{"id":46581,"date":"2019-05-08T08:56:18","date_gmt":"2019-05-08T06:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=46581"},"modified":"2019-05-08T08:56:18","modified_gmt":"2019-05-08T06:56:18","slug":"studio-aniasa-bain-company-sullauto-connessa-automobilisti-pronti-a-condividere-i-dati-del-veicolo-ma-solo-per-la-propria-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/studio-aniasa-bain-company-sullauto-connessa-automobilisti-pronti-a-condividere-i-dati-del-veicolo-ma-solo-per-la-propria-sicurezza\/","title":{"rendered":"Studio ANIASA-BAIN &#038; Company sull\u2019auto connessa: automobilisti pronti a condividere i dati del veicolo, ma solo per la propria sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>1 italiano su 3 guida gi\u00e0 oggi un\u2019auto connessa, oltre la met\u00e0 intende dotarsene. Il 60% degli automobilisti \u00e8 disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell\u2019auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. Persistono timori su possibili accessi ai dati, violazioni della privacy o hackeraggio del veicolo.<br \/>\nSono queste le principali evidenze che emergono dalla ricerca \u201cL\u2019auto connessa\u2026vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell\u2019industria dell\u2019auto\u201d, condotta da ANIASA, l\u2019Associazione che all\u2019interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilit\u00e0 e dalla societ\u00e0 di consulenza strategica Bain &amp; Company e presentata oggi a Milano.<br \/>\nLo studio evidenzia come la telematica, che ormai da anni pervade il mondo dei trasporti, di recente si stia coniugando anche con l\u2019industria dell\u2019auto, dando vita all\u2019auto connessa. ANIASA, da sempre attenta ai trend della mobilit\u00e0, ha recentemente costituito al proprio interno la nuova sezione \u201cDigital Automotive\u201d che vede tra le associate i principali e pi\u00f9 innovativi player del settore. Per capire le potenzialit\u00e0 e i timori legati all\u2019auto connessa \u00e8 stata realizzata un\u2019indagine su un campione rappresentativo di 1.200 automobilisti.<br \/>\nL\u2019aumento esponenziale della produzione di dati (ogni giorno se ne creano 2,5 mln di TeraByte) sta guidando l\u2019ingresso nel mondo dell\u2019auto di nuovi operatori specializzati, che offrono servizi ai driver. Il margine complessivo della filiera automobilistica si sta progressivamente spostando da chi produce i veicoli a chi fornisce i servizi ad essi connessi.<br \/>\nSi stima che il mondo legato all\u2019auto connessa valga oggi pi\u00f9 di 60 miliardi di Euro a livello globale e si prevede una crescita a tripla cifra (+260%) nei prossimi otto anni. Nei prossimi 3-4 anni saranno consegnati 125 milioni di auto connesse. Numeri significativi che dimostrano come le auto gi\u00e0 oggi siano ricche di telematica. I dispositivi attuali permettono di scambiare dati diversi sui guidatori (stile di guida, percorsi preferiti, punti di interesse), sul veicolo (pressione pneumatici, stato del motore, livello oli), fino a quelli ambientali (presenza di pioggia, situazioni di traffico). La condivisione di questi dati grazie ad auto connesse pu\u00f2 portare benefici a soggetti diversi: al guidatore prima di tutto, ai gestori di flotte aziendali, alle aziende di servizi e, infine, anche a possibili hacker malintenzionati.<br \/>\nLo studio evidenzia come l\u2019interesse sul tema connessione stia crescendo. Il 29% degli automobilisti guida gi\u00e0 un\u2019auto connessa, con dispositivi in grado di scambiare informazioni avanzate con altri sistemi (non basta il solo Bluetooth). Il 59% dichiara di non averla ancora, ma intende dotarsene in futuro; solo il 12% sostiene di non volerla.