{"id":44272,"date":"2018-11-12T10:03:12","date_gmt":"2018-11-12T09:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=44272"},"modified":"2018-11-12T10:03:12","modified_gmt":"2018-11-12T09:03:12","slug":"stati-generali-della-green-economy-sempre-piu-difficile-non-compromettere-laccordo-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/stati-generali-della-green-economy-sempre-piu-difficile-non-compromettere-laccordo-di-parigi\/","title":{"rendered":"Stati Generali della green economy: &#8216;Sempre pi\u00f9 difficile non compromettere l\u2019Accordo di Parigi&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>La priorit\u00e0 ambientale internazionale del clima non sta seguendo una traiettoria positiva. Nel 2017 a livello globale si \u00e8 verificato un aumento inatteso delle emissioni di carbonio dalla combustione di fossili per fini energetici dell\u20191,5%, non promette bene neanche il 2018 e agli attuali ritmi diventa sempre pi\u00f9 difficile non compromettere l\u2019Accordo di Parigi. Eppure le cause dei cambiamenti climatici sono evidenti: la biodiversit\u00e0 si riduce, aumentano gli eventi estremi e i migranti climatici nel solo 2016 hanno rappresentato ben il 76% dei 31 milioni di sfollati.<br \/>\nNotizie preoccupanti arrivano soprattutto dalla Cina dove, nonostante gli ambiziosi programmi sulle rinnovabili (probabili 200GW di solare per il 2020) si continua a bruciare carbone tanto che nel 2017 le emissioni di carbonio sono aumentate del 3,5% e nel primo trimestre 2018 sono salite del 4% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente.<br \/>\nMa questi trend negativi internazionali potranno essere superati se gli obiettivi ambientali marceranno insieme con lo sviluppo tecnologico e l\u2019innovazione. Ed \u00e8 proprio la dimensione mondiale della green economy quella che \u00e8 stata esaminata nella giornata conclusiva degli Stati Generali della Green economy, organizzati a Rimini dal Consiglio Nazionale della Green Economy con la collaborazione del Ministero dell\u2019Ambiente e il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel corso della sessione plenaria internazionale che ha visto un confronto tra players internazionali, istituzioni e industria sul tema: \u201cIl ruolo delle imprese nella transizione alla green economy: i trend mondiali\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto aumento delle emissioni di carbonio dopo tre anni di stabilit\u00e0 o diminuzione &#8211; ha affermato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile \u2013 lancia un segnale preoccupante, soprattutto rende sempre pi\u00f9 stretta la finestra per tener fede all\u2019 accordo di Parigi che ha disegnato la traccia dell\u2019impegno necessario per tutto il ventunesimo secolo\u201d. Accanto all\u2019aumento delle emissioni di carbonio si registra anche un dato positivo: nonostante le difficolt\u00e0 le energie rinnovabili sono globalmente in aumento..<br \/>\n\u201cE\u2019 evidente oggigiorno che il rapporto tra imprese e ambiente stia cambiando. \u2013 ha sottolineato Davide Crippa, Sottosegretario, Ministero dello sviluppo economico all\u2019apertura della sessione plenaria internazionale \u2013 Nei loro modelli di business, le imprese stanno sempre pi\u00f9 inserendo la tematica ambientale, non a caso in Italia le aziende green rappresentano il 27% del totale, percentuale che sale al 33,8% nell\u2019ambito dell\u2019industria manifatturiera\u201d.<br \/>\nLa sessione si \u00e8 poi sviluppata lungo due panel, l\u2019uno legato ai vantaggi economico-finanziari derivanti dalla transizione verso la green economy, l\u2019altro sui vantaggi occupazionali della stessa.<br \/>\nLe prime grandi opportunit\u00e0 nel finanziamento internazionale si sono create proprio nel campo delle energie rinnovabili: i nuovi flussi di investimento, sia nazionali che internazionali, sono pi\u00f9 che quadruplicati dal 2005. Nel 2015, la maggior parte dei fondi sono stati investiti in progetti legati all&#8217;eolico (38%) e al solare (56%). Globalmente, gli investimenti su base annua nella generazione di energia da fonti rinnovabili hanno superato gli investimenti nei combustibili fossili, principalmente grazie al rapido calo dei costi delle tecnologie.<br \/>\nSono inoltre emerse nuove opportunit\u00e0 per finanziare progetti legati alla green economy, come ad esempio l\u2019aumento del numero di istituti finanziari che stanno emettendo obbligazioni green. L\u2019Unep ha dato vita nel 2014 a un progetto internazionale denominato Inquiry attraverso il quale sostenere gli sforzi nazionali e internazionali indirizzati a spostare gli ingenti investimenti necessari a promuovere una green economy inclusiva.<br \/>\nUn\u2019altra misura, funzionale in tal senso, \u00e8 stata l\u2019iniziativa del \u201cFossil fuels divestment\u201d e cio\u00e8 un\u2019azione volta a scoraggiare gli investimenti verso un settore (quello dell\u2019energia fossile) e, a favore di un altro pi\u00f9 efficiente ed efficace: quello delle fonti rinnovabili. Al 2017 si parla di 800 soggetti istituzionali e privati che hanno disinvestito dai fossili 6.000 miliardi di dollari.<br \/>\nL&#8217;Unep afferma che la green economy \u00e8 un generatore netto di posti di lavoro decorosi (decent), salari adeguati, condizioni di lavoro sicure, sicurezza del posto di lavoro, ragionevoli prospettive di carriera e diritti per i lavoratori Secondo uno studio americano le energie rinnovabili e i settori a basse emissioni di carbonio generano pi\u00f9 posti di lavoro per unit\u00e0 di energia prodotta rispetto al settore dei combustibili fossili ma quello che colpisce di pi\u00f9 dell\u2019analisi \u00e8 la grande variazione nell\u2019efficienza della creazione di posti di lavoro a parit\u00e0 di investimenti. Nel 2017, il solare fotovoltaico ha segnato un anno record con l\u2019occupazione aumentata dell&#8217;8,7% e concentrata in un piccolo numero di Paesi. L\u2019 industria eolica impiega 1,1 milioni di persone a livello globale, nei biocarburanti l\u2019occupazione \u00e8 stimata in 1,93 milioni con un aumento del 12%. E\u2019 chiaro che questi cambiamenti globali implichino differenze settoriali e regionali a maggior ragione nel momento in cui la realizzazione di nuovi posti di lavoro in un settore come quello delle rinnovabili comporter\u00e0 un perdita di occupazione nei fossili. Si stima infatti che la creazione netta di 18 milioni di posti di lavoro prevista al 2030 \u00e8 il risultato di circa 24 milioni creati e di circa 6 milioni persi.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La priorit\u00e0 ambientale internazionale del clima non sta seguendo una traiettoria positiva. 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