{"id":46252,"date":"2019-04-11T09:20:33","date_gmt":"2019-04-11T07:20:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=46252"},"modified":"2019-04-11T09:20:33","modified_gmt":"2019-04-11T07:20:33","slug":"auto-connesse-continua-la-battaglia-degli-operatori-mobili-contro-la-commissione-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/auto-connesse-continua-la-battaglia-degli-operatori-mobili-contro-la-commissione-ue\/","title":{"rendered":"Auto connesse: continua la battaglia degli operatori mobili contro la Commissione UE"},"content":{"rendered":"<p>Continua la disputa tra GSMA, associazione mondiale degli operatori mobili, e la Commissione europea, con l\u2019entrata in campo anche della Finlandia a difesa delle imprese. In seguito alla lettera inoltrata dall\u2019associazione nel mese di marzo, in cui si faceva riferimento ai problemi che potrebbe portare l\u2019adozione del \u201cvecchio\u201d wifi 802.11pp per i sistemi C-ITS (sistemi di trasporto intelligenti cooperativi) nel quadro dell\u2019iniziativa Connected car anzich\u00e9 il pi\u00f9 moderno C-V2X, sul quale tutto il settore sta fortemente investendo e gi\u00e0 in grado di funzionare sulle reti esistenti, ma che potr\u00e0 anche collegarsi alla rete 5G.<br \/>\nLa commissaria ai Trasporti Violeta Bulc ha inviato una risposta, nella quale sottolinea l\u2019urgenza di dover adoperare uno standard che possa essere da subito operativo al fine di salvare il maggior numero di vittime della strada, attestate a circa 25 mila ogni anno. L\u2019unico modo per riuscire nell\u2019impresa, continua l\u2019esponente della Commissione europea, \u00e8 l\u2019utilizzo di questa tecnologia wireless posta alla base dell\u2019ITS-G5 (da qui in poi usate come sinonimi di wifi 802.11p), per supportare il protocollo GeoNetworking per la comunicazione da veicolo a veicolo e da veicolo a infrastruttura.<br \/>\nPer Bulc questa tecnologia \u00e8 l\u2019unica ad ora pienamente disponibile per la realizzazione di una rete che possa salvaguardare le vite delle persone sulle strade, ed \u00e8 \u201cinaccettabile\u201d dover aspettare altro tempo per iniziare i lavori di installazione dei dispositivi sulle vie di comunicazione terrestri e far spendere miliardi di euro in pi\u00f9 ai cittadini.<br \/>\nNon sono della stessa opinione la GSMA e la ETNO (European Telecommunications Network Operators\u2019 Association), che hanno risposto puntualizzando che in realt\u00e0 gi\u00e0 dal 2018 sono disponibili altri strumenti in aggiunta a quello dell\u2019 ITS-G5, tra cui il Cellular Vehicle to everything (C-V2X) e che stanno velocemente prendendo piede tra le grandi economie mondiali come nuovi standard da inserire sul mercato, rendendo possibili le comunicazioni sia a breve che a lunga distanza. Inoltre, numerose compagnie leader nel settore automobilistico come BMW, Ford e PSA (Peugeot soci\u00e9t\u00e9 anonyme) hanno gi\u00e0 annunciato che installeranno il pi\u00f9 recente standard C-V2X su tutti i veicoli che verranno immatricolati nel prossimo futuro.<br \/>\nUn\u2019altra accusa mossa verso la Commissione \u00e8 che in realt\u00e0 la tecnologia da loro scelta non rappresenta la scelta ottimale per la salvaguardia degli europei, dal momento che il wifi 802.11p \u00e8 stato sviluppato oltre 10 anni fa e presenta pertanto degli svantaggi rispetto alle pi\u00f9 recenti invenzioni, a partire dai tempi di latenza alti da cui derivano maggiori possibilit\u00e0 di incorrere in incidenti per via dei probabili ritardi nella comunicazione tra veicoli e tra veicoli e strutture. Questi strumenti non competono neanche dal punto di vista del campo di azione, che risulterebbe cos\u00ec pi\u00f9 ristretto rispetto alle possibilit\u00e0 che abbiamo oggi.