{"id":40547,"date":"2018-02-01T21:53:14","date_gmt":"2018-02-01T20:53:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=40547"},"modified":"2018-02-06T22:02:16","modified_gmt":"2018-02-06T21:02:16","slug":"malaria-2018-legambiente-racconta-che-aria-tira-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/malaria-2018-legambiente-racconta-che-aria-tira-in-italia\/","title":{"rendered":"Mal&#8217;aria 2018: Legambiente racconta che aria tira in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Emergenza smog sempre pi\u00f9 cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi citt\u00e0 con un 2017 da \u201ccodice rosso\u201d a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell\u2019ozono. A fotografare la situazione \u00e8 Mal\u2019aria 2018 \u2013 \u201cL\u2019Europa chiama, l\u2019Italia risponde?\u201d, il rapporto sull\u2019inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0 italiane che Legambiente presenta oggi alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria. Un incontro, rivolto agli otto paesi in procedura di infrazione, tra cui c\u2019\u00e8 anche l\u2019Italia, e fortemente voluto dalla Commissiona Europea che in questi giorni ha lanciato anche un ultimatum al nostro paese, chiedendo al ministro dell\u2019ambiente Galletti aggiornamenti sulle misure pianificate dall\u2019Italia in materia di inquinamento atmosferico.<br \/>\nDal report Mal\u2019aria emerge che, nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani \u00e8 stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi\/metro cubo. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle citt\u00e0 del nord (Frosinone \u00e8 la prima del Centro\/Sud, al nono posto), a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l\u2019emergenza nelle citt\u00e0 dell\u2019area del bacino padano.<br \/>\nSu 39 capoluoghi, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti: Torino (stazione Grassi) guida la classifica con il record negativo di 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico illegali; Cremona (Fatebenefratelli) con 105; Alessandria (D\u2019Annunzio) con 103; Padova (Mandria) con 102 e Pavia (Minerva) con 101 giorni. Ci sono andate molto vicina anche Asti (Baussano) con 98 giorni e Milano (Senato) con le sue 97 giornate oltre il limite. Seguono Venezia (Tagliamento) 94; Frosinone (Scalo) 93; Lodi (Vignati) e Vicenza (Italia) con 90.<br \/>\nSituazione critica specialmente nelle zone della pianura padana: in 31 dei 36 capoluoghi di provincia delle quattro regioni del nord (Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna) \u00e8 stato sforato il limite annuo giornaliero; in questi stessi Comuni l\u201985% delle centraline urbane ha rilevato concentrazioni oltre il consentito, a dimostrazione di un problema diffuso in tutta la citt\u00e0 e non solo in determinate zone. Non va certamente meglio nelle altre regioni: in Campania le situazioni pi\u00f9 critiche sono state registrate nelle stazioni delle citt\u00e0 di Caserta (De Amicis), Avellino (Alighieri) e Napoli (Ferrovia) che hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi\/metrocubo rispettivamente per 53, 49 e 43 volte. In Umbria situazione critica a Terni con 48 giorni di aria irrespirabile. In Friuli-Venezia Giulia la classifica di Mal\u2019aria vede ai primi posti Pordenone (Centro) con 39 superamenti e Trieste (Mezzo mobile) con 37. Nelle Marche, invece, \u00e8 Pesaro con 38 giorni oltre i limiti a posizionarsi tra le citt\u00e0 peggiori.<br \/>\nGli accordi sottoscritti fino ad ora tra Ministero, Regioni, Comuni (l\u2019ultimo in ordine di tempo a giugno scorso per l\u2019area padana) per affrontare la cattiva qualit\u00e0 dell\u2019aria sono serviti a poco o nulla; sia a causa del tipo di provvedimento previsto, oppure nella loro reale applicazione o ancora per l\u2019assenza di controlli. La criticit\u00e0 generali riscontrate sono state sostanzialmente due: da un lato il disomogeneo recepimento dell\u2019accordo da parte dei singoli Comuni, senza un\u2019armonizzazione degli interventi; dall\u2019altro l\u2019aver frammentato le responsabilit\u00e0, \u201cesonerando\u201d di fatto le quattro Regioni dallo svolgere in maniera stringente il proprio ruolo e dovere di coordinamento.