{"id":35158,"date":"2016-11-25T09:17:49","date_gmt":"2016-11-25T08:17:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=35158"},"modified":"2016-11-25T09:17:49","modified_gmt":"2016-11-25T08:17:49","slug":"presentato-a-roma-il-primo-rapporto-nazionale-sulla-sharing-mobility","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/presentato-a-roma-il-primo-rapporto-nazionale-sulla-sharing-mobility\/","title":{"rendered":"Presentato a Roma il Primo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility"},"content":{"rendered":"<p>La mobilit\u00e0 condivisa \u00e8 in costante crescita ed evoluzione. In Italia i servizi che hanno avuto maggiore diffusione sono il Bikesharing, il Carsharing ma anche car pooling, scooter sharing, bus sharing e park sharing, oltre alle App che in un\u2019unica piattaforma permettono di prenotare e acquistare tutta la sharing mobility oggi a disposizione nelle citt\u00e0 italiane. Questo successo \u00e8 confermato anche dai numeri che negli ultimi anni sono lievitati per arrivare ad oltre 13.000 biciclette offerte in bikesharing in 200 Comuni e 5.764 auto in carsharing per 700.000 utenti nelle due formule free floating (l\u2019auto che si preleva e lascia ovunque) e station based (si preleva e lascia in appositi spazi).La prima Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, organizzata dall\u2019Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, nato da un\u2019iniziativa del Ministero dell\u2019Ambiente e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e composto da pi\u00f9 di 50 membri fra cui tutti gli operatori di sharing, in collaborazione con il Comune di Roma, ha fatto il punto sullo stato dell\u2019arte della sharing mobility italiana e ha presentato il Primo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility che offre una panoramica completa sulla mobilit\u00e0 condivisa in Italia e mette sotto la lente di ingrandimento le best practice e le storie di successo. Ecco una sintesi:<br \/>\nBike sharing \u2013 L\u2019Italia con pi\u00f9 di 200 comuni ed altri enti territoriali in cui \u00e8 attivo il bikesharing e 13.770 bici condivise, \u00e8 il paese europeo in cui la diffusione, in termini di numero di servizi attivi, \u00e8 pi\u00f9 alta. In Francia, dove il bikesharing ha avuto un grande successo di pubblico, i servizi attivi non superano le 40 citt\u00e0. Il Bikesharing decolla in Italia grazie all\u2019iniziativa del Ministero dell\u2019Ambiente nel 2001 in Romagna. A Cuneo, nel 2003, Bicincitt\u00e0 istalla per la prima volta il sistema di bikesharing a carta elettronica e con stazioni georeferenziate, ovvero il sistema oggi maggiormente utilizzato in Italia e nel mondo. In Italia la parte del leone per il Bikesharing la fa il Nord con il 64% dei servizi e l\u201981% delle bici condivise, contro il 14% del Centro e il 22% del Meridione. Le citt\u00e0 in cui si ha il maggiore successo sono quelle che hanno legato il servizio ad un corretto dimensionamento del sistema e ad un\u2019attenta gestione. Le principali aziende che forniscono sistemi di Bikesharing in Italia sono: Bicincitt\u00e0, operativo in 115 comuni per un totale di 6.241 biciclette e 1.418 stazioni, Clear Channel presente su Milano e Verona con 4.900 biciclette circa e 289 stazioni, Centro in bici, invece, attivo in 31 centri urbani con 2.498 biciclette e 230 stazioni, By Bike con 272 biciclette e 32 stazioni, Ecospazio operativo in 24 comuni con 217 biciclette e 30 stazioni. A queste aziende si \u00e8 recentemente aggiunta TMR srl, che ha da poco istallato il sistema di Palermo e di altri quattro comuni con 191 biciclette e E-Move presente in tre comuni con 22 bici e 3 stazioni.<br \/>\nCar sharing \u2013 Circa 700.000 iscritti, 5.764 veicoli e 29 citt\u00e0 interessate. Questi i numeri attuali del Carsharing che ha preso il via in Italia a nel 2001 grazie al servizio station based ICS, Iniziativa Car Sharing. Oggi le citt\u00e0 in cui \u00e8 attivo il Carsharing di ICS sono otto, gli iscritti hanno raggiunto i 20.000 in tutta Italia e le auto a disposizione sono quasi seicento. Con l\u2019ingresso del servizio di Carsharing free floating con Car2go ed Enjoy nel 2013 e a seguire con altri operatori privati (Share\u2019Ngo), il Carsharing italiano ha innestato un\u2019altra marcia. Il numero di veicoli condivisi globalmente in Italia tra il 2013 e il 2015 \u00e8 quadruplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi \u00e8 cresciuto rispettivamente di dodici e trenta volte. Tutte le 12 citt\u00e0 italiane con popolazione maggiore di 250.000 abitanti dispongono di almeno un servizio di Carsharing. I capoluoghi provincia in cui \u00e8 presente almeno un servizio di Carsharing sono per\u00f2 solo 29 sui 118 totali e non sono ancora presenti servizi di Carsharing nelle citt\u00e0 metropolitane di Reggio Calabria e Messina. Napoli \u00e8 servita da un solo operatore e in termini sperimentali. Ventuno delle citt\u00e0 in cui sono presenti servizi di Carsharing si trovano nell\u2019Italia Settentrionale. Il Centro Italia vede coinvolte tre citt\u00e0, mentre nel Meridione il numero di citt\u00e0 coinvolte sono cinque. Dei 5.764 veicoli in Carsharing censiti a luglio scorso , il 34% \u00e8 al servizio della sola citt\u00e0 di Milano che conta 370.000 iscritti , seguita da Roma (il 26% dei veicoli e 220.000 utenti), Torino (16% dei veicoli) e Firenze (11%). In Italia nel 2015 sono stati fatti complessivamente circa 6,5 milioni e mezzo di noleggi con una percorrenza complessiva di 50 milioni di veicolo km.