{"id":37634,"date":"2017-06-13T10:17:05","date_gmt":"2017-06-13T08:17:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=37634"},"modified":"2017-06-13T10:17:05","modified_gmt":"2017-06-13T08:17:05","slug":"firmata-la-carta-di-bologna-per-lo-sviluppo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/firmata-la-carta-di-bologna-per-lo-sviluppo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Firmata la Carta di Bologna per lo sviluppo sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>Rifiuti, qualit\u00e0 dell&#8217;aria e delle acque, transizione energetica e mobilit\u00e0 sostenibile. Sono solo alcuni dei macro obiettivi della Carta di Bologna per l&#8217;Ambiente, sottoscritta nei giorni scorsi dalle citt\u00e0 metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Bari, Roma, membri della Piattaforma degli Enti Locali di TTS Italia, e Catania &#8211; presenti &#8211; insieme a Napoli, Reggio Calabria, Palermo, anch&#8217;esse membri della Piattaforma degli Enti Locali di TTS Italia, Genova e Cagliari che hanno inviato la propria adesione formale. Il protocollo &#8211; firmato alla presenza, tra gli altri, del ministro dell&#8217;Ambiente, Gian Luca Galletti, del presidente dell&#8217;Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dei sindaci di tutti i comuni della citt\u00e0 metropolitana bolognese &#8211; si basa su 8 punti e identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l&#8217;agenda Onu 2030. Si tratta del primo passo delle citt\u00e0 metropolitane sul fronte della sostenibilit\u00e0 ambientale ed \u00e8 il primo documento di questo tipo a livello nazionale in ambito ambientale.<br \/>\nGli otto macro obiettivi individuati dalla Carta di Bologna per l\u2019Ambiente da inserire nelle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile sono:<br \/>\n1) RICICLO DEI RIFIUTI<br \/>\nL\u2019economia circolare, in particolare, pu\u00f2 consentire alle Citt\u00e0 metropolitane di slegare lo sviluppo dal consumo delle risorse naturali esauribili ed evitare la distruzione di valore insita nel modello economico attuale. E proprio da qui parte la Carta di Bologna per l\u2019Ambiente: le citt\u00e0 metropolitane si impegnano infatti a raggiungere gli obiettivi europei pi\u00f9 ambiziosi: riciclo 70% e discarica max 5% dei rifiuti al 2030, riducendo la produzione dei rifiuti al di sotto della media europea e portando la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e all\u201980% nel 2030 (47,5% nel 2015 a livello nazionale).<br \/>\n2) DIFESA DEL SUOLO<br \/>\nIn relazione alla tutela del territorio, le citt\u00e0 si impegnano a ridurre del 20% il proprio consumo netto di suolo al 2020 (dai 2 attuali a 1,6 mq\/ab l\u2019anno di media nazionale) e centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, prevedendo sviluppo urbanistico solo in presenza di trasporto pubblico sostenibile e dei principali servizi al cittadino sia pubblici che privati.<br \/>\nL\u2019obiettivo europeo \u00e8 l\u2019azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l\u2019Agenda Onu richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.<br \/>\n3) PREVENZIONE DISASTRI<br \/>\nI sindaci si impegnano inoltre ad aggiornare il Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l\u2019energia (siglato nel 2015) per prevenire il rischio di disastri generati dai cambiamenti climatici. Obiettivo \u00e8 la redazione di piani integrati con gli strumenti di pianificazione nazionale per poter essere operativi entro il 2020. In questo ambito il quadro di riferimento nazionale \u00e8 l\u2019integrazione tra le iniziative Italia Sicura, Casa Italia e la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del Ministero dell\u2019Ambiente, superando l\u2019attuale separazione con il Sendai framework for disaster risk reduction 2015-2030 del Dipartimento per la Protezione civile. Le parole chiave sono: rigenerazione urbana, attenzione alle periferie, riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e sicurezza sismica e idrogeologica.