{"id":44659,"date":"2018-12-12T10:10:54","date_gmt":"2018-12-12T09:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=44659"},"modified":"2018-12-12T10:10:54","modified_gmt":"2018-12-12T09:10:54","slug":"legambiente-pubblicato-pendolaria-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-pubblicato-pendolaria-2018\/","title":{"rendered":"Legambiente: pubblicato Pendolaria 2018"},"content":{"rendered":"<p>Legambiente ha presentato &#8220;Pendolaria 2018&#8221;, una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L\u2019obiettivo \u00e8 di sottolineare l\u2019importanza e l\u2019urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un\u2019alternativa pi\u00f9 competitiva, economica e sostenibile all\u2019automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali su cui nei prossimi anni il nostro Paese ha scelto di impegnarsi; ed emerge che le risorse mancano proprio per le opere pi\u00f9 urgenti e importanti per i pendolari. Il secondo punto analizzato da Legambiente riguarda i tagli al servizio ferroviario regionale &#8211; da cui si evidenzia che dal 2010 a oggi il numero di treni regionali in circolazione \u00e8 sceso del 4,7% &#8211; accompagnati in quasi tutte le Regioni da un aumento delle tariffe. La terza questione evidenziata \u00e8 l\u2019et\u00e0 dei treni in circolazione &#8211; circa 16 anni &#8211; rispetto a cui si pu\u00f2 finalmente parlare di buone notizie, ma anche di grandi differenze tra le Regioni, con il Sud che rimane indietro.<br \/>\nPer i pendolari, sulle 10 linee peggiori d\u2019Italia nulla \u00e8 cambiato. Non c\u2019\u00e8 nessuna buona notizia da trasmettere rispetto alla situazione che vivono coloro che ogni giorno prendono i treni sulle tratte ferroviarie Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia e Bari-Corato-Barletta. Stesse linee, stessi treni, stessi disagi, a testimoniare la scarsa qualit\u00e0 del servizio che accomuna diverse aree del Paese, che la campagna Pendolaria di Legambiente continua a denunciare.<br \/>\n\u201cQuando si parla di incompiute in Italia &#8211; commenta il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini &#8211; ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza considerare quelle da realizzare dove, in realt\u00e0, si trova larga parte della domanda di trasporto. Nelle aree urbane vive il 42% della popolazione nazionale, ed \u00e8 qui che sono i maggiori ritardi infrastrutturali rispetto al resto d\u2019Europa, e soprattutto congestione del traffico e inquinamento. Dal 2002 a oggi &#8211; prosegue Zanchini &#8211; i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade. Queste priorit\u00e0 vanno cambiate altrimenti sar\u00e0 impossibile dare una speranza ai pendolari. Per questo chiediamo che le 26 opere prioritarie per i pendolari, oggi ferme e senza risorse sufficienti, diventino la priorit\u00e0 di investimento dei prossimi anni. Va inoltre potenziato il numero di treni in circolazione, in particolare nelle citt\u00e0 e al Sud, per dare un\u2019alternativa rispetto all\u2019auto ogni giorno a milioni di persone. Il governo del cambiamento si impegni in questa direzione a partire dalla legge di Bilancio, dove purtroppo non ci sono le novit\u00e0 che i pendolari attendevano\u201d.<br \/>\nLe 26 opere incompiute che secondo Legambiente devono diventare la priorit\u00e0 di intervento nei prossimi anni, nelle citt\u00e0 e nei territori italiani, sono linee di metropolitane e tram indispensabili a recuperare i problemi di congestione del traffico a Roma, Torino, Bologna, Palermo, Cagliari. Linee ferroviarie al Sud che versano in uno stato di degrado senza speranza dalla Calabria alla Sicilia, dal Molise alla Sardegna, alla Puglia. E collegamenti ferroviari al Sud come al Nord che risultano fondamentali per le merci (come dal porto di La Spezia al Brennero, o da quello di Ancona a Roma) e per i collegamenti tra tanti centri rimasti in questi anni senza un servizio degno di questo nome (in Piemonte sono state tagliate 14 linee per 480 chilometri). Interventi distribuiti in tutta Italia, che comporterebbero una spesa limitata rispetto alle solite grandi opere, ma che sembrano condannati a non vedere mai la luce, dato che per la loro realizzazione mancano risorse pari a quasi 10,8 miliardi di euro. La ragione? Si continua a investire nelle strade e autostrade. Come dimostrano i dati degli interventi realizzati durante la scorsa legislatura: 3.900 km tra strade provinciali, regionali e nazionali, 217 km di autostrade, 62,6 km di linee ferroviarie ad alta velocit\u00e0, 58,6 km di metropolitane, 34,5 km di tramvie. Inoltre sono state sospese o cancellate linee ferroviarie per 205 km.<br \/>\nSul fronte dei tagli ai servizi ferroviari regionali va sottolineato quanto avvenuto in particolare nel Sud Italia, dove tra il 2010 e il 2018 si \u00e8 tagliato del 33,2% il numero di treni in circolazione in Molise, del 15,9% in Calabria, del 15,1% in Campania, del 6,9% in Basilicata e del 5,6% in Sicilia. La Liguria ha invece il record per l\u2019aumento del costo dei biglietti del 49%, seguono Campania e Piemonte con aumenti rispettivi del 48,4% e del 47,3%.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 media nazionale dei convogli \u00e8 la buona notizia per i pendolari, secondo un trend iniziato negli scorsi anni con l\u2019immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia, attestandosi sui 15,4 anni, contro i 16,8 anni dell\u2019anno scorso e i 18,6 di tre anni fa. Ma con un miglioramento avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove \u00e8 diminuita l\u2019et\u00e0 media e il numero di treni con pi\u00f9 di quindici anni di et\u00e0 (quando i treni cominciano ad avere problemi sempre pi\u00f9 rilevanti di gestione e manutenzione) per l\u2019immissione di nuovi convogli (come nel Lazio, in Veneto, Lombardia, Toscana ed in Emilia-Romagna) e di dismissione di quelli pi\u00f9 vecchi. In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna si vedranno miglioramenti nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia. Nel Lazio si divarica la differenza tra le linee gestite da Trenitalia, dove procede il rinnovo del parco circolante, e quelle gestite da ATAC dove invece i treni sono sempre pi\u00f9 vecchi e il degrado riguarda anche le stazioni e il servizio.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Legambiente ha presentato &#8220;Pendolaria 2018&#8221;, una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L\u2019obiettivo \u00e8 di sottolineare l\u2019importanza e l\u2019urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un\u2019alternativa pi\u00f9 competitiva, economica e sostenibile all\u2019automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali su cui nei prossimi anni il nostro Paese ha&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-pubblicato-pendolaria-2018\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Legambiente: pubblicato Pendolaria 2018<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":""},"categories":[1],"tags":[],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"post-thumbnail":false},"uagb_author_info":{"display_name":"laura","author_link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/author\/laura\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"Legambiente ha presentato &#8220;Pendolaria 2018&#8221;, una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L\u2019obiettivo \u00e8 di sottolineare l\u2019importanza e l\u2019urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un\u2019alternativa pi\u00f9 competitiva, economica e sostenibile all\u2019automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali su cui nei prossimi anni il nostro Paese ha&hellip;&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44659"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44659"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44660,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44659\/revisions\/44660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}