{"id":35814,"date":"2017-01-25T09:59:56","date_gmt":"2017-01-25T08:59:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=35814"},"modified":"2017-01-25T09:59:56","modified_gmt":"2017-01-25T08:59:56","slug":"legambiente-pubblicato-pendolaria-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-pubblicato-pendolaria-2016\/","title":{"rendered":"Legambiente: pubblicato &#8220;Pendolaria 2016&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. \u00c8 questo il dato saliente del rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente, presentato il 24 Gennaio a Palermo.<br \/>\nSui 5,5 milioni di pendolari, sono 2milioni e 832mila quelli che usufruiscono del servizio ferroviario regionale (divisi tra 1,37 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e gli altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila quelli che prendono le metropolitane presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Nel 2016 il numero dei pendolari del treno \u00e8 aumentato di poco: +0,7% rispetto al 2015 per il trasporto ferroviario e +0,6% per quello metropolitano.<br \/>\nLa crescita dei pendolari \u00e8 per\u00f2 un dato con differenze macroscopiche, perch\u00e9 aumenta dove il servizio non \u00e8 stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell\u2019acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi (in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte \u20138,4% e -9,5%) e nelle citt\u00e0 dove il servizio \u00e8 scadente, con sempre meno treni e sempre pi\u00f9 vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido.<br \/>\nIn questi anni si \u00e8 inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta \u201csospesa\u201d per inagibilit\u00e0 dell\u2019infrastruttura, come per la Trapani-Palermo, la Gemona-Sacile, la Priverno-Terracina, la Bosco Redole-Benevento e la Marzi-Soveria Mannelli in Calabria. Per fare qualche esempio, in Molise non esiste pi\u00f9 un collegamento ferroviario con il mare: da qualche mese sono scomparsi i treni che dal 1882 collegavano Campobasso con l\u2019Adriatico e con Termoli. In tutto sono 1.532 km di linee ferroviarie su cui non esiste attualmente alcun servizio passeggeri.<br \/>\n\u00c8 un Italia che viaggia sempre di pi\u00f9 a velocit\u00e0 differenti, quella che viene fuori dal rapporto che, dal 2008, presenta la fotografia della situazione del trasporto ferroviario in Italia e ne racconta i cambiamenti. Sono proprio le differenze e diseguaglianze tra le diverse aree del Paese, ad essere al centro del focus quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). 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