{"id":55844,"date":"2021-04-30T07:41:11","date_gmt":"2021-04-30T05:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=55844"},"modified":"2021-04-30T07:41:12","modified_gmt":"2021-04-30T05:41:12","slug":"rapporto-mobilitaria-2021-traffico-e-inquinamento-verso-i-livelli-pre-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/rapporto-mobilitaria-2021-traffico-e-inquinamento-verso-i-livelli-pre-pandemia\/","title":{"rendered":"Rapporto MobilitAria 2021: traffico e inquinamento verso i livelli pre-pandemia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?attachment_id=54184\" rel=\"attachment wp-att-54184\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-54184\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/clima.jpg\" alt=\"clima\" width=\"200\" height=\"135\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esplosione della pandemia da Covid-19, all\u2019inizio dello scorso anno, aveva inizialmente ridotto il traffico delle citt\u00e0 e di conseguenza anche l\u2019inquinamento. Ma nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno le emissioni legate al settore della mobilit\u00e0 sono tornate ad aumentare, con il rischio di un ritorno al business as usual pre-covid. I centri grandi e medi si riorganizzano per essere sempre pi\u00f9 \u201cgreen\u201d puntando su reti ciclabili, micromobilit\u00e0 e sul trasporto pubblico. Tuttavia, la crisi che sta vivendo il trasporto pubblico, la sospensione delle Ztl vanifica parte degli sforzi messi in campo. I dati non aiutano a lasciar ben sperare la rincorsa contro il tempo verso la decarbonizzazione delle citt\u00e0 italiane che faticheranno sempre pi\u00f9 ad essere in linea con le altre capitali europee: entro il 2030 tutto il Vecchio Continente dovr\u00e0 tagliare il 55% delle emissioni climalteranti. Ma a questo ritmo il target rimane irraggiungibile.<\/p>\n<p>Sono questi i principali temi del quarto Rapporto \u201cMobilitAria 2021\u201d, realizzato da Kyoto Club e dell\u2019Istituto sull\u2019inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), che analizza i dati della mobilit\u00e0 e della qualit\u00e0 dell\u2019aria al 2020 nelle 14 citt\u00e0 metropolitane e nelle 22 citt\u00e0 medie italiane che hanno approvato i PUMS.<\/p>\n<p>Nel merito del NO2 in tutte le citt\u00e0 si registra una riduzione delle concentrazioni, ad esclusione della sola citt\u00e0 di Milano; tale decremento \u00e8 connesso con la riduzione delle emissioni del comparto mobilit\u00e0 soprattutto nei primi mesi di lockdown dovuto alla epidemia da covid-19. La riduzione delle concentrazioni rimane comunque evidente anche nei mesi successivi del 2020. Le maggiori riduzioni delle concentrazioni medie sono state registrate nella citt\u00e0 di Cagliari (-38%) e Catania (-37%) a cui segue Palermo con un -31% rispetto al 2019. La citt\u00e0 di Milano risulta invece essere in controtendenza in quanto nel 2020 ha riportato un incremento del 7% rispetto all\u2019anno precedente. Nel 2019 invece le citt\u00e0 con un numero di ore superiori alle 18 ammesse erano Roma, Torino, Milano e Napoli.<\/p>\n<p>Se per la concentrazione media annua del PM10 in tutte le citt\u00e0 analizzate i valori nel 2020 risultano essere al di sotto dei limiti, permangono invece ancora diverse citt\u00e0 che superano pi\u00f9 di 35 volte il limite giornaliero del PM10 nell\u2019arco di un anno. La situazione pi\u00f9 critica si riscontra anche nel 2020 nella citt\u00e0 di Torino (98 superamenti), seguono Milano con 90, Venezia con 88, Napoli con 57 e Cagliari con 38; anche Bologna e Roma, dopo rispettivamente 2 e 3, anni tornano a superare il limite.<\/p>\n<p>Le concentrazioni di PM2,5 non indicano criticit\u00e0 per nessuna delle citt\u00e0 analizzate.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il capitolo mobilit\u00e0 urbana. Su questo fronte, lo studio analizza i provvedimenti intrapresi dalle amministrazioni comunali delle 14 citt\u00e0 metropolitane italiane nel 2020.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 italiane hanno puntato nel 2020 meglio che in passato sulle due ruote. Il rapporto segnala infatti un potenziamento delle reti ciclabili e della mobilit\u00e0 attiva, grazie anche alle nuove regole del Codice della Strada. Tra i casi virtuosi ci sono Torino (+ 11 km), Milano (+ 67 km), Venezia (+18 km), Bologna (+ 16 km), Genova (+25 km), Roma (+ 33 km), Palermo (+ 4 km), Cagliari (+ 11 km).<\/p>\n<p>I servizi di sharing mobility hanno continuato ad operare in diverse citt\u00e0 italiane. In primis si deve segnalare un exploit della micromobilit\u00e0, che ha esordito lo scorso anno: Torino ha aumentato con la sua del 14% mentre a Milano (3750 mezzi), Bari (1000), Napoli (1050) \u00e8 stato avviato il servizio. Dall\u2019altra parte, si segnala una diminuzione del car sharing in quasi tutte le citt\u00e0, mentre il bike sharing, in sostanza, ha tenuto. Per il car sharing e bike sharing si \u00e8 registrata una diminuzione a Milano, Genova, Firenze, Roma, mentre vi \u00e8 stato un aumento a Torino, Venezia, Genova, Firenze, Palermo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il parco circolante, il tasso di motorizzazione delle autovetture appare invariato o lievemente diminuito nella maggior parte delle citt\u00e0 analizzate del Nord e Centro, con dati che non superano in ogni caso l\u20191% di scostamento. Invece \u00e8 in aumento nelle citt\u00e0 del Sud &#8211; Napoli, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo &#8211; andando ad aumentare il parco circolante in realt\u00e0 gi\u00e0 fortemente congestionate.