{"id":34216,"date":"2016-09-05T09:31:55","date_gmt":"2016-09-05T07:31:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=34216"},"modified":"2016-09-05T09:31:55","modified_gmt":"2016-09-05T07:31:55","slug":"boston-lauto-elettrica-possibile-e-competitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/boston-lauto-elettrica-possibile-e-competitiva\/","title":{"rendered":"Boston: l&#8217;auto elettrica possibile e competitiva"},"content":{"rendered":"<p>Secondo una ricerca redatta dal MIT \u2013 Massachusetts Instituite of Technology di Boston le auto elettriche sono a tutti gli effetti una valida alternativa alle \u201ctradizionali\u201d vetture a combustione interna. Nello specifico, i veicoli a zero emissioni rappresenterebbero la migliore soluzione per le questioni connesse ai trasporti su strada che, indica il report, se ci si riferisce alla mobilit\u00e0 privata incidono per il 60% sulle emissioni totali del traffico stradale.<br \/>\nIl documento del MIT, a firma Jessica Trancik e compilato da una squadra di ricercatori che ha impiegato quattro anni per portare a termine il rapporto, mette in guardia il pubblico dal sollevare \u201cfacili\u201d obiezioni (dal costo ancora relativamente elevato delle auto elettriche, alla loro autonomia che finora non \u00e8 sugli stessi livelli delle vetture \u201cconvenzionali\u201d, dalle lunghe soste necessarie per la ricarica).<br \/>\nSecondo Trancik e il suo gruppo di lavoro al MIT tutto ci\u00f2 sarebbe soltanto frutto di una visione distorta e parziale del personale approccio quotidiano all\u2019auto. In altre parole: dimmi come usi la macchina e ti dir\u00f2 di cosa davvero hai bisogno.<br \/>\nPer arrivare a questo risultato i ricercatori di Boston hanno accumulato decine di migliaia di informazioni provenienti dai GPS di altrettanti autoveicoli che circolano in alcuni Stati federali degli USA (dal Texas alla Georgia, alla California). Tutti i dati raccolti sono stati inseriti in un unico database, che ha permesso di stabilire quali fossero i percorsi giornalieri effettuati dagli automobilisti.<br \/>\nL\u2019incrocio di questi dati con quelli raccolti su scala nazionale dal Dipartimento federale dei Trasporti, sulla base di una serie di questionari inviati agli utenti, insieme ai dati sulle condizioni meteo e di traffico (utili a rilevare quali siano i periodi nei quali i sistemi di riscaldamento e di aria condizionata del veicolo si rendano necessari) ha portato a una conclusione, come si legge su \u201cNature Energy\u201d: il 90% delle attuali autovetture potrebbe essere sostituito con le auto elettriche attualmente in commercio.<br \/>\nPer spiegare questo assunto i tecnici del MIT coordinati da Jessica Trancik spiegano che le attuali \u201ccostose\u201d, \u201cdi poca autonomia\u201d e \u201cspesso ferme per la ricarica\u201d auto elettriche consumano energia che rientra nei quantitativi che possono essere stoccati nelle batterie. Per intenderci: il normale \u201ctragitto casa \u2013 lavoro \u2013 casa\u201d pu\u00f2 essere recuperato con una sola ricarica (attraverso il proprio \u201chub\u201d domestico, di notte; o dalle colonnine, di giorno, mentre ci si trova al lavoro).<br \/>\nSi dir\u00e0 \u2013 e questo \u00e8 un dato incontrovertibile \u2013 che al momento dell\u2019acquisto le auto elettriche sono in proporzione molto pi\u00f9 costose rispetto alle pari classe \u201ctradizionali\u201d. Qui l\u2019opposizione di Trancik \u00e8 molto pi\u00f9 chiara: tenuto conto degli esigui esborsi per il \u201cpieno\u201d di energia e per le spese ridotte relative alla manutenzione (e, viene da aggiungere, con gli incentivi \u2013 dove previsti \u2013 per l\u2019acquisto e successivamente per le tasse di circolazione, anche se queste variano da Paese a Paese), Trancik indica che auto \u201ctradizionali\u201d a benzina\u2013gasolio e auto elettriche vengono a costare, nella proiezione del rispettivo intero ciclo di vita, pi\u00f9 o meno la stessa cifra.<br \/>\nVa tenuto conto che, nell\u2019ottica futura, con il graduale aumento dei volumi di produzione, anche i prezzi delle batterie (spesa non indifferente) andr\u00e0 a diminuire, facendo pendere la bilancia sempre pi\u00f9 a favore della mobilit\u00e0 a zero emissioni.<br \/>\nTutto questo per quanto riguarda i quotidiani spostamenti. Tuttavia, il discorso potrebbe cambiare in maniera sensibile nel caso di lunghi viaggi. \u00c8 qui che l\u2019auto elettrica, almeno a una prima occhiata, rischia di mostrare i propri limiti. La risposta del MIT \u00e8 rivolta ai nuovi metodi di utilizzo, dal car sharing al noleggio: secondo Trancik, le Case auto che producono modelli elettrici dovrebbero nello stesso tempo ideare sistemi modulari di impiego delle auto \u201ctradizionali\u201d, per venire incontro alle esigenze degli automobilisti.<br \/>\nPer quanto riguarda il lato emissioni, il MIT precisa che stando alle proiezioni USA, che attualmente vedono la produzione di energia elettrica derivante da carbone (40%), gas (27%) e, soltanto in minima parte da fonti rinnovabili (13%), la riduzione delle emissioni da autotrazione raggiungerebbe il 30% se il parco auto statunitense diventasse elettrico al 90%. Quanto basterebbe per centrare il target indicato dall\u2019amministrazione Obama al 2025.<\/p>\n<p>Fonte: GreenStyle<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo una ricerca redatta dal MIT \u2013 Massachusetts Instituite of Technology di Boston le auto elettriche sono a tutti gli effetti una valida alternativa alle \u201ctradizionali\u201d vetture a combustione interna. 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