<br \/>\nTerzo punto discusso dalle due associazioni europee \u00e8 che in realt\u00e0 l\u2019utilizzo del C-V2X rispetto all\u2019ITS-G5 non avrebbe un costo pi\u00f9 elevato per via della necessit\u00e0 di sviluppare prima una rete 5G estesa, ma anzi \u201cgli attuali servizi di sicurezza di base (come chiamate e servizi diurni) non richiedono il 5G. I chipset C-V2X sono pronti per il mercato e funzionano con le reti attuali\u201d, si legge sul loro comunicato e \u201cpossono fare affidamento su reti esistenti\u201d. L\u2019analisi costi benefici mostra come l\u2019utilizzo di questi nuovi strumenti presenti costi minori per le persone, e come l\u2019uso del vecchio standard in realt\u00e0 andrebbe solo a minare l\u2019economia europea dal momento che, poich\u00e9 l\u2019Unione si \u00e8 mostrata in ogni caso volenterosa di applicare questi nuovi standard in futuro, ci\u00f2 ricadrebbe ancor pi\u00f9 sulle tasche di chi paga le tasse, visto che il wifi 802.11p non \u00e8 in grado di dialogare con il C-V2X, e ci\u00f2 richiederebbe dei lavori di aggiornamento delle strade in una misura estremamente pi\u00f9 dispendiosa rispetto ad una installazione in prima mano dei pi\u00f9 moderni apparecchi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi un altro dubbio che viene posto dalla GSMA e la ETNO, quello che vedrebbe questi strumenti essere installati solo lungo le arterie autostradali, che rappresentano circa l\u20198% del totale degli incidenti mortali su strada, andando ad escludere in un primo momento quello che \u00e8 il grosso del problema, ossia le vie interne. l\u2019ITS-G5 terrebbe fuori anche le stesse persone dal conto degli aiuti che si vuole dare per la salvaguardia dei cittadini, giacch\u00e9 non \u00e8 in grado di comunicare con gli smartphone degli individui che si trovano a camminare per strada, cosa che invece pu\u00f2 fare il Cellular Vehicle to everything, inviando per esempio un messaggio pop-up sullo schermo di un passante intento ad attraversare le strisce pedonali avvertendolo della vettura in arrivo se questo non vi ha fatto attenzione.<br \/>\nA favore delle due grandi associazioni si \u00e8 mossa anche la Finlandia, che pur sostenendo l\u2019intento della Commissione per salvaguardare i cittadini europei, lamenta quelle che per lei sono le 3 grandi mancanze non presenti nell\u2019atto delegato sull\u2019C-ITS redatto dalla stessa istituzione europea.<br \/>\nIn primis, l\u2018atto delegato non \u00e8 tecnologicamente neutro in quanto contiene una sola tecnologia da poter impiegare per la costruzione di questa nuova linea di comunicazione tra veicoli e infrastrutture.<br \/>\nSecondo, l\u2019implementazione dell\u2019ITS-G5 mancherebbe di interoperatibilit\u00e0 e ci\u00f2 significa che questa tecnologia non ha alcuna capacit\u00e0 di comunicare con gli apparecchi cellulari. Questo comporterebbe la riorganizzazione di tutte le stazioni C-ITS dopo la loro installazione per supportare le tecnologie cellulari in un secondo momento e solo se saranno incluse nell\u2019atto delegato, rendendo il tutto pi\u00f9 costoso e posticipando l\u2019uso di una delle funzioni pi\u00f9 importanti per cui queste linee sono state create.<br \/>\nTerzo, nei confronti dell\u2019assegnazione delle frequenze che, in linea di principio, spetterebbe agli Stati membri, ma che tuttavia, l\u2019atto delegato limita all\u2019uso degli standard a 5,9 GHz dell\u2019ITS-G5. Sarebbe opportuno dunque garantire l\u2019utilizzo di altre tecnologie su tale frequenza, seppure la Commissione pu\u00f2 scegliere di adoperare il wifi 802.11p come standard di base.<\/p>\n<p>Fonte: Eunews<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua la disputa tra GSMA, associazione mondiale degli operatori mobili, e la Commissione europea, con l\u2019entrata in campo anche della Finlandia a difesa delle imprese. 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