea dell\u2019ambiente). Stime che potrebbero crescere esponenzialmente se come valori limite di riferimento per gli inquinanti si prendessero quelli consigliati dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0; in base a questi valori dell\u2019OMS, la percentuale di popolazione in ambiente urbano esposta a concentrazioni di polveri sottili dannose per la salute salirebbe dall\u2019attuale 12% a circa il 90%; per l\u2019Ozono si passerebbe dall\u2019attuale 14-15% al 97-98%.<br \/>\nLegambiente ricorda poi che i danni alla salute della popolazione si traducono in costi economici dovuti alle cure sanitarie, che nella Penisola si stimano tra i 47 e 142 miliardi l\u2019anno (dati riferiti al 2010). Ci sono poi i danni economici legati al mancato rispetto delle norme italiane ed europee sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria. Sono due le procedure d\u2019infrazione contro il Belpaese, entrambe nella fase di messa in mora. La prima, la 2014_2047, avviata nel luglio 2014 riguarda la \u201ccattiva applicazione della direttiva 2008\/50\/CE relativa alla qualit\u00e0 dell&#8217;aria ambiente e il superamento dei valori limite di PM10 in Italia\u201d; mentre la seconda, la 2015_2043, avviata nel maggio 2015 riguarda \u201cl\u2019applicazione della direttiva 2008\/50\/CE sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria ambiente ed in particolare obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto (NO2)\u201d.<br \/>\nAria sempre pi\u00f9 irrespirabile, ma anche citt\u00e0 sempre pi\u00f9 rumorose. Legambiente ricorda che in Italia sono quasi sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti, negli ambiti considerati, al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. Le persone esposte, invece, ad elevati livelli di inquiamento acustico durante la notte sono quasi cinque milioni. La risposta a questa situazione \u00e8 per\u00f2 ancora del tutto insufficiente. Non per nulla l\u2019Italia \u00e8 in procedura d\u2019infrazione, in stato di messa in mora, per il mancato rispetto della normativa comunitaria relativa ai livelli di inquinamento acustico, la Direttiva 2002\/49\/CE.<br \/>\nTra le altre proposte che Legambiente rilancia a Governo, Regioni e amministrazioni locali, per liberare le citt\u00e0 dallo smog e renderle pi\u00f9 vivibili ci sono: quella di incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari; incentivare la mobilit\u00e0 sostenibile attraverso, 100 strade per la ciclabilit\u00e0 urbana, realizzando un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili all\u2019interno dell\u2019area urbana. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli pi\u00f9 inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi.<br \/>\nEd ancora prevedere, con una disposizione nazionale, l\u2019estensione del modello dell\u2019Area C milanese a tutte le grandi citt\u00e0 con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all\u2019efficientamento del trasporto pubblico locale. Fermare isussidi all\u2019autotrasporto per migliorare il TPL. (Nella legge di stabilit\u00e0 2016 i sussidi all&#8217;autotrasporto sono 3miliardi di esonero sull\u2019accisa e 250milioni di sconti su pedaggi autostradali). Vietare l\u2019uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Ridurre l\u2019inquinamento industriale applicando autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico pi\u00f9 efficace con l\u2019approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Infine servono nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.<\/p>\n<p><em>Il dossier \u00e8 disponibile nell&#8217;area riservata del sito TTS Italia, alla sezione &#8220;<strong>Libreria-Europe<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>Fonte: www.ecodellecitta.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 soffocate e avvolte dallo smog. Anche il 2015 per l\u2019aria respirata nei centri urbani \u00e8 stato un anno da \u201ccodice rosso\u201d, segnato da un\u2019emergenza smog sempre pi\u00f9 cronica. 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