{"id":38076,"date":"2017-07-14T10:14:34","date_gmt":"2017-07-14T08:14:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=38076"},"modified":"2017-07-14T10:14:34","modified_gmt":"2017-07-14T08:14:34","slug":"legambiente-nelle-grandi-citta-italiane-lauto-privata-batte-il-trasporto-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-nelle-grandi-citta-italiane-lauto-privata-batte-il-trasporto-pubblico\/","title":{"rendered":"Legambiente: nelle grandi citt\u00e0 italiane l\u2019auto privata batte il trasporto pubblico"},"content":{"rendered":"<p>Nelle grandi citt\u00e0 italiane a farla da padrone sono le auto. Il mezzo di trasporto privato \u00e8 quello pi\u00f9 usato e preferito per gli spostamenti a discapito dei mezzi pubblici sempre pi\u00f9 in sofferenza tra tagli, disservizi e inefficienze. A confermare questa tendenza sono prima di tutto i dati: negli ultimi anni \u00e8 aumentata la quota degli spostamenti in auto che \u00e8 passata dall\u20198,1% del 2014 al\u20198,3% del 2015; mentre \u00e8 diminuita quella effettuata con i mezzi pubblici che \u00e8 passata dal 14,6% (2014) all\u201911,7% nel 2015 (Fonte Cdp, Asstra). Numeri che si ripercuotono anche sull\u2019ambiente con smog e inquinamento alle stelle che causano danni alla salute dei cittadini. Tra le grandi citt\u00e0, la maglia nera per la mobilit\u00e0 insostenibile spetta a Roma, molto indietro rispetto alle sorelle europee per dotazioni di metropolitane, tram, ferrovie suburbane, mentre ha un record nel possesso di automobili, pari a 67 auto ogni 100 abitanti. Inoltre nella Capitale l\u2019offerta di trasporto pubblico \u00e8 diminuita dal 2005 al 2015 del 6% e si sta ancora contraendo.<br \/>\nQuesti i dati presentati da Legambiente nel corso del convegno \u201cMobilit\u00e0 In-sostenibile. Obiettivi pubblici e ruolo dei privati per cambiare la situazione delle citt\u00e0 italiane\u201d, organizzato a Roma e pensato per avviare un confronto, insieme a diversi interlocutori istituzionali e politici, esperti del settore, sul tema della mobilit\u00e0 e sulle nuove politiche da adottare.<br \/>\n\u201cLe citt\u00e0 italiane &#8211; spiega Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente &#8211; hanno un drammatico bisogno di rilanciare le diverse forme di mobilit\u00e0 sostenibile per migliorare la vita delle persone e la qualit\u00e0 dell\u2019aria. In alcune grandi aree urbane la condizione \u00e8 davvero di emergenza, eppure oggi \u00e8 possibile uscire da questa situazione come dimostrano le citt\u00e0 europee e alcune buone pratiche di gestione e innovazione nei trasporti avviate in alcune citt\u00e0 italiane. Quello che serve \u00e8 la voglia di scommettere davvero in questo settore, ben venga la discontinuit\u00e0 positiva portata avanti dal Ministro Delrio al Ministero delle Infrastrutture che permetter\u00e0 l\u2019acquisto di treni e autobus nei prossimi anni. Ma per avviare la rivoluzione della mobilit\u00e0 sostenibile di cui hanno bisogno le nostre citt\u00e0 siamo solo all\u2019inizio. Per questo chiediamo al Governo e alle citt\u00e0 di avere il coraggio di fare scelte diverse, potenziando e integrando le diverse forme di mobilit\u00e0 urbana: trasporto pubblico e privato, su ferro e su gomma, ciclabile e pedonale, sharing e micromobilit\u00e0 elettrica\u201d.<br \/>\nI numeri della mobilit\u00e0: Ogni giorno in Italia sono 2 milioni e 830mila i passeggeri al giorno sulla rete ferroviaria regionale, 2 milioni e 650mila coloro che prendono la rete metropolitana nelle 7 citt\u00e0 in cui sono presenti, 14 milioni i cittadini che usufruiscono del trasporto pubblico locale su gomma. Nonostante questi numeri, l\u2019offerta del trasporto pubblico \u00e8 ferma al palo. Nelle citt\u00e0 italiane la lunghezza totale dei km di metropolitane \u00e8 inferiore a quella della sola citt\u00e0 di Madrid (235 km contro i 291 della citt\u00e0 spagnola). Anche i nuovi progetti sono limitati e inadeguati a recuperare i ritardi, a Roma ad esempio ci vorranno 80 anni per arrivare a dotazione citt\u00e0 europee di metro continuando cos\u00ec. Negli ultimi anni la situazione \u00e8 peggiorata anche per l\u2019assenza di investimenti, tanto che secondo i dati di Asstra e Cdp, dal 2005 al 2015 si \u00e8 registrata una riduzione del 13% del parco circolante degli autobus che \u00e8 passato da 58.307 a 50.576 mezzi in circolazione. Senza contare che l\u2019Italia vanta il parco mezzi pi\u00f9 anziano d\u2019Europa con una media di et\u00e0, in aumento, di 11,38 anni contro i 7 anni dell\u2019Ue. Nel trasporto ferroviario regionale l\u2019et\u00e0 del materiale rotabile \u00e8, invece, di 17,2 anni, ma con significative differenze tra Nord e Sud. L\u2019et\u00e0 media dei convogli nel Meridione \u00e8 di 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale. Inoltre su alcune linee ferroviarie, come la Roma-Ostia Lido e la Circumvesuviana, per degrado e tagli, il numero dei passeggeri \u00e8 diminuito di oltre il 30% costringendo decine di migliaia di persone a spostarsi sui mezzi privati.<br \/>\nSecondo Legambiente le ragioni della crisi che ha colpito il trasporto pubblico sono legate anche al fatto che le citt\u00e0 metropolitane, dove vive il 40% della popolazione italiana, sono escluse dalle decisioni sui trasporti, perch\u00e9 le Regioni decidono sul trasporto ferroviario pendolare mentre il trasporto pubblico locale (TPL) \u00e8 gestito separatamente da centinaia di Comuni. Ad oggi, inoltre, non c\u2019\u00e8 nessuna chiarezza su obiettivi, controlli e liberalizzazione del servizio. Per questo l\u2019associazione ambientalista torna a ribadire l\u2019urgenza di ripensare le politiche nazionali sulla mobilit\u00e0, dando priorit\u00e0 agli investimenti infrastrutturali da destinare ai centri urbani con un vero programma che preveda nuove linee di tram, treni e metropolitane. Dal punto di visto della governance, \u00e8 importante che venga affidata alle citt\u00e0 metropolitane la responsabilit\u00e0 per le strategie, le risorse, i controlli e le gare per il servizio ferroviario regionale e per il TPL. Infine l\u2019altra sfida legata alla mobilit\u00e0 sostenibile riguarda il replicare quelle buone pratiche gi\u00e0 avviate in alcune grandi citt\u00e0 italiane e che riguardano il potenziamento delle linee ferroviarie e tramviarie, l\u2019introduzione di aree pedonali e zone a traffico limitato a pagamento e un maggior investimento su piste ciclabili e micromobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle grandi citt\u00e0 italiane a farla da padrone sono le auto. Il mezzo di trasporto privato \u00e8 quello pi\u00f9 usato e preferito per gli spostamenti a discapito dei mezzi pubblici sempre pi\u00f9 in sofferenza tra tagli, disservizi e inefficienze. 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