{"id":42958,"date":"2018-07-23T09:39:11","date_gmt":"2018-07-23T07:39:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=42958"},"modified":"2018-07-23T09:39:11","modified_gmt":"2018-07-23T07:39:11","slug":"future-mobility-week-mobilita-elettrica-essere-pronti-a-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/future-mobility-week-mobilita-elettrica-essere-pronti-a-cosa\/","title":{"rendered":"Future Mobility Week: Mobilit\u00e0 elettrica, essere pronti a cosa?"},"content":{"rendered":"<p>Il futuro della mobilit\u00e0 individuale sar\u00e0 elettrico. Il consenso su questo \u00e8 di lunga data. Negli ultimi due anni, per\u00f2, il futuro \u00e8 diventato futuro (pi\u00f9) prossimo. Per restare a stime non legate alle Case o a lobby varie, per il nostro Paese si prevede che nel 2030 saranno in circolazione 6,5 milioni di veicoli elettrici (alimentati a batteria), ossia il 17% del parco circolante attuale (Dati tratti dal Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico gennaio 2018 di Terna Spa).<br \/>\nQuali le conseguenze? Il tasso di sostituzione del parco circolante in Italia \u00e8 del 5% l\u2019anno. Essendo improbabile che questa percentuale cambi di molto in futuro, la crescita dell\u2019elettrico dovrebbe arrivare dal cambio delle scelte dei consumatori. In numeri: la quota dell\u2019elettrico nei veicoli di nuova immatricolazione dovr\u00e0 passare dall\u20190,1 attuale al 48% nel 2030. Per arrivarci, per\u00f2, gi\u00e0 nel 2019 un\u2019auto nuova su dieci dovrebbe essere elettrica (stima Terna 2018). Qualcuno dice che un aiuto verrebbe dal nostro parco circolante particolarmente vecchio, ma la maggior parte delle auto con et\u00e0 superiore a 10 anni si trova in zone del Paese dove l\u2019infrastruttura di ricarica \u00e8 praticamente inesistente e sembra azzardato, anche in presenza di incentivi, ritenere l\u2019ipotesi realistica.<br \/>\nSeconda considerazione. Ogni cosa che si muove ha bisogno di energia per farlo: di quanta elettricit\u00e0 avranno bisogno 6,5 milioni di auto? Un recente studio di Terna, la quantifica in 2,5TW\/h l\u2019anno per milione di veicoli. Quindi al 2030 l\u2019auto elettrica porterebbe una richiesta aggiuntiva di 16 TW\/h, circa il 5,2% della domanda 2016. Ma c\u2019\u00e8 un ma: i calcoli di Terna si riferiscono ai consumi previsti per veicoli piccoli e a percorsi brevi, in media10.000 km l\u2019anno. Con il 48% delle immatricolazioni assegnabili a veicoli elettrici, ci sarebbe da attendersi un mix di veicoli e di utilizzi pi\u00f9 variegato. (una criflessione a margine: se le previsioni sulla riduzione del possesso di automobili a seguito della crescita dello sharing e di altre modalit\u00e0 di mobilit\u00e0 individuale sono sensate, la categoria di veicoli che sar\u00e0 pi\u00f9 toccata dalla riduzione \u00e8 proprio quella delle piccole a percorrenze limitate, usate per lo pi\u00f9 in ambito urbano, un motivo in pi\u00f9 per ritenere che il parco elettrico sar\u00e0 pi\u00f9 variegato \u2026)<br \/>\nInfine, un pacco batterie da 50 kW\/h (200 Km di autonomia su un veicolo piccolo) richiede 12 ore a ricaricarsi con una normale utenza domestica da 3,5 kW, e 6 ore con un\u2019utenza potenziata a 7,5 kW, sempre in assorbimento esclusivo (se funziona la lavatrice o il condizionatore, i tempi si allungano). Le colonnine stradali impiegano da 4 ore per gli 11 kW a un\u2019ora scarsa per i 43 kW. Grandi aspettative vengono riposte nella ricarica rapida, sino a 350 kW in corrente continua con i suoi meno di 10 minuti. Secondo l\u2019RTE, l\u2019equivalente tedesco di Terna, con la ricarica nelle ore serali in ambito domestico, un milione di auto elettriche aumenterebbe la richiesta di picco di 1,1 GW. Quindi pi\u00f9 di 7 GW aggiuntivi di potenza immediatamente disponibile. Cosa succederebbe con la diffusione della ricarica rapida, che, non dimentichiamolo, \u00e8 l\u2019unico modo (celle a combustibile a parte) di mantenere con l\u2019elettrico la stessa immediatezza del rifornimento di combustibili? Le previsioni sono pi\u00f9 difficili, dipendono da troppi fattori. Alcune cose sono certe: ogni punto di ricarica rapida avr\u00e0 un certo numero di bocchettoni in parallelo; dovr\u00e0 essere collegato in media tensione per consentire la ricarica di pi\u00f9 di 12 vetture l\u2019ora; avr\u00e0 necessit\u00e0 di un trasformatore da 5-10 MVA (MegaVoltAmpere). Un punto di assorbimento energia non banale con un profilo di carico complesso, per orari e stagionalit\u00e0 (pensiamo agli esodi e controesodi).<br \/>\nQuelle delineate sono solo alcune delle conseguenze della transizione elettrica. Un\u2019occasione per capire lo stato dell\u2019arte sar\u00e0 la seconda edizione del Forum Nazionale della Mobilit\u00e0 Elettrica, in programma il prossimo 3 ottobre nell\u2019ambito della Future Mobility Week, a Torino Lingotto-Fiere, e che vede TTS Italia tra gli endorser.<br \/>\nFuture Mobility Week dal\u20191 al 5 ottobre Torino sar\u00e0 la pi\u00f9 completa rassegna sull&#8217;hardware, il software ed i servizi per la mobilit\u00e0 nuova, che cambia le abitudini, le infrastrutture, la citt\u00e0, la societ\u00e0 e l\u2019economia. FMW nasce dall\u2019esperienza di GL events e Clickutility Team, da cinque anni co-organizzatori di Smart Mobility World nel mondo della mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Fonte: Future Mobility Week<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro della mobilit\u00e0 individuale sar\u00e0 elettrico. Il consenso su questo \u00e8 di lunga data. Negli ultimi due anni, per\u00f2, il futuro \u00e8 diventato futuro (pi\u00f9) prossimo. 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