{"id":45217,"date":"2019-01-31T10:38:04","date_gmt":"2019-01-31T09:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=45217"},"modified":"2019-01-31T10:38:04","modified_gmt":"2019-01-31T09:38:04","slug":"pubblicato-pendolaria-dossier-sul-trasporto-ferroviario-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/pubblicato-pendolaria-dossier-sul-trasporto-ferroviario-italiano\/","title":{"rendered":"Pubblicato Pendolaria: dossier sul trasporto ferroviario italiano"},"content":{"rendered":"<p>Cresce il numero di chi prende treni regionali e metropolitane: 5,6 milioni di persone al giorno. Ovunque si investa, i pendolari del treno aumentano. Ma aumentano le differenze tra le Regioni e le opere necessarie ai pendolari sono senza risorse.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un\u2019Italia in movimento, che aspetta il treno. Il trasporto ferroviario \u00e8 un po\u2019 lo specchio del Paese e delle sue contraddizioni, con segnali di straordinaria innovazione e regioni dove, invece, il degrado del servizio costringe centinaia di migliaia di persone a rinunciare a prendere il treno per spostarsi. A raccontare quanto succede sulle ferrovie italiane \u00e8 il rapporto Pendolaria di Legambiente, che dal 2008 analizza ogni anno la situazione del trasporto ferroviario in Italia, con numeri e storie e il duplice obiettivo di illustrare i risultati di politiche e investimenti e di dare forza alla costruzione di un paese pi\u00f9 sostenibile.<br \/>\nIl numero dei passeggeri aumenta, toccando quota 5,59 milioni e segnando un nuovo record rispetto al 2012 (+7,9% in 4 anni). Sono infatti 2 milioni e 874 mila coloro che ogni giorno usufruiscono del servizio ferroviario regionale e 2 milioni e 716 mila quelli che prendono ogni giorno le metropolitane, presenti in 7 citt\u00e0 italiane, in larga parte pendolari. E per entrambi i numeri sono in crescita, come per l\u2019alta velocit\u00e0. Ma il paradosso c\u2019\u00e8: diminuiscono i chilometri di linee disponibili e la crescita nasconde differenze rilevanti nell\u2019andamento tra le diverse Regioni e tra i diversi gestori. In alcune parti del Paese la situazione \u00e8 migliorata, mentre in altre \u00e8 peggiorata e si \u00e8 ampliata la differenza nelle condizioni di servizio. Tra Firenze e Bologna, per esempio, l\u2019offerta di treni non ha paragoni al mondo, con 162 treni che sfrecciano a 300 km\/h nei due sensi di marcia ogni giorno (erano 152 lo scorso anno, 142 due anni fa, mentre erano solo 18 gli Eurostar nel 2002); altrove viaggiano vecchie carrozze diesel e sulla Roma-Lido di Ostia e la Circumvesuviana quasi sessanta mila persone che non prendono pi\u00f9 il treno per via dei tagli e del degrado del servizio.<br \/>\nIl trasporto ferroviario soffre della riduzione dei finanziamenti statali, con una diminuzione delle risorse nazionali stanziate tra il 2009 e il 2018 pari a -20,4%, (che potrebbe diventare del 26,2% se confermato un taglio ulteriore di 300 milioni) mentre i passeggeri crescevano del 6,8%. Per i trasporti su gomma e su ferro si \u00e8 passati da una disponibilit\u00e0 di risorse di circa 6,2 miliardi di euro a 4,8 miliardi nel 2019. Per quest&#8217;anno le risorse si sono ridotte di 56 milioni di euro, ma Legambiente lancia un allarme perch\u00e9 si potrebbe aggiungere un ulteriore taglio di 300 milioni, per una clausola di salvaguardia nella legge di Bilancio che ha buone probabilit\u00e0 di scattare vista la situazione economica. A quel punto le risorse in meno sarebbero oltre il 6%, rispetto allo scorso anno, con la conseguenza di vedere meno treni nelle Regioni.<br \/>\nIl cambiamento avvenuto negli spostamenti nazionali \u00e8 rilevante, con numeri comunque inferiori rispetto alle tratte regionali: 40 mila persone circa che prendono ogni giorno gli Intercity e 170 mila l\u2019alta velocit\u00e0 (tra Frecce di Trenitalia e Italo) per spostarsi su collegamenti nazionali. Le persone che prendono il treno ogni giorno aumentano sia sui treni a lunga percorrenza, in particolare con il clamoroso successo dell\u2019alta velocit\u00e0, sia sui treni regionali e sulle ferrovie metropolitane, purch\u00e9 ci siano. Perch\u00e9 se in questo inizio di secolo sono state costruite nuove linee ad alta velocit\u00e0 per 1.213 chilometri, nel frattempo sono avvenute cancellazioni per 1.120 km \u00e8 sospensioni in altri 321 km, in territori rimasti ora senza collegamenti ferroviari.