{"id":39650,"date":"2017-11-16T10:45:40","date_gmt":"2017-11-16T09:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=39650"},"modified":"2017-11-16T10:45:40","modified_gmt":"2017-11-16T09:45:40","slug":"le-smart-city-in-italia-ce-ancora-da-lavorare-secondo-losservatorio-internet-of-things","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/le-smart-city-in-italia-ce-ancora-da-lavorare-secondo-losservatorio-internet-of-things\/","title":{"rendered":"Le Smart City in Italia: c&#8217;\u00e8 ancora da lavorare secondo l&#8217;Osservatorio Internet of Things"},"content":{"rendered":"<p>Il 48% dei comuni italiani ha gi\u00e0 avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni, una quota rilevante ma la maggior parte delle iniziative &#8211; il 63% del totale \u2013 risulta ancora in fase sperimentale. Questo quanto emerge dalla ricerca sulla Smart City dell&#8217;Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno \u201cSmart City in cerca d\u2019autore: quali strategie per (ri)partire?\u201d.<br \/>\nPer il 2018 tre comuni su quattro hanno in programma nuovi progetti per rendere le citt\u00e0 \u201cintelligenti\u201d ma resta la difficolt\u00e0 ad estendere le sperimentazioni all\u2019intero territorio cittadino e integrarle in una strategia di lungo termine. Negli ultimi tre anni le iniziative di Smart City si sono concentrate soprattutto su illuminazione intelligente (nel 52% dei comuni), servizi turistici (43%), raccolta rifiuti (41%), mobilit\u00e0 (gestione del traffico 40%, gestione parcheggi 33%) e sicurezza (39%). Per il prossimo anno si continueranno a orientare su questi ambiti, ad eccezione di un netto calo dell\u2019attenzione verso i servizi turistici (indicati solo dal 12% dei comuni).<br \/>\nCi sono segnali di miglioramento, ma l\u2019Italia delle Smart City non ha ancora compiuto il salto di qualit\u00e0 in termini di maturit\u00e0 dei progetti. Le principali barriere sono costituite dalla mancanza di risorse economiche (individuata dal 71% dei comuni) e dalla mancanza di competenze (61%), pi\u00f9 il problema trasversale della governance, a causa dell\u2019alternarsi di amministrazioni diverse in pochi anni e della moltitudine di attori proprietari degli asset sul territorio. Per queste ragioni \u00e8 difficile rendere i progetti economicamente sostenibili e la maggior parte si arena dopo la prima fase.<br \/>\nAlcune grandi citt\u00e0 come Milano e Torino, ma anche realt\u00e0 di medie dimensioni, come Cremona e Firenze, stanno portando avanti programmi di ampio respiro sulla scia delle grandi citt\u00e0 europee come Barcellona, Amsterdam e Londra, mettendo a fattor comune sia progetti avviati dalla stessa municipalit\u00e0 che di attori terzi, come utility, societ\u00e0 di trasporto, aziende che gestiscono la raccolta rifiuti.<br \/>\nPer affrontare adeguatamente progetti di Smart City, i comuni chiedono alla PA centrale soprattutto pi\u00f9 fondi (nel 45% dei casi) e pi\u00f9 formazione (38%), ma anche linee guida (36%), condivisione di best practice (34%), definizione di impegni e priorit\u00e0 (28%). Per far ripartire la Smart City oggi in Italia infatti \u00e8 cruciale innanzitutto affrontare la questione della governance.<br \/>\nLa collaborazione pubblico-privato &#8211; Per far ripartire la Smart City inoltre \u00e8 necessarie potenziare la collaborazione con i soggetti privati, che oggi in Italia risulta ancora molto rara. La ricerca dell&#8217;Osservatorio Internet of Things rivela che nel 61% dei comuni italiani analizzati non \u00e8 attiva alcuna iniziativa privata di Smart City, mentre nel 27% dei comuni queste sono attive ma non c\u2019\u00e8 collaborazione con la Pubblica Amministrazione. Solo nel 12% dei casi c\u2019\u00e8 una qualche forma di collaborazione tra l\u2019attore pubblico e il privato.<br \/>\nRisulta inoltre importante il ruolo che assume il comune nell&#8217;avvio e nella gestione dei progetti. La maggior parte delle amministrazioni cittadine (il 66%) immagina di avere un ruolo da \u201cpromotore\u201d, cio\u00e8 il soggetto capofila che delinea le applicazioni prioritarie, la strategia per migliorare la qualit\u00e0 della vita dei cittadini e aumentare il livello di attrattivit\u00e0 del territorio e che si impegna in prima persona a guidare i progetti. Quasi un comune su due in Italia (il 47%) vorrebbe un ruolo da \u201cabilitatore\u201d, che crea le condizioni per lo sviluppo di progetti Smart da parte di privati (es. mettendo a disposizioni infrastrutture, dati,&#8230;), sull&#8217;esempio di Barcellona dove la municipalit\u00e0 con la societ\u00e0 privata Tunstall offre a pi\u00f9 di 70.000 cittadini teleassistenza gratuita. Solo il 22% dei comuni italiani, infine, immagina per s\u00e9 un ruolo da \u201cutilizzatore\u201d, che usufruisce dei dati condivisi da attori terzi per erogare a sua volta servizi, come il bike sharing senza stazioni fisse avviato a Milano e Firenze con le societ\u00e0 Mobike e OFO.<br \/>\nDue comuni italiani su tre non utilizzano i dati raccolti all\u2019interno dei progetti di smart City perdendo importanti opportunit\u00e0 per abilitare nuovi servizi per i cittadini. Nel dettaglio, solo il 34% delle amministrazioni utilizza i dati raccolti e, tra questi, appena il 12% li condivide con altri. Il 53% dei Comuni invece non utilizza internamente i dati raccolti, ma dichiara che saranno utilizzati in seguito. Nel 13% dei casi i dati non sono utilizzati internamente e difficilmente lo saranno in seguito.<br \/>\nNel 2017 si segnalano alcune importanti evoluzioni nelle reti di comunicazione per lo IoT che consentono di ridurre costi e complessit\u00e0 nello sviluppo di nuovi servizi digitali per i cittadini. Alle nuovi reti come SigFox e LoRa, si affianca la rapida diffusione sul territorio italiano della rete Narrow-Band IoT e le prime sperimentazioni di reti 5G che coinvolgono gi\u00e0 molte citt\u00e0, come Bari, L\u2019Aquila, Matera, Milano e Prato.<\/p>\n<p>Fonte: Cor.Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 48% dei comuni italiani ha gi\u00e0 avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni, una quota rilevante ma la maggior parte delle iniziative &#8211; il 63% del totale \u2013 risulta ancora in fase sperimentale. 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