{"id":37164,"date":"2017-05-09T09:31:11","date_gmt":"2017-05-09T07:31:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=37164"},"modified":"2017-05-09T09:31:11","modified_gmt":"2017-05-09T07:31:11","slug":"bici-in-italia-gli-spostamenti-generano-un-fatturato-di-62-miliardi-lanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/bici-in-italia-gli-spostamenti-generano-un-fatturato-di-62-miliardi-lanno\/","title":{"rendered":"Bici: in Italia gli spostamenti generano un fatturato di 6,2 miliardi l\u2019anno"},"content":{"rendered":"<p>Almeno il 15% della popolazione di Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forl\u00ec utilizza quotidianamente la bici per i propri spostamenti. Poi ci sono ancora Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara con percentuali di abitanti tra il 22% e il 27% che preferiscono la bici all&#8217;auto. Per arrivare infine al top di Pesaro e Bolzano, dove circa un abitante su tre pedala per raggiungere il luogo di lavoro o di studio. Tra le grandi citt\u00e0, invece si distingue Milano, dove lo sviluppo del sistema dei trasporti pubblici, l\u2019introduzione dell\u2019Area C, la rifunzionalizzazione di alcuni spazi \u00e8 stata accompagnata dalla crescita della ciclabilit\u00e0 (oggi il 6% dei milanesi si sposta in bici), mentre Roma \u00e8 in coda al gruppo: nella Capitale solo 5 persone su mille usano la bici.<br \/>\nSono queste le citt\u00e0 pi\u00f9 a misura di bici secondo quanto emerge dall\u2019A Bi Ci &#8211; 1\u00b0 Rapporto sull\u2019economia della bici in Italia e sulla ciclabilit\u00e0 nelle citt\u00e0 &#8211; realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+ &#8211; e presentato nei giorni scorsi a Roma nel corso del Bike Summit 2017, che ha visto, tra gli altri, la partecipazione della presidente di Legambiente Rossella Muroni, del Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio, del Sindaco di Pesaro e Vicepresidente Anci Matteo Ricci, e di Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente.<br \/>\nA Bolzano e Pesaro, dunque, il 28% della domanda urbana di mobilit\u00e0 \u00e8 soddisfatto dalla bici. Il comune altoatesino ha collegato tra loro, formando una sorta di grande anello ciclabile, tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative cittadine. La citt\u00e0 di Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, una metropolitana di superficie che alla fine del 2016 conta ben 85 chilometri di percorsi ciclabili e la rete, visto il successo, continua a estendersi. E\u2019 importante sottolineare che in queste due citt\u00e0 il successo non \u00e8 figlio solo di infrastrutture di qualit\u00e0 per le bici, ma di una riorganizzazione complessiva dello spazio urbano: sono state ampliate le aree pedonali, sottratti spazi alla sosta delle auto, messi in sicurezza gli incroci, istituite zone a velocit\u00e0 moderata. Ovvero un approccio innovativo allo spazio urbano e alla sostanziale redistribuzione dei pesi tra le diverse componenti del trasporto che determina alti livelli di ciclabilit\u00e0 a Pesaro e Bolzano.<br \/>\nTra il 2008 e il 2015 sono stati realizzati 1.346,1 i nuovi chilometri di percorsi cicla\u001fbili urbani nelle citt\u00e0 capoluogo di provincia. Un incremento delle infrastrutture riservate a chi pedala addirittura del 50% in un solo settennato: l\u2019insieme delle cicla\u001fbili urbane \u00e8 salito infatti dai 2.823,8 km del 2008 ai 4.169,9 km del 2015. Eppure nello stesso periodo la percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti \u00e8 rima\u001fsta immutata: era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015.<br \/>\nUna prima spiegazione dell\u2019asimmetria di questi dati &#8211; evidente crescita dei percorsi dedicati ed evidente stasi della quota di utenti &#8211; risiede nella qualit\u00e0 delle infrastrutture. Sono moltissimi i casi in cui le piste ciclabili urbane sono realizzate con standard costruttivi illogici e incoerenti, con sedi inadeguate e spesso concor\u001frenziali con la pedonalit\u00e0 (sui marciapiedi), senza un\u2019analisi preventiva dei flussi di utenti che potreb\u001fbero intercettare e conseguentemente senza una verifica, a posteriori, dell\u2019efficacia dell\u2019intervento in termini di aumento della ciclabilit\u00e0 e della diminu\u001fzione delle altre modalit\u00e0 di trasporto.