{"id":54333,"date":"2021-01-28T08:30:09","date_gmt":"2021-01-28T07:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=54333"},"modified":"2021-02-06T17:28:04","modified_gmt":"2021-02-06T16:28:04","slug":"autobus-elettrici-litalia-investe-ancora-troppo-in-combustibili-fossili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/autobus-elettrici-litalia-investe-ancora-troppo-in-combustibili-fossili\/","title":{"rendered":"Autobus elettrici: l&#8217;Italia investe ancora troppo poco  nell&#8217;elettrico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?attachment_id=54186\" rel=\"attachment wp-att-54186\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-54186\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mobilita-elettrica-300x300.jpg\" alt=\"mobilita-elettrica\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mobilita-elettrica.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mobilita-elettrica-110x110.jpg 110w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 in forte ritardo sugli investimenti in mobilit\u00e0 elettrica. A rivelarlo, un nuovo studio di Transport &amp; Environment, ONG ambientalista e promotrice della campagna Clean Cities, a cui collabora anche Legambiente. L\u2019analisi prende in esame 17 Paesi europei ed evidenzia la percentuale di immatricolazione di nuovi autobus a zero emissioni. L\u2019Italia \u00e8 in fondo alla classifica, con solo il 5,4% di nuovi bus entrati in servizio nel 2019 a idrogeno o elettrici, seguita solo da Grecia, Svizzera, Irlanda e Austria.<\/p>\n<p>Un dato che diventa ancora pi\u00f9 preoccupante se si pensa che il nostro Paese \u00e8 uno tra i principali acquirenti di autobus in Europa: Italia, Polonia, Germania, Regno Unito, Spagna e Francia acquistano circa il 70% dei bus urbani europei, e la loro mancata conversione a una mobilit\u00e0 pi\u00f9 sostenibile rallenta in modo significativo la diffusione di bus a emissioni zero del continente, con un impatto altissimo per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>E mentre l\u201980% degli investimenti tedeschi del 2020 sono destinati ad autobus elettrici, e la Polonia annuncia che nelle citt\u00e0 con una popolazione di 100.000 o pi\u00f9 persone tutto il trasporto pubblico sar\u00e0 elettrico entro il 2030, stanziando oltre 290 milioni di euro per sostenere questo obiettivo, l\u2019Italia resta indietro. Secondo i dati ANFIA, nel 2019 sono stati immatricolati in Italia solo 63 bus elettrici e a idrogeno: 16 in Sicilia, 15 in Lombardia, 13 in Piemonte, 10 in Liguria.<\/p>\n<p>\u201cNel primo semestre del 2020 l\u2019Italia ha messo in strada solo 170 nuovi bus, contro i 363 del primo semestre 2019, registrando un calo del 53% e diminuendo gli acquisti sulla mobilit\u00e0 pubblica in un momento in cui avere pi\u00f9 mezzi era necessario per garantire distanziamento\u201d, ha dichiarato Andrea Poggio, responsabile mobilit\u00e0 sostenibile di Legambiente. \u201cInoltre, in seguito all\u2019emergenza Covid sono stati estesi i contributi pubblici per l\u2019acquisto di nuovi autobus, anche di quelli a metano o diesel, con il risultato che compriamo meno autobus dei grandi paesi europei e gran parte dei quali ancora fortemente inquinanti. Non possiamo condannare le nostre citt\u00e0 a usare mezzi pubblici vecchi, inquinanti ed alimentati a gasolio o gas fossile, con l\u2019unica eccezione dell\u2019olio di palma, ancora pi\u00f9 nocivo del petrolio a livello ambientale\u201d.<\/p>\n<p>A guidare la classifica europea di bus a emissioni zero sono Danimarca, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il 78% degli autobus danesi immatricolati nel 2019 \u00e8 elettrico o a idrogeno, come il 67% di quelli lussemburghesi e il 66% degli olandesi. Anche Svezia, Norvegia e Finlandia sono tra i primi, i cui autobus elettrici rappresentano rispettivamente il 26%, 24% e 23% degli immatricolati.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 davvero incomprensibile come, con oltre 200 miliardi in arrivo dall\u2019Europa, la bozza di Recovery Plan approvata dal Consiglio dei Ministri preveda l\u2019acquisto di circa 5000 nuovi autobus di cui ben 2.700 a gas fossile, ovvero centinaia di milioni di euro sprecati in fossili tecnologie obsolete. I bus elettrici riducono l\u2019inquinamento atmosferico, ci aiutano a combattere il cambiamento climatico, a ridurre il rumore e il costo totale d\u2019esercizio\u201d dichiara Veronica Aneris, Direttrice per l\u2019Italia di Transport &amp; Environment.<\/p>\n<p>Transport &amp; Environment pubblica, inoltre, un report che identifica cinque passaggi chiave per implementare la percentuale di autobus elettrici su strada, a partire dalla leadership politica e dal sostegno finanziario. Il dossier, che prende in esame 13 casi studio, vuole fornire una guida ai Comuni e agli operatori che intendono investire sugli e-bus. I casi studio italiani riguardano alcune citt\u00e0 piemontesi (Asti, Cuneo, Alessandria e Torino) e la citt\u00e0 di Milano. Sia Torino che Milano, infatti, sono due delle quattro citt\u00e0 italiane (insieme a Cagliari e Bergamo) che prevedono un trasporto pubblico locale a emissioni zero entro il 2030.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 disponibile nell&#8217;area riservata del sito TTS Italia, sezione &#8220;<strong>Libreria-Europe<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia \u00e8 in forte ritardo sugli investimenti in mobilit\u00e0 elettrica. A rivelarlo, un nuovo studio di Transport &amp; Environment, ONG ambientalista e promotrice della campagna Clean Cities, a cui collabora anche Legambiente. L\u2019analisi prende in esame 17 Paesi europei ed evidenzia la percentuale di immatricolazione di nuovi autobus a zero emissioni. 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