{"id":48239,"date":"2019-10-04T09:14:44","date_gmt":"2019-10-04T07:14:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=48239"},"modified":"2019-10-04T09:14:45","modified_gmt":"2019-10-04T07:14:45","slug":"legambiente-un-nuovo-studio-per-potenziare-lofferta-di-trasporto-nei-centri-urbani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/legambiente-un-nuovo-studio-per-potenziare-lofferta-di-trasporto-nei-centri-urbani\/","title":{"rendered":"Legambiente: un nuovo studio per potenziare l\u2019offerta di trasporto nei centri urbani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ttsitalia.it\/?attachment_id=48245\" rel=\"attachment wp-att-48245\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-48245\" src=\"http:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/21557852_s-300x199.jpg\" alt=\"21557852 - fast train with motion blur.\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/21557852_s-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/21557852_s-400x266.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/21557852_s-600x399.jpg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/21557852_s.jpg 849w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le scelte per un green new deal capace di fermare la crisi climatica e rilanciare l\u2019economia sono al centro dell\u2019agenda della nuova Commissione europea e degli impegni del Governo Conte. Ma come si riesce a rendere davvero sostenibile e a zero emissioni l\u2019offerta di mobilit\u00e0 pubblica delle nostre citt\u00e0? Quali investimenti servono per dare concretezza a un cambiamento nel settore dei trasporti, oggi responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di gas serra in Italia e in crescita dal 1990?<br \/>\nLe risposte arrivano dal nuovo studio di Legambiente, Una cura del ferro per le citt\u00e0 italiane, che analizza la situazione dell\u2019offerta di trasporto nelle principali citt\u00e0 italiane, per tracciare le priorit\u00e0 di investimento necessarie per puntare a raddoppiare al 2030 il numero di persone che si sposta a emissioni zero. Una priorit\u00e0 se si vuole ridurre inquinamento ed emissioni climalteranti.<br \/>\nLo studio \u00e8 stato presentato durante Expoferroviaria Milano.<br \/>\n\u00c8 alle grandi aree urbane del nostro Paese, dove vivono oltre 25milioni di persone, che dobbiamo guardare per ripensare l\u2019offerta di mobilit\u00e0 e realizzare una incisiva cura del ferro. Perch\u00e9 \u00e8 qui che si concentra larga parte degli spostamenti, ed \u00e8 qui che in questi anni \u00e8 cresciuta la popolazione e troviamo i maggiori problemi di congestione e inquinamento. In queste aree troviamo una domanda di spostamenti concentrata e che avviene entro distanze di alcune decine di chilometri, che quindi pu\u00f2 trovare risposta in un efficiente servizio di trasporto su ferro competitivo come tempi di percorrenza e spesa nei confronti dell\u2019auto privata. A dimostrare come valga la pena investire su questa prospettiva lo raccontano gli spostamenti pendolari in continuo aumento nelle citt\u00e0 ogni anno, ma dove larga parte di questi continua ad avvenire con automobili private. Non a caso l\u2019Italia resta saldamente in testa alle classifiche mondiali per tasso di motorizzazione (70,7 veicoli ogni 100 abitanti). Il pendolarismo, soprattutto nelle grandi citt\u00e0 ha numeri incredibili: secondo i dati dell\u2019Istat a Roma ogni giorno si spostano 1,34 milioni di pendolari; 650mila a Milano; 420mila a Torino; 380mila a Napoli.<br \/>\nLo studio presenta una analisi dettagliata della situazione della mobilit\u00e0 su ferro nelle citt\u00e0 italiane e di confronto con gli altri Paesi europei. In particolare, sono state individuate le principali linee di domanda di spostamento in Italia con l\u2019obiettivo di potenziare le frequenze e portarle a ogni 3-4 minuti per le metropolitane in servizio nelle grandi citt\u00e0 e ogni 8-15 minuti nelle linee regionali pi\u00f9 frequentate dai pendolari, ma anche di ridurre i tempi di attesa delle linee di tram. Per calcolare il numero di treni necessari a soddisfare un\u2019offerta di servizio di questo tipo si \u00e8 partiti dall\u2019analisi dei treni in circolazione e dall\u2019obiettivo di garantire un servizio efficiente e frequente, con treni che abbiano al massimo 15 anni di et\u00e0. Il dato positivo \u00e8 che il nostro Paese sta gi\u00e0 investendo nell\u2019acquisto di nuovi treni con investimenti da parte dello Stato, di Trenitalia, delle Regioni, che hanno permesso di ridurre l\u2019et\u00e0 media dei convogli regionali a 15,4 anni (era 18,6 nel 2016). Dunque, oggi ha quanto mai senso ragionare di come dare continuit\u00e0 a questi investimenti con un grande programma da realizzare nell\u2019arco di dieci anni. Per realizzare il salto di qualit\u00e0 nell\u2019offerta che permetterebbe ai treni di essere davvero competitivi si dovrebbe passare da 2.880 treni in circolazione sulle 42 linee regionali italiane individuate a 3.630; per le 5 linee di metropolitana da 484 treni a 620 ed infine per i tram dai 1.051 attuali a 1.300.