<br \/>\nLo studio di Legambiente sottolinea la necessit\u00e0 di realizzare percorsi ciclabili sicuri e di qualit\u00e0, con una forte coerenza fisica e visiva. I tracciati per le bici devono essere fatti con criterio (i punti di origine e di destinazione non devono essere casuali ma coincidenti con forti attrattori di mobilit\u00e0 come universit\u00e0, quartieri ad alta densit\u00e0 abitativa, stazioni ferroviarie e della metropolitane), il fondo stradale delle piste deve essere privo di difetti e irregolarit\u00e0 con caratteristiche tecniche che lo rendano scorrevole, gradevole e percorribile tutto l\u2019anno (anche in caso di forti piogge). Nel disegnare nuovi itinerari si deve dare priorit\u00e0 a quelli che favoriscono l\u2019intermodalit\u00e0 con i servizi di trasporto su ferro e altri mezzi del Tpl che consentono di salire a bordo con la bici.<br \/>\nPur se le citt\u00e0 italiane bike friendly sono ancora una minoranza, il valore economico della ciclabilit\u00e0 in Italia \u00e8 particolarmente interessante. Per la prima volta, infatti, grazie a questo studio di Legambiente, \u00e8 stato possibile quantificare quanto vale il settore non solo relativamente al cicloturismo o alla produzione di bici e accessori, ma anche quanto valgono tutte quelle esternalit\u00e0 positive legate alla ciclabilit\u00e0.<br \/>\n\u201cIl dato \u00e8 incoraggiante \u2013 sottolinea Rossella Muroni, Presidente Legambiente &#8211; l\u2019insieme degli spostamenti a pedali genera un fatturato di 6.206.587.766 euro. Questo patrimonio &#8211; somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell\u2019insieme delle esternalit\u00e0 positive generate dai biker (come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive) &#8211; appare ancora pi\u00f9 rilevante soprattutto in considerazione del carattere adole\u001fscenziale della ciclabilit\u00e0 in molte parti d\u2019Italia, sia per gli aspetti relativi alla mobilit\u00e0, sia per quello che riguarda il turismo su due ruote. Ed \u00e8 interessante anche il fatto che siano 743mila gli italiani che utilizzano sistematicamente la bici per coprire il tragitto casa-lavoro, con percentuali elevatissime nella provincia autonoma di Bolzano (il 13,2% degli occupati raggiunge il luogo di lavoro in bici), in Emilia Romagna (7,8%) e in Veneto (7,7%)\u201d.<br \/>\nPer quanto riguarda la produzione di bici, l\u2019Italia si conferma essere il maggior produttore, con una quota di mercato prossima al 18%. La vendita delle biciclette nel mercato nazionale unita all\u2019export ha generato nel 2015 un giro d\u2019affari di 488.000.000 \u20ac, a cui bisogna aggiungere quello del mercato di parti e accessori, che ha generato nello stesso anno vendite per 483.540.000 \u20ac.<br \/>\nIl cicloturismo produce, invece, 2 miliardi di euro l\u2019anno, mentre il bike sharing si conferma una realt\u00e0 piuttosto diffusa su tutto il territorio. Milano, Brescia, Bergamo, Aosta, Pisa e Lodi superano una disponibilit\u00e0 media di 2 biciclette ogni 1.000 abitanti, mentre a Perugia, Palermo e Napoli sono meno di un decimo (0,2). Nell\u2019ultimo quinquennio in Italia \u00e8 cresciuto poi il mercato delle bici a pedalata assistita, anche se il trend \u00e8 pi\u00f9 contenuto rispetto a quello di altri Paesi Ue. Andare a scuola e in giro in bicicletta sin da piccoli produce benefici sia sanitari che sociali, migliora il benessere, le funzioni celebrali, diminuisce lo stress, con risultati positivi per tutta la famiglia. L\u2019uso della bicicletta produce un risparmio sanitario pari a \u20ac 1.054.059.446 l\u2019anno.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Almeno il 15% della popolazione di Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forl\u00ec utilizza quotidianamente la bici per i propri spostamenti. 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