<br \/>\nAd attirare il maggiore interesse degli automobilisti sono per\u00f2 le caratteristiche legate alla sicurezza: prime fra tutte la localizzazione in caso di emergenza ed in caso di furto (entrambe selezionate dal 14% del campione), seguite dalla navigazione evoluta e dalla connettivit\u00e0 con strade smart (entrambe all\u201911%). Circa l\u201980% della popolazione censita \u00e8 disponibile a pagare un sovrapprezzo (il 37% fino a 500 euro) per avere queste funzionalit\u00e0, sia una tantum al momento dell\u2019acquisto, sia in modalit\u00e0 di abbonamento.<br \/>\nIn generale, gli automobilisti si dimostrano molto pragmatici e sono ben disposti a condividere dati che portino benefici pratici e tangibili, come l\u2019assistenza stradale, la manutenzione predittiva, la riduzione dei premi assicurativi, la diagnostica remota del veicolo. In tutti questi casi un 50% \u00e8 \u201cabbastanza disposto\u201d e un 20-30% \u00e8 \u201cmolto disposto\u201d alla condivisione. Il discorso cambia quando si tratta dei dati afferenti la sfera personale, come i dati del telefono\/rubrica o i dettagli dell\u2019infotainment, vero tab\u00f9 per qualsiasi forma di condivisione.<br \/>\nOltre il 70% ritiene, inoltre, che i propri dati debbano essere accessibili solo per un determinato lasso di tempo. I principali timori che si celano dietro questa richiesta riguardano diversi aspetti: non \u00e8 chiaro chi ne entri in possesso (75% del campione), l\u2019auto potrebbe essere hacherata (54%), privacy a rischio (43%). Ben 7 su 10 ritengono che la legislazione attuale non sia sufficiente a tutelare la privacy dei consumatori.<br \/>\nL\u2019analisi strutturata delle caratteristiche anagrafiche e comportamentali del campione di automobilisti ha permesso di identificare 5 gruppi di guidatori con caratterizzazioni ben distinte rispetto all\u2019interesse per i servizi delle auto connesse e alla propensione alla condivisione dei propri dati (personali o del proprio veicolo).<br \/>\nIn base a questi parametri, il gruppo dei \u201cTelematici\u201d, ovvero di chi \u00e8 interessato all\u2019auto connessa ed \u00e8 pi\u00f9 disponibile a condividere i propri dati, rappresenta il 15% del totale. Sono gli automobilisti disposti a pagare di pi\u00f9 per avere i servizi telematici.<br \/>\nI due gruppi preponderanti sono gli \u201cIndifferenti\u201d, con propensione elevata a condividere, ma poco interessati alle auto (32%), e gli \u201cIndecisi\u201d che, rispetto ai primi, sono meno propensi a condividere i dati (22%). Mentre il primo gruppo difficilmente si orienter\u00e0 verso auto connesse (pagandone i servizi), il secondo, se ben informato, rappresenta un potenziale bacino di sviluppo in aggiunta ai \u201cTelematici\u201d. I restanti gruppi sono invece gli \u201cScettici\u201d, molto poco inclini alla condivisione, e i \u201cConnessi con riserva\u201d, del tutto indisponibili a condividere, ma comunque molto interessati all\u2019auto connessa. L\u2019aspetto pi\u00f9 stimolante di questa segmentazione \u00e8 dato dalla forte correlazione (0,8 in una scala da 0 a 1) tra l\u2019attenzione per l\u2019auto connessa e la volont\u00e0 di pagare un premium price per averla. \u00c8 quindi possibile, per gli operatori del settore, sviluppare servizi a valore aggiunto, con relativo ritorno economico, purch\u00e9 la comunicazione nonch\u00e9 la tutela della privacy dei dati connessi siano gestiti secondo le aspettative dei guidatori.<\/p>\n<p>Fonte: ANIASA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 italiano su 3 guida gi\u00e0 oggi un\u2019auto connessa, oltre la met\u00e0 intende dotarsene. 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