{"id":38964,"date":"2017-10-02T10:58:21","date_gmt":"2017-10-02T08:58:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=38964"},"modified":"2017-10-02T10:58:21","modified_gmt":"2017-10-02T08:58:21","slug":"rapporto-sulla-qualita-dellaria-litalia-tra-i-peggiori-paesi-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/rapporto-sulla-qualita-dellaria-litalia-tra-i-peggiori-paesi-europei\/","title":{"rendered":"Rapporto sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria: l&#8217;Italia tra i peggiori paesi europei"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; stato di recente presentato il &#8220;Rapporto sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria&#8221; che la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha curato in collaborazione con Enea e Ferrovie dello Stato.<br \/>\nA livello globale sono milioni le persone che muoiono a causa dell\u2019inquinamento atmosferico, il 90% della popolazione vive in luoghi con livelli di inquinamento pi\u00f9 alti di quelli raccomandati dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. Un\u2019emergenza che in Europa significa 500.000 morti con dei costi esterni stimati da 330 a 940 miliardi di euro, tra il 2% e il 6% del Pil comunitario. E l\u2019Italia risulta essere tra i peggiori paesi in Europa.<br \/>\nNonostante le nuove norme in materia, le limitazioni al traffico adottate da diverse citt\u00e0 italiane e i carburanti sempre meno inquinanti la qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle citt\u00e0 italiane rimane critica, soprattutto nell\u2019area padana, da Torino a Venezia, nelle aree metropolitane di Roma e Napoli, nel frusinate, in Puglia e nella costa orientale della Sicilia.<br \/>\nSono oltre 90.000 le morti premature a causa dell\u2019inquinamento atmosferico, siamo a 1.550 decessi per milione di abitanti, numeri che ci pongono drammaticamente al primo posto tra i grandi paesi europei, in Germania i decessi per milione di abitanti sono 1.100, in Francia e Regno Unito sono 800, mentre in Spagna 600.<br \/>\n\u00c8 il traffico stradale il primo colpevole di questa situazione, ma anche agricoltura e l\u2019edilizia residenziale fanno la loro parte. Per cambiare la situazione serve una strategia che investa diversi settori della nostra economia e il rapporto contiene dieci proposte, alcune pi\u00f9 generali e altre pi\u00f9 specifiche di un singolo settore, per rendere pi\u00f9 respirabile l\u2019aria delle nostre citt\u00e0:<br \/>\n1) Migliorare la governance. Pi\u00f9 che colpevoli gli amministratori locali sono spesso capri espiatori. Per aiutarli occorre una Strategia nazionale per la qualit\u00e0 dell\u2019aria che centralizzi alcune responsabilit\u00e0 per incidere sulle politiche nazionali dei trasporti, sull\u2019energia, sull\u2019edilizia etc.<br \/>\n2) Non considerare solo la CO2. La Strategia Energetica Nazionale e pi\u00f9 in generale le politiche energetiche dovrebbero includere una valutazione degli impatti non solo sulla CO2 ma anche sui principali inquinanti atmosferici; finora non tutti gli interventi mirati alla riduzione delle emissioni di gas serra hanno portato beneficio alla qualit\u00e0 dell\u2019aria (come la promozione dei veicoli diesel o dell\u2019utilizzo di combustibili legnosi in impianti inefficienti).<br \/>\n3) Prevenire le emergenze smog. Vista la gravit\u00e0 della situazione occorre adottare un approccio preventivo, introdurre misure straordinarie e divieti di circolazione in citt\u00e0 solo una volta superati i livelli di guardia non aiuta a risolvere il problema<br \/>\n4) Disincentivare l\u2019utilizzo dell\u2019auto. Un sistema di mobilit\u00e0 sostenibile non pu\u00f2 basarsi sull\u2019auto di propriet\u00e0; servono interventi come l\u2019istituzione delle low emission zone, delle aree pedonali e ciclabili, delle aree di sosta o interventi per la promozione della mobilit\u00e0 condivisa (trasporto su ferro, bike sharing, car sharing) con l\u2019obiettivo di portare il parco circolante italiano a meno di 1 vettura ogni 2 abitanti.<br \/>\n5) Investire in infrastrutture urbane green. Servono ingenti investimenti pubblici in favore del trasporto rapido di massa, delle infrastrutture ciclo-pedonali e dei sistemi di logistica intelligente. Attualmente solo il 10% degli investimenti pubblici in infrastrutture \u00e8 destinato alla mobilit\u00e0 urbana<br \/>\n6) Stop agli standard Euro. Servono nuovi strumenti fiscali ed economici per ridurre velocemente il numero dei veicoli diesel e benzina a vantaggio di quelli ibridi, elettrici o a gas (per il trasporto navale e merci); gli standard euro non si sembrano pi\u00f9 efficaci e il \u201cdieselgate\u201d ha lasciato pi\u00f9 di qualche strascico<br \/>\n7) Riqualificare i vecchi edifici. Il settore residenziale \u00e8 il primo responsabile dell\u2019inquinamento da particolato atmosferico: serve un cambio di passo, con strumenti e sistemi di finanziamento innovativi capaci di promuovere interventi su interi edifici o gruppi di edifici esistenti con l\u2019obiettivo di un taglio dei consumi nell\u2019ordine del 60-80%;<br \/>\n8) Regolamentare l\u2019utilizzo delle biomasse legnose (pellet). Linee guida nazionali sull\u2019utilizzo delle biomasse dovrebbero fornire indicazioni circa le tecnologie da adottare e le modalit\u00e0 di utilizzo delle biomasse legnose che, nonostante diano un contributo importante in termini di riduzione delle emissioni di CO2, contribuiscono in modo significativo all\u2019inquinamento da particolato atmosferico nelle citt\u00e0:<br \/>\n9) Ridurre l&#8217;uso dell&#8217;ammoniaca in agricoltura. L\u2019agricoltura \u00e8 responsabile del 96% delle emissioni nazionali di questo inquinante (fertilizzanti, gas animali..) e dovrebbe promuovere interventi volti a ridurre l\u2019azoto in eccesso nei terreni (ad esempio con agricoltura di precisione e copertura dei suoli), a mitigare l\u2019impatto degli allevamenti (ad esempio attraverso mangimi speciali e la produzione di biometano) e a sviluppare l\u2019agricoltura biologica meno impattante;<br \/>\n10) Conversione green dell&#8217;industria. L\u2019industria \u00e8 ancora il principale settore in Italia per emissioni di SOX e COVNM, occorre che i grandi impianti (petrolchimici, cementifici, centrali elettriche) rispettino limiti pi\u00f9 stringenti, istituire un inventario delle emissioni per i piccoli impianti, e promuovere l\u2019elettrificazione e l\u2019utilizzo di combustibili a basso impatto ambientale in impianti ad altissima efficienza.<\/p>\n<p>Fonte: EarthDay.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; stato di recente presentato il &#8220;Rapporto sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria&#8221; che la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha curato in collaborazione con Enea e Ferrovie dello Stato. 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