<br \/>\nLegambiente ricorda, inoltre, che l\u2019Italia \u00e8 il Paese in cui si vendono ancora pi\u00f9 auto diesel (56% del venduto tra gennaio e ottobre 2017 contro una media europea del 45%), e dove circolano auto e soprattutto camion tra pi\u00f9 vecchi d\u2019Europa (quasi 20 anni di et\u00e0 media). Per l\u2019associazione occorre, invece, sostenere ed accelerare il processo di potenziamento del trasporto pubblico locale, per renderlo sempre pi\u00f9 efficace e affidabile e la sua trasformazione verso un parco circolante completamente elettrico, come varato dal piano del comune di Milano da qui al 2030 o come cominciato a fare dall\u2019azienda del trasporto pubblico torinese su alcune linee. Ancora occorre limitare l\u2019accesso nelle aree urbane in maniera stringente e costante ai veicoli pi\u00f9 inquinanti, spingendosi, come fatto dal comune di Torino, al blocco dei mezzi euro 5 diesel e a Roma, dove si \u00e8 arrivati recentemente a bloccare anche le Euro 6. Per incentivare questa trasformazione serve, per\u00f2, potenziare le infrastrutture di ricarica dell\u2019elettrico e, soprattutto, implementare nelle aree urbane infrastrutture per la mobilit\u00e0 ciclo-pedonale. Senza tralasciare la riqualificazione degli edifici pubblici e privati che dovrebbero riscaldare senza inquinare; il rafforzamento dei controlli sulle emissioni di auto, caldaie ed edifici; intervenire specificatamente sulle aree industriali e portuali. Da ultimo, ma non meno importante, ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle citt\u00e0 aumentando il verde urbano.<br \/>\nMal\u2019aria 2018 contiene inoltre un focus \u201cChe aria tira in citt\u00e0: il confronto con i dati europei\u201d dal quale emerge che le principali citt\u00e0 italiane sono tra le pi\u00f9 critiche a livello europeo per quanto riguarda l\u2019inquinamento atmosferico, secondo i dati elaborati da Legambiente a partire dall\u2019ultimo report del 2016 dell\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0. L\u2019associazione ambientalista ha confrontato le medie annuali di PM10 di 20 grandi citt\u00e0 di Italia, Spagna, Germania, Francia, e Regno Unito (dati 2013). I valori peggiori relativi alla concentrazione media annuale di polveri sottili (Pm10) si registrano proprio in Italia: a Torino (39 microgrammi\/metrocubo di Pm10), Milano (37) e Napoli (35), che primeggiano sulle sorelle europee come Siviglia, Marsiglia e Nizza dove invece si registra una concentrazione media annuale di Pm10 di 29 \u03bcg\/mc. Roma si piazza, insieme a Parigi, al settimo posto con una concentrazione media annua di 28 \u03bcg\/mcs, seguono gli altri centri urbani europei con valori di gran lunga pi\u00f9 bassi. Negli anni successivi al 2013, la situazione delle quattro citt\u00e0 italiane non \u00e8 migliorata: la media annuale di PM10 a Torino \u00e8 stata di 35 microgrammi\/mc nel 2014, 39 nel 2015 e 36 nel 2016; a Milano \u00e8 stata nei tre anni 35-41-36; a Napoli \u00e8 stata 29 nel 2014 e nel 2015 e 28 nel 2016. A Roma, dai 29 microgrammi per metro cubo del 2014 si \u00e8 passati a 31 nel 2015 e di nuovo a 29 nel 2016.<\/p>\n<p><em>Il rapporto Mal&#8217;aria \u00e8 disponibile nell&#8217;area riservata del sito TTS Italia, alla sezione &#8220;<strong>Libreria-Europe<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>Fonte: Legambiente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emergenza smog sempre pi\u00f9 cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi citt\u00e0 con un 2017 da \u201ccodice rosso\u201d a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell\u2019ozono. 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