{"id":36553,"date":"2017-03-22T10:35:20","date_gmt":"2017-03-22T09:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=36553"},"modified":"2017-03-22T10:35:20","modified_gmt":"2017-03-22T09:35:20","slug":"rapporto-enea-sulla-qualita-dellaria-in-calo-i-principali-inquinanti-atmosferici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/rapporto-enea-sulla-qualita-dellaria-in-calo-i-principali-inquinanti-atmosferici\/","title":{"rendered":"Rapporto ENEA sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria: in calo i principali inquinanti atmosferici"},"content":{"rendered":"<p>In Italia, dal 1990 ad oggi, sono diminuite complessivamente le emissioni dei cinque principali inquinanti identificati dall\u2019Unione europea come i pi\u00f9 dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali: biossido di zolfo (-93%), monossido di carbonio (-69%), ossidi di azoto (-61%), composti organici volatili non metanici (-57%) e polveri sottili PM2,5 (-31%). \u00c8 quanto emerge dal rapporto sugli effetti dell\u2019inquinamento dell\u2019aria presentato nei giorni scorsi all\u2019ENEA, che ha curato il coordinamento e la pubblicazione dei contenuti scientifici elaborati dai maggior esperti nazionali in materia.<br \/>\n\u201cOltre al miglioramento dell\u2019efficienza energetica e alla diffusione delle rinnovabili, questi risultati sono stati ottenuti grazie alla combinazione di molteplici fattori: una pi\u00f9 ampia diffusione di nuove tecnologie, limiti di emissione pi\u00f9 stringenti nei settori energia e industria, carburanti e autovetture pi\u00f9 \u2018puliti\u2019 e l\u2019introduzione del gas naturale nella produzione elettrica e negli impianti di riscaldamento domestici\u201d, spiega Gabriele Zanini, responsabile della divisione \u2018Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali\u2019 dell\u2019ENEA.<br \/>\nL\u2019agricoltura, in particolare la gestione dei reflui animali, ha registrato la pi\u00f9 piccola percentuale di riduzione degli inquinanti: a fronte di un comparto responsabile di oltre il 95% delle emissioni di ammoniaca, la contrazione \u00e8 stata pari solo al 17%.<br \/>\nDi segno opposto quanto avvenuto nel settore civile, che ha registrato un incremento del 46% delle emissioni di PM2,5 rispetto ai valori del 1990, principalmente per l\u2019aumento dell\u2019uso di biomassa in impianti di riscaldamento a bassa efficienza.<br \/>\n\u201cIn Italia resta ancora alto l\u2019impatto negativo dell\u2019inquinamento atmosferico sulla salute e gli ecosistemi \u2013 aggiunge Zanini \u2013 nonostante le riduzioni delle concentrazioni osservate negli ultimi due decenni. Oltre ad essere a rischio biodiversit\u00e0 e produttivit\u00e0 agricola, sono in aumento tra la popolazione malattie respiratorie e cardiovascolari. Da solo il particolato fine causa circa 30mila decessi ogni anno, come risulta da un recente studio a cui abbiamo partecipato. In termini di mesi di vita persi, l\u2019inquinamento accorcia la vita di ciascun italiano di 10 mesi in media: 14 per chi vive al nord, 6,6 al centro e 5,7 al sud e nelle isole\u201d.<br \/>\n\u201cLe emissioni di ossidi di azoto da trasporto stradale non si sono ridotte quanto atteso con l\u2019introduzione degli standard Euro per le macchine a gasolio; i test su strada hanno mostrato che le emissioni nei cicli reali di guida sono pi\u00f9 alte rispetto alle emissioni misurate nei test di omologazione\u201d, sottolinea Alessandra De Marco, ricercatrice del Laboratorio Inquinamento Atmosferico dell\u2019ENEA e tra i coordinatori del rapporto presentato oggi.<br \/>\n\u201cNonostante i significativi progressi dal 1990 a oggi \u2013 aggiunge Zanini \u2013 i pi\u00f9 recenti scenari emissivi sviluppati dall\u2019ENEA mostrano che siamo ancora lontani dal raggiungimento dei limiti previsti dalla direttiva NEC dell\u2019Ue sui tetti alle emissioni al 2030, in particolare per PM2,5, composti organici volatili non metanici e ammoniaca. Ma per ridurre le emissioni sono disponibili differenti misure, da un uso pi\u00f9 efficiente della legna da ardere nel settore residenziale, all\u2019introduzione di una dieta a basso tenore di azoto negli allevamenti o ad un uso pi\u00f9 efficiente dell\u2019urea come fertilizzante. Accanto alle misure tecnologiche, occorre promuoverne altre che interessino direttamente le abitudini e gli stili di vita dei cittadini, quali il ricorso ad una dieta meno proteica o l\u2019uso di mezzi di trasporto pubblici e meno inquinanti\u201d.<br \/>\n\u201cTecnologie a parte \u2013 sottolinea Alessandra De Marco &#8211; in citt\u00e0 le foreste urbane possono contribuire alla riduzione dell\u2019inquinamento perch\u00e9 sono in grado di catturare gli inquinanti come polveri sottili e ozono. Un nostro studio sulla citt\u00e0 di Firenze, realizzato in collaborazione con CNR e Universit\u00e0 di Firenze, ha dimostrato come gli alberi in citt\u00e0 possano abbattere del 13% il PM10 e del 5% l\u2019ozono. Molto problematica, invece, la conservazione dei beni culturali, dove sempre un studio mostra un rischio corrosione del 26% dei siti archeologici e del 17% di chiese e conventi storici.\u201d<br \/>\n\u201cAbbiamo soluzioni che possono ridurre gli impatti \u2013 conclude Zanini &#8211; ma occorre integrare le politiche climatiche e quelle di qualit\u00e0 dell\u2019aria, utilizzando misure e modelli e coordinando differenti settori scientifici e gruppi di ricerca\u201d.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia, dal 1990 ad oggi, sono diminuite complessivamente le emissioni dei cinque principali inquinanti identificati dall\u2019Unione europea come i pi\u00f9 dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali: biossido di zolfo (-93%), monossido di carbonio (-69%), ossidi di azoto (-61%), composti organici volatili non metanici (-57%) e polveri sottili PM2,5 (-31%). \u00c8 quanto emerge&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/rapporto-enea-sulla-qualita-dellaria-in-calo-i-principali-inquinanti-atmosferici\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Rapporto ENEA sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria: in calo i principali inquinanti atmosferici<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":""},"categories":[1],"tags":[],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"post-thumbnail":false},"uagb_author_info":{"display_name":"laura","author_link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/author\/laura\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"In Italia, dal 1990 ad oggi, sono diminuite complessivamente le emissioni dei cinque principali inquinanti identificati dall\u2019Unione europea come i pi\u00f9 dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali: biossido di zolfo (-93%), monossido di carbonio (-69%), ossidi di azoto (-61%), composti organici volatili non metanici (-57%) e polveri sottili PM2,5 (-31%). \u00c8 quanto emerge&hellip;&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36554,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36553\/revisions\/36554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}