{"id":31967,"date":"2016-02-22T09:37:44","date_gmt":"2016-02-22T08:37:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=31967"},"modified":"2016-02-22T09:37:44","modified_gmt":"2016-02-22T08:37:44","slug":"emissioni-di-gas-serra-il-cibo-contribuisce-piu-dei-trasporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/emissioni-di-gas-serra-il-cibo-contribuisce-piu-dei-trasporti\/","title":{"rendered":"Emissioni di gas serra: il cibo contribuisce pi\u00f9 dei trasporti"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai un dato condiviso che trasporti, riscaldamento degli edifici e utilizzo di energia elettrica abbiano avuto ripercussioni sull\u2019ambiente e sui cambiamenti climatici. Non siamo invece ancora completamente consapevoli del fatto che l\u2019impatto maggiore sull\u2019ambiente deriva da ci\u00f2 che mettiamo ogni giorno nel piatto e che, di conseguenza, le nostre scelte alimentari hanno un ruolo fondamentale nella salvaguardia del pianeta.<br \/>\nConsiderando solo le emissioni di gas serra, infatti, \u00e8 il cibo a dare il contributo maggiore al cambiamento climatico, con il 31% del totale, superando il riscaldamento (23,6%) e i trasporti (18,5%). Particolarmente rilevante \u00e8 il consumo di carne, responsabile del 12% delle emissioni totali, mentre i prodotti lattiero-caseari contribuiscono per il 5%. Inoltre, dal 1990 a oggi, le emissioni di gas serra derivanti dall\u2019agricoltura sono aumentate del 20% e raddoppiate dal 1960.<br \/>\nSono queste, in sintesi, le conclusioni della seconda edizione di Eating Planet. Cibo e sostenibilit\u00e0: costruire il nostro futuro, indagine a cura della Fondazione Barilla Center for Food &amp; Nutrition, centro di pensiero e di proposte nato con l\u2019obiettivo di analizzare i grandi temi legati all\u2019alimentazione e alla nutrizione nel mondo. Il volume raccoglie riflessioni, sfide e proposte per raggiungere un sistema sostenibile per la salute dell\u2019uomo e del pianeta: un percorso che passa dall\u2019Expo appena concluso agli ambiziosi obiettivi fissati nella Conferenza di Parigi, COP21.<br \/>\nAttraverso il rapporto Eating Planet, BCNF vuole offrire una lettura del cibo come elemento trasversale nella vita, dall\u2019economia alla salute, dalla sostenibilit\u00e0 alle tradizioni e proporre un modello alternativo mettendo in relazione il benessere dell\u2019uomo con quello del pianeta. I ricercatori della Fondazione hanno messo a punto due Index, che analizzano e misurano, accanto al Pil (che quantifica solo il benessere economico, senza calcolare le disuguaglianze sociali o lo stato dell\u2019ambiente), anche gli aspetti legati all\u2019alimentazione e ai loro impatti sulla qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nLe scelte alimentari, infatti, producono degli effetti sia sulla salute di adulti e bambini \u2013 come causa diretta o fonte dell\u2019insorgere di patologie o con effetto protettivo di alcune malattie \u2013 che sull\u2019ambiente, essendo responsabili del consumo e dello sfruttamento di risorse naturali. Secondo questi speciali indicatori, l\u2019Italia si pone al terzultimo posto in termini di \u201cbenessere attuale\u201d, davanti a Spagna e Grecia, ma dietro a nazioni come Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Svezia e Usa. Una situazione che peggiora se guardiamo all\u2019 \u201cindice di sostenibilit\u00e0 del benessere delle generazioni future\u201d, dove siamo al penultimo posto prima della Grecia.<br \/>\nMa il tema dell\u2019alimentazione non pu\u00f2 prescindere da quello della sostenibilit\u00e0 e in quest\u2019ottica, problemi rilevanti da affrontare sono anche la tutela del \u201csuolo\u201d e delle risorse idriche. Soluzioni semplici come aumentare la variet\u00e0 delle colture, invece di concentrarsi solo su soia e mais, contribuirebbe a ripristinare i nutrienti nei terreni e aiutare gli agricoltori di aziende grandi e piccole a ottenere pi\u00f9 resa per ettaro. C\u2019\u00e8 poi da considerare che nel 2025, 3 milioni di persone non avranno acqua potabile eppure, oggi, il 70% di acqua dolce viene destinata alla produzione agricola e a quella di cibo.<br \/>\nSono tutte problematiche che appaiono pi\u00f9 allarmanti se \u2013 come evidenziato in Eating Planet \u2013 si tiene conto delle ricadute sul fronte nutrizionale globale: nel 2050 la popolazione mondiale raggiunger\u00e0 circa 9 miliardi e mezzo di persone e questo richieder\u00e0 un aumento della produzione agricola del 70%. Ecco allora tornare il tema dei modelli alimentari da seguire. Limitando il consumo di proteine animali a sole due volte alla settimana (rispetto ad un consumo giornaliero) e facendo spazio a cereali e legumi, si possono risparmiare fino a 2.300 gr di Co2 al giorno. Si parla di una riduzione di emissioni di Co2 all\u2019anno per persona di 750 kg: come percorrere 5.600 km con un\u2019auto di media cilindrata, pari a un viaggio a\/r da Milano a Mosca.<\/p>\n<p>Fonte: www.trasporti-italia.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai un dato condiviso che trasporti, riscaldamento degli edifici e utilizzo di energia elettrica abbiano avuto ripercussioni sull\u2019ambiente e sui cambiamenti climatici. 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