<br \/>\nLa stima dei costi per l\u2019acquisto o in parte il revamping dei 1.150 convogli tra treni regionali, metro e tram \u00e8 di 5 miliardi di Euro in dieci anni. \u201cSi tratta \u2013 sottolinea Zanchini &#8211; di investimenti assolutamente alla portata del nostro Paese e che devono entrare come priorit\u00e0 del programma degli investimenti verdi di cui si parla in questi giorni alla Commissione Europea e a Palazzo Chigi. Quello che proponiamo \u00e8 un grande piano industriale per l\u2019ambiente, capace di liberare le nostre citt\u00e0 da traffico e inquinamento, aiutando il clima del Pianeta e rilanciando il lavoro in Italia\u00bb.<br \/>\nLe soluzioni proposte dallo studio di Legambiente farebbero bene non solo all\u2019ambiente, ma anche alle tasche e soprattutto alla salute dei cittadini. Investire nella mobilit\u00e0 sostenibile deve essere, infatti, una priorit\u00e0 anche per gli impatti sanitari: sono 790mila i morti l\u2019anno in Europa a causa dell\u2019inquinamento provocato dal trasporto su gomma. E l\u2019Italia \u00e8 seconda in Europa per morti per PM2,5 (60.600 ogni anno) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500): una situazione critica dimostrata anche dal deferimento da parte della Commissione Europa alla Corte di Giustizia, per il mancato rispetto dei valori limite per la qualit\u00e0 dell\u2019aria. Le soluzioni proposte nello studio permetterebbero di contribuire in maniera significativa agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2030 previsti dal Piano nazionale energia e clima per il settore dei trasporti. Pi\u00f9 difficile stimare i risultati in termini di riduzione dell\u2019incidentalit\u00e0 stradale, ma \u00e8 bene sempre ricordare che sono 3mila i morti ogni anno e la maggior parte degli incidenti avviene nelle aree urbane.<br \/>\nLo studio racconta anche l\u2019innovazione in corso nel trasporto ferroviario, con schede che analizzano casi di successo di innovazione nel trasporto pubblico realizzati da treni Hitachi Rail SpA. Da Milano &#8211; con la crescita dei passeggeri lungo le linee 1 e 2 della metropolitana dove circolano i treni Leonardo, costruiti con materiali riciclabili e che adottano sistemi di risparmio e recupero di energia \u2013 a Firenze, dove il sistema dei tram sta cambiando completamente la mobilit\u00e0 urbana con successi inimmaginabili solo qualche anno fa. Le ragioni sono in una frequenza dei passaggi ogni 4minuti e 20 secondi, con treni moderni e efficienti che hanno permesso di lasciare ogni giorno a casa quasi 10mila auto. Da Bergamo, con il tram delle valli che continua a mietere successi di passeggeri, ai nuovi treni Rock a doppio piano ordinati da Trenitalia attraverso un contratto quadro che prevede la fornitura fino a 300 treni gi\u00e0 in circolazione in Emilia-Romagna e nei prossimi mesi anche in altre regioni, al nuovo anello metropolitano di Copenaghen con convogli automatizzati e un servizio in funzione 24 ore su 24.<br \/>\nLe esperienze di tante citt\u00e0 europee e italiane, dimostrano che laddove si investe sulla rete del ferro, \u00e8 possibile costruire un modello di mobilit\u00e0 a emissioni zero dove il valore aggiunto \u00e8 l\u2019integrazione con spostamenti in bici e a piedi lungo percorsi sicuri, con un trasporto pubblico ridisegnato proprio per ottimizzare gli scambi e ridurre i tempi di attesa, con le nuove forme della sharing mobility di auto, motorini, biciclette, monopattini elettrici. E se l\u2019offerta esiste, \u00e8 comoda e conveniente, i cittadini sono ben contenti di lasciare a casa la propria auto. Lo dimostrano anche i dati e i confronti, pubblicati nel rapporto di Legambiente, sul confronto con le altre citt\u00e0 europee.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le scelte per un green new deal capace di fermare la crisi climatica e rilanciare l\u2019economia sono al centro dell\u2019agenda della nuova Commissione europea e degli impegni del Governo Conte. Ma come si riesce a rendere davvero sostenibile e a zero emissioni l\u2019offerta di mobilit\u00e0 pubblica delle nostre citt\u00e0? 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