{"id":32361,"date":"2016-03-22T09:47:00","date_gmt":"2016-03-22T08:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=32361"},"modified":"2016-03-22T09:47:00","modified_gmt":"2016-03-22T08:47:00","slug":"citta-intelligenti-italia-maglia-nera-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/citta-intelligenti-italia-maglia-nera-in-europa\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 intelligenti: Italia maglia nera in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo rapporto dell\u2019associazione Italiadecide intitolato &#8220;Italiadigitale&#8221; spiega come si pu\u00f2 recuperare un ritardo che abbraccia le infrastrutture, i servizi pubblici, la burocrazia. Non basta pi\u00f9 digitalizzare le informazioni della pubblica amministrazione trasmesse agli utenti. Questo approccio \u00e8 superato. La digitalizzazione deve coinvolgere l\u2019industria, la scuola, la societ\u00e0 intera.<br \/>\nL\u2019errore strategico \u00e8 stato seguire un \u00abapproccio settoriale\u00bb anzich\u00e9 pensare a un sistema aperto (governo, pubblica amministrazione in tutte le articolazioni, societ\u00e0 civile). Dal 2000 i governi hanno lanciato piani per l\u2019e-government, limitandosi all\u2019uso delle tecnologie nella pubblica amministrazione. Questo \u00abvizio culturale d\u2019origine\u00bb ha prodotto \u00abun effetto di chiusura\u00bb e non ha funzionato: i piani sono rimasti largamente inattuati. Nel tempo in cui una pubblica amministrazione ingessata e con l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 alta d\u2019Europa recepisce processi di innovazione, la tecnologia li rende desueti. I totem nelle strade sono un esempio.<br \/>\nChi deve promuovere questo choc? In Italia le imprese in grado di farlo sono poche. Gli investimenti pubblici sono pochi (1,2% del Pil, quasi met\u00e0 della media europea e un terzo degli Usa) e frammentati. Mancano grandi progetti. Quello fondamentale \u00e8 la banda ultralarga. L\u2019Italia \u00e8 in ritardo. Nel 2015 il governo ha varato un nuovo piano, per attirare investimenti privati da sommare a quelli pubblici. Dopo l\u2019iniziale entusiasmo, \u00e8 seguito l\u2019ennesimo stallo. I privati attendono certezze: quanti soldi pubblici? quanti incentivi fiscali? distribuiti come?). Il governo tarda a darle. \u00abSi rischia l\u2019ennesima occasione mancata\u00bb.<br \/>\nLa pubblica amministrazione non \u00e8 in grado di governare lo choc. Nel 2012 \u00e8 nata L\u2019Agenzia per l\u2019Italia digitale. Due anni dopo Graziano Delrio, allora sottosegretario a Palazzo Chigi, dichiarava: \u00abLa governance dell\u2019Agenzia \u00e8 manicomiale e barocca\u00bb. Solo un anno fa \u00e8 nata una commissione di coordinamento con le Regioni. Senza un forte soggetto nazionale, si rischia uno spezzettamento di competenze esiziale. Solo nella gestione dei dati anagrafici, per 8 mila Comuni sono stati censiti 200 diversi software.<br \/>\nAnche la produzione di leggi, abbondante negli ultimi anni, non \u00e8 risolutiva. Molte norme sono inattuate o applicate in modo frammentario. Inoltre il mondo digitale impone norme sovranazionali, come risulta evidente in materia fiscale. L\u2019Unione Europea \u00e8 in ritardo.<br \/>\nIl rapporto fa alcune proposte concrete. Cose da fare subito. Dal punto di vista istituzionale, creare un ministero ad hoc con forti collegamenti sociali e una commissione parlamentare per monitorare costantemente l\u2019attuazione dei piani. Dal punto di vista normativo, rafforzare il Garante della privacy. Dal punto di vista infrastrutturale, incentivare le imprese semplificando le procedure urbanistiche e ambientali e coinvolgere attori (gestori di servizi elettrici, concessionari autostradali) diversi da quelli delle telecomunicazioni. Dal punto di vista amministrativo, utilizzare i big data nella revisione della spesa pubblica e formare una nuova generazione di dipendenti pubblici. Dal punto di vista produttivo, sbloccare le procedure per le smart city e accelerare l\u2019uso dei fondi europei per le imprese innovative. Dal punto di vista formativo, virare sul digitale il meccanismo dell\u2019alternanza scuola-lavoro e cambiare la natura degli istituti scolastici trasformandoli in piccoli laboratori produttivi. Dal punto di vista della sicurezza, utilizzare la biometria per l\u2019autenticazione ai servizi online e ridurre i \u00abdata center\u00bb, nazionalizzando tutte le infrastrutture digitali pubbliche.<\/p>\n<p>Fonte: La Stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo rapporto dell\u2019associazione Italiadecide intitolato &#8220;Italiadigitale&#8221; spiega come si pu\u00f2 recuperare un ritardo che abbraccia le infrastrutture, i servizi pubblici, la burocrazia. Non basta pi\u00f9 digitalizzare le informazioni della pubblica amministrazione trasmesse agli utenti. Questo approccio \u00e8 superato. La digitalizzazione deve coinvolgere l\u2019industria, la scuola, la societ\u00e0 intera. 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