<br \/>\n4) TRANSIZIONE ENERGETICA<br \/>\nSul fronte della transizione energetica e della qualit\u00e0 dell\u2019aria le citt\u00e0 italiane mirano a risultati ancora pi\u00f9 ambiziosi rispetto a quanto imposto dalle direttive europee: per l\u2019energia raggiungere nel 2025 (e non nel 2030) la riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, migliorando l\u2019efficienza energetica del 30% e producendo il 27% dell\u2019energia da fonti rinnovabili. In tema di qualit\u00e0 dell\u2019aria \u00e8 guerra dichiarata alle polveri sottili: si punta entro il 2025 al rispetto del limite massimo stabilito dall\u2019Oms per il particolato sottile (10 \u03bc\/mc, pi\u00f9 restrittivo di quello europeo: 25 \u03bc\/mc al 2015; 20 \u03bc\/mc al 2020). Per farlo servir\u00e0 mettere a sistema i Piani regionali e il Piano congiunto Governo \u2013 Regioni della Pianura Padana del 2013, per valutare l\u2019efficacia delle azioni adottate nei diversi ambiti (trasporti, industria, agricoltura, energia).<br \/>\n5) QUALIT\u00c0 DELL&#8217;ARIA<br \/>\nServiranno inoltre accordi di programma fra i diversi enti territoriali per coordinare le politiche necessarie al contrasto delle emissioni in atmosfera, con misure di livello locale (quali blocchi del traffico, ZTL, congestion charges) ma anche strutturali (es. incentivi rinnovo impianti riscaldamento, per la mobilit\u00e0 sostenibile). Necessario anche il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio locale con strumenti di analisi dei dati per la previsione di picchi di inquinamento e la programmazione anticipata degli interventi di contrasto (blocchi del traffico).<br \/>\n6) RISPARMIO DELL&#8217;ACQUA<br \/>\nAcque: parola d\u2019ordine sprecare meno. L\u2019obiettivo per le Citt\u00e0 metropolitane in questo ambito \u00e8 ridurre entro la soglia fisiologica del 10 \u2013 20% le perdite delle reti di distribuzione idrica entro il 2030 (2\/3 terzi in meno rispetto ad oggi) e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, portandoli allo stato di \u201cbuono\u201d per tutte le acque entro il 2025.<br \/>\n7) PI\u00d9 VERDE URBANO<br \/>\nCitt\u00e0 pi\u00f9 sostenibili significa anche citt\u00e0 pi\u00f9 verdi. L\u2019obiettivo in questo senso \u00e8 raddoppiare entro il 2030 la superficie media di verde urbano per abitante, arrivando a 30 mq per abitante (2\/3 in pi\u00f9 rispetto al 2014). Per farlo bisogna riconoscere il verde urbano nella sua totalit\u00e0 (pubblico, privato, urbano, periurbano), pianificare nuove categorie di aree e infrastrutture verdi adatte a fronteggiare il riscaldamento climatico, incentivare l\u2019inserimento della componente vegetale nelle ristrutturazioni edilizie e nelle nuove edificazioni.<br \/>\n8) MOBILIT\u00c0 SOSTENIBILE<br \/>\nInfine, il capitolo mobilit\u00e0 sostenibile: le citt\u00e0 si impegnano a raggiungere almeno il 50% del riparto modale tra auto e moto e le altre forme di mobilit\u00e0 entro il 2020. Anche su questo tema imprescindibile \u00e8 il lavoro di squadra con il Governo nazionale che punti ad incentivare i sistemi di trasporto intelligente, la mobilit\u00e0 elettrica, la mobilit\u00e0 ciclabile e pedonale, lavori a misure infrastrutturali per la diffusione delle ricariche per le auto elettriche e a idrogeno.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rifiuti, qualit\u00e0 dell&#8217;aria e delle acque, transizione energetica e mobilit\u00e0 sostenibile. 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