<br \/>\nCarpooling- Si tratta di un servizio che consente di condividere con altre persone uno spostamento in automobile prestabilito (potremmo considerarlo un discendente tecnologico dell\u2019autostop). In Italia esistono tutti i tipi di sistemi di Carpooling (extraurbano, urbano e per gli spostamenti casa-lavoro) con numerosi operatori: Clacsoon, iGoOn, Easymoove, Zego, Moovely, Scooterino, Strappo, Jojob e UP2GO. L\u2019operatore che domina il mercato italiano ad oggi \u00e8 il servizio extraurbano di BlaBlaCar con pi\u00f9 di 20.000.000 di utenti nel mondo. Il car pooling \u00e8 in rapida crescita e, grazie alle app, promette di esplodere nei prossimi anni.<br \/>\nIl Caso Milano &#8211; Milano \u00e8 la citt\u00e0 italiana pi\u00f9 avanzata sul fronte della mobilit\u00e0 condivisa e sta alla pari con le maggiori capitali europee. Il contesto milanese \u00e8 estremamente favorevole per lo sviluppo della Sharing mobility sia per le caratteristiche socio-demografiche dei suoi residenti sia perch\u00e9 l\u2019Amministrazione ha investito decisamente sul trasporto pubblico, la mobilit\u00e0 ciclo-pedonale e intrapreso con decisione tutte le misure a disposizione per scoraggiare l\u2019uso dell\u2019auto di propriet\u00e0 nelle aree centrali della citt\u00e0. L\u2019 Osservatorio ha studiato da vicino il caso Milano ecco in sintesi i risultati che emergono da un\u2019indagine. Quasi sette intervistati su dieci a Milano (67,5%) possiedono un\u2019automobile (presente nel 75,6% delle famiglie) ma quasi il 30% dei milanesi non ne ha nessuna: percentuale che sale al 37,5% tra chi abita da solo (famiglie con unico componente). Circa 60.000 milanesi dichiarano di utilizzare con frequenza i servizi di mobilit\u00e0 condivisa nelle varie tipologie. La possibilit\u00e0 di rinunciare completamente al veicolo privato \u00e8 molto alta tra gli utilizzatori dei servizi. Il 22,7% degli associati ai vari sistemi e il 19,4% di utenti specifici del car sharing ha gi\u00e0 fatto questa scelta; rispettivamente il 36,4% e il 45,1% degli stessi si dichiara disposto a farla a certe condizioni come per esempio un ulteriore sviluppo dei servizi di sharing mobility a disposizione.<br \/>\nSostenibilit\u00e0- Riduzione delle percorrenze con veicoli privati tra il 16% e 20%, riduzione conseguente delle emissioni di CO2, riduzione del numero di auto di propriet\u00e0 tra il 10 e il 40% per chi sceglie Carsharing e circa il 50% degli utenti di Bikesharing che passa dal volante al manubrio. La mobilit\u00e0 condivisa fa bene all\u2019 ambiente e al traffico. Da un\u2019indagine fatta dall\u2019agenzia francese per la protezione dell\u2019ambiente (ADEME, 2013) relativa al caso di alcune grandi citt\u00e0 francesi, emerge che in seguito all\u2019iscrizione al Carsharing si registra un aumento del 31% degli spostamenti a piedi, del 30% dell\u2019uso della bicicletta e del 25% del trasporto pubblico urbano e del treno. Dalle indagini sull\u2019uso del carpooling extraurbano (tipo BlaBlacar) emerge che il carpooling di media-lunga distanza permette una riduzione delle emissioni di CO2 di circa il 12% per equipaggio. Le indagini a carattere su campioni di utenti che utilizzano un servizio di carpooling di breve distanza rivelano che vi siano riduzioni considerevoli delle percorrenze veicolari complessive e una diminuzione delle emissioni di CO2 fino al 30%.<br \/>\nUna roadmap per la sharing mobility &#8211; A seguito di un processo di partecipazione attiva dei suoi membri, l\u2019Osservatorio ha elaborato una Roadmap condivisa che individua alcuni temi prioritari su cui intervenire subito, fra cui l\u2019inserimento della sharing mobility nel nuovo Codice della strada, l\u2019avvio di incentivi fiscali agli operatori e agli utilizzatori di sharing, la definizione di nuove forme di assicurazione ed una pianificazione urbana che consideri la sharing mobility come alleato del trasporto pubblico.<\/p>\n<p>Fonte: Ruote per Aria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mobilit\u00e0 condivisa \u00e8 in costante crescita ed evoluzione. 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