<\/p>\n<p>Per la prima volta l\u2019edizione annuale di MobilitAria non si limita a sondare la situazione delle principali 14 citt\u00e0 italiane, ma estende l\u2019analisi anche ad altri 22 centri di media dimensione che negli ultimi anni hanno approvato un Piano Urbano di Mobilit\u00e0 Sostenibile (PUMS): Agrigento, Arezzo, Brescia, Cuneo, Distretto Ceramico, Ferrara, Foggia, Forl\u00ec, La Spezia, Lucca, Macerata, Mantova, Modena, Parma, Perugia, Pesaro, Pordenone, Prato, Ravenna, Siracusa, Taranto, Terni e Narni.<\/p>\n<p>La ricetta per ridurre l\u2019inquinamento dei centri medi, che hanno sostanzialmente gli stessi problemi di traffico delle grandi citt\u00e0, puntano al potenziamento della mobilit\u00e0 ciclistica e pedonale, rafforzamento del trasporto collettivo, politiche per ridurre l\u2019uso dell\u2019auto privata.<\/p>\n<p>Molti di questi PUMS prevedono l\u2019istituzione di nuove zone 30, o il potenziamento di quelle esistenti, soprattutto nel centro storico. Nel caso di Arezzo e Cuneo il PUMS \u00e8 accompagnato da un Biciplan, documento specifico per la mobilit\u00e0 ciclistica. Il PUMS di Parma punta alla crescita della mobilit\u00e0 ciclopedonale, tenendo conto del Biciplan comunale gi\u00e0 approvato e propone di realizzare un incremento della rete ciclabile del 136%, passando dai 125,5 km esistenti a 296 itinerari ciclabili. Innovativo il caso di Pesaro che per i percorsi pedonali prevede l\u2019ampliamento degli spazi pedonali e la proposta di istituire (sul modello della citt\u00e0 di Pontevedra) il Pesaro MetroMinuto, per indicare i tempi esatti dei percorsi pedonali e far comprendere l\u2019efficacia degli spostamenti a piedi in citt\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il capitolo della mobilit\u00e0 elettrica, che viene trattata in modo limitato all\u2019interno dei PUMS delle citt\u00e0 medie come una misura utile da potenziare per migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria e la circolazione, in particolare all\u2019interno del nucleo urbano centrale. Tale tipologia di mobilit\u00e0 \u00e8 descritta e citata nella maggior parte dei casi studiati, tuttavia, \u00e8 diffusa la mancanza di concretezza delle azioni e obiettivi attuabili per poter implementare operativamente questo sistema nel territorio comunale di riferimento. E il Recovery Plan del Governo Draghi non offre molto supporto in questa direzione.<\/p>\n<p>\u00abLe citt\u00e0 e la mobilita urbana continuano ad essere i grandi assenti nel PNRR, anche in quello presentato dal Governo Draghi. Davvero insufficienti le risorse dedicate alle nuove reti tramviarie, metropolitane (3,6 mld) e per nuovi autobus (3 mld), limitate le risorse per la mobilit\u00e0 ciclabile (600 milioni), che non colmeranno il grave deficit attuale, come dimostra il Rapporto Mobilitaria 2021. Per gli investimenti ferroviari, a cui il PNRR conferisce 26 miliardi, si dedica alle reti locali regionali e ai pendolari solo il 30% delle risorse, mentre il resto \u00e8 impiegato per l\u2019Alta Velocit\u00e0, in particolare per il nord. Resta marginale l\u2019obiettivo della elettrificazione dei trasporti. Il PNRR del Governo Draghi non costituisce una strategia efficace per la svolta, verso la mobilit\u00e0 urbana e la decarbonizzazione dei trasporti. C\u2019\u00e8 da augurarsi che dal confronto in corso, dai progetti che saranno presentati, dal Fondo Complementare, dall\u2019ulteriore fondo per investimenti di 26 mld annunciato dal Presidente Draghi, sia possibile riequilibrare la spesa verso la mobilit\u00e0 sostenibile delle nostre citt\u00e0\u00bb. Lo dichiara la Coordinatrice del gruppo di lavoro \u201cMobilit\u00e0 sostenibile\u201d di Kyoto Club, Anna Donati.<\/p>\n<p>Kyoto Club e Transport &amp; Environment avanzano alcune proposte per orientare le scelte pubbliche del PNRR italiano, individuando tre ambiti prioritari. Ne risulta una proposta pari a 41,15 Miliardi di euro, da ripartire su tre ambiti prioritari: mobilit\u00e0 urbana e regionale (29,7 mld), elettrificazione (7,95 mld) e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (3,5 mld).<\/p>\n<p>Fonte: CNR<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esplosione della pandemia da Covid-19, all\u2019inizio dello scorso anno, aveva inizialmente ridotto il traffico delle citt\u00e0 e di conseguenza anche l\u2019inquinamento. Ma nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno le emissioni legate al settore della mobilit\u00e0 sono tornate ad aumentare, con il rischio di un ritorno al business as usual pre-covid. 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