<br \/>\nL\u2019Italia, insomma, \u00e8 spaccata a met\u00e0, con 9 Regioni e le due Province autonome in cui i passeggeri sono aumentati e 10 in cui sono diminuiti o rimasti invariati. Cresce il numero di persone che prende il treno al nord &#8211; come in Lombardia (750mila), \u00e8 triplicato dal 2001 in Alto Adige, raddoppiato in Emilia-Romagna, cresciuto di 60mila in Puglia. Analoghi i successi della metropolitana a Milano (con pi\u00f9 passeggeri delle altre 6 citt\u00e0 italiane dotate di metro), dei tram a Firenze e a Bergamo. Molto diversa la situazione del Piemonte dove a causa delle linee soppresse i passeggeri sono calati del 4,4% mentre \u00e8 drammatica in particolare la situazione in Sicilia, dove si \u00e8 passati da 50.300 a 37.600 viaggiatori (dal 2009 ad oggi) in una Regione con 5 milioni di abitanti e grandi spostamenti pendolari, e in Campania dove si \u00e8 passati da 413.600 viaggiatori a 308.500 (ma con un trend in risalita negli ultimi anni).<br \/>\nUna buona notizia per i pendolari viene dai nuovi treni sulla rete. I convogli in servizio nelle Regioni ogni giorno sono in tutto 3.056, gestiti dai diversi concessionari (Trenitalia, Trenord, CTI, Atac, etc.). L\u2019et\u00e0 dei treni viene spesso indicata dagli utenti come uno dei problemi principali. La media \u00e8 di 16,8 anni, in calo rispetto ai 17,2 di un anno fa. Ma la riduzione dell\u2019et\u00e0 media dei treni \u00e8 avvenuta soprattutto al nord e al centro; al sud l\u2019et\u00e0 media dei convogli \u00e8 di 19,2 anni ed \u00e8 urgente intervenire. Gli investimenti di Trenitalia con la gara per 500 nuovi treni sta cambiando la situazione in molte Regioni e incider\u00e0 anche al sud nei prossimi anni. A questi si aggiungono quelli delle Regioni, che hanno consentito complessivamente di far entrare in esercizio oltre 410 treni nuovi. Inoltre, gli investimenti decisi nella scorsa legislatura stanno permettendo nel quadriennio 2017-2020, l\u2019entrata in circolazione di 210 nuovi treni. Occorre ricordare che \u00e8 la prima volta che lo Stato italiano investe per comprare treni regionali.<br \/>\nCome poche volte in passato, i pendolari sono stati al centro degli annunci del ministro delle Infrastrutture in questo inizio di legislatura. E nel contratto di governo tra i due partiti che compongono la maggioranza l\u2019impegno \u00e8 scritto con chiarezza. Tuttavia, in questi mesi, anche in conseguenza del crollo del viadotto Morandi a Genova, al centro dell\u2019attenzione politica ci sono state le scelte sulle grandi opere. Nella legge di bilancio ci sono alcune misure positive per interventi nelle citt\u00e0 e sulla rete ferroviaria. Inoltre \u00e8 stato istituito un fondo presso il ministero dell\u2019Economia finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese e una quota del fondo \u00e8 destinata alla realizzazione, allo sviluppo e alla sicurezza di sistemi di trasporto pubblico di massa su sede propria. Purtroppo negativa e in continuit\u00e0 con il passato \u00e8 la scelta di destinare ingentissime risorse all\u2019autotrasporto anche in questa legge di bilancio. Sono stanziati 1,58 miliardi di euro per le esenzioni dell\u2019accisa all\u2019autotrasporto merci, a cui si sommano 240 milioni di euro per rimborsi vari. Va ricordato poi che nel decreto Genova sono stati previsti 20 milioni di euro per gli autotrasportatori.<br \/>\nSecondo Legambiente se il ministro Toninelli vuole davvero rilanciare il trasporto ferroviario pendolare deve aumentare le risorse, perch\u00e9 quelle attuali sono di oltre il 20% inferiori al 2009, e rischiano di ridursi ulteriormente se non si blocca la clausola nella legge di bilancio. Il ministero delle Infrastrutture deve poi esercitare un vero ruolo di coordinamento e controllo sulla rete, per evitare che continuino tagli e disservizi in alcune Regioni. E occorre cambiare le priorit\u00e0 infrastrutturali: mancano 10 miliardi di euro per le 26 incompiute che servono ai pendolari italiani, individuate da Legambiente, mentre sono previste ingenti risorse per autostrade e altre strade.<br \/>\nSecondo Legambiente, la sfida per il rilancio del servizio ferroviario in Italia consiste nel puntare sulle citt\u00e0, che sono il cuore della domanda di trasporto nel nostro Paese, sul Sud, dove i ritardi e i problemi sono incredibili, e su un progetto di mobilit\u00e0 sostenibile per la grande area inquinata della Pianura Padana.<br \/>\nLegambiente sottolinea come nel bilancio dello Stato gi\u00e0 esistano le risorse per realizzare un salto di qualit\u00e0 nel servizio ferroviario. Il problema \u00e8 di indirizzare le rilevanti risorse presenti in maniera differente rispetto ad oggi, ridisegnando con chiari obiettivi le entrate legate ai trasporti (accise, Iva, tariffe autostradali, ecc.) e le voci di spesa (sussidi all\u2019autotrasporto, servizio ferroviario, infrastrutture).<\/p>\n<p>Fonte: Legambiente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cresce il numero di chi prende treni regionali e metropolitane: 5,6 milioni di persone al giorno. Ovunque si investa, i pendolari del treno aumentano. Ma aumentano le differenze tra le Regioni e le opere necessarie ai pendolari sono senza risorse. C\u2019\u00e8 un\u2019Italia in movimento, che aspetta il treno. 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