{"id":57125,"date":"2021-07-16T09:09:38","date_gmt":"2021-07-16T07:09:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=57125"},"modified":"2021-07-16T09:09:39","modified_gmt":"2021-07-16T07:09:39","slug":"green-deal-europeo-la-commissione-propone-di-trasformare-leconomia-e-la-societa-dellue-al-fine-di-concretizzare-le-ambizioni-in-materia-di-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/green-deal-europeo-la-commissione-propone-di-trasformare-leconomia-e-la-societa-dellue-al-fine-di-concretizzare-le-ambizioni-in-materia-di-clima\/","title":{"rendered":"Green Deal europeo: La Commissione propone di trasformare l&#8217;economia e la societ\u00e0 dell&#8217;UE al fine di concretizzare le ambizioni in materia di clima"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?attachment_id=56005\" rel=\"attachment wp-att-56005\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-56005\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Senzanome-300x203.jpg\" alt=\"[Senzanome]\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Senzanome-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Senzanome-400x271.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Senzanome-600x406.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIl 14 luglio, la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell&#8217;UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalit\u00e0 idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il conseguimento di tali riduzioni nel prossimo decennio \u00e8 fondamentale affinch\u00e9 l&#8217;Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e si concretizzi il Green Deal europeo. Con le proposte odierne la Commissione presenta gli strumenti legislativi per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea sul clima e trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra societ\u00e0 per costruire un futuro equo, verde e prospero.<\/p>\n<p>Le proposte consentiranno di imprimere l&#8217;accelerazione necessaria alle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra nel prossimo decennio. Le proposte legislative associano: l&#8217;applicazione dello scambio di quote di emissione a nuovi settori e il rafforzamento dell&#8217;attuale sistema di scambio di quote di emissione dell&#8217;UE; un aumento dell&#8217;uso di energie rinnovabili; una maggiore efficienza energetica; una pi\u00f9 rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture e dei combustibili necessari a tal fine; l&#8217;allineamento delle politiche fiscali con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; e strumenti per preservare e potenziare la capacit\u00e0 dei nostri pozzi naturali di assorbimento del carbonio.<\/p>\n<p>Il sistema di scambio di quote di emissione dell&#8217;UE (ETS) fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici. Negli ultimi 16 anni questo sistema ha consentito di ridurre del 42,8 % le emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensit\u00e0 energetica. Oggi la Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. La Commissione propone inoltre di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale (CORSIA) e di includere per la prima volta nell&#8217;ETS dell&#8217;UE le emissioni generate dal trasporto marittimo. Per ovviare alla mancata riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, \u00e8 istituito un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici. La Commissione propone inoltre di aumentare l&#8217;entit\u00e0 dei fondi per l&#8217;innovazione e la modernizzazione.<\/p>\n<p>Per integrare la cospicua spesa destinata all&#8217;azione per il clima nel bilancio dell&#8217;UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalit\u00e0 delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all&#8217;energia. Una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo sistema per il trasporto stradale e gli edifici dovrebbe essere destinata ad ovviare all&#8217;eventuale impatto sociale per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili.<br \/>\nIl regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l&#8217;agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Questi obiettivi, tenendo conto delle diverse situazioni di partenza e delle diverse capacit\u00e0 di ciascuno Stato membro, si basano sul loro PIL pro capite, con adeguamenti per tener conto dell&#8217;efficienza in termini di costi.<br \/>\nGli Stati membri condividono inoltre la responsabilit\u00e0 dell&#8217;eliminazione del carbonio nell&#8217;atmosfera, per cui il regolamento sull&#8217;uso del suolo, sulla silvicoltura e sull&#8217;agricoltura fissa un obiettivo generale dell&#8217;UE per l&#8217;assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Gli obiettivi nazionali imporranno agli Stati membri di preservare e estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio. Entro il 2035 l&#8217;UE dovrebbe mirare a raggiungere la neutralit\u00e0 climatica nei settori dell&#8217;uso del suolo, della silvicoltura e dell&#8217;agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall&#8217;uso di fertilizzanti e dall&#8217;allevamento. La strategia forestale dell&#8217;UE mira a migliorare la qualit\u00e0, la quantit\u00e0 e la resilienza delle foreste dell&#8217;UE. Sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, garantendo nel contempo la sostenibilit\u00e0 della raccolta e dell&#8217;uso della biomassa e preservando la biodiversit\u00e0, e predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030.<\/p>\n<p>La produzione e l&#8217;uso di energia rappresentano il 75 % delle emissioni dell&#8217;UE, per cui \u00e8 essenziale accelerare la transizione verso un sistema energetico pi\u00f9 verde. La direttiva sulle energie rinnovabili fisser\u00e0 l&#8217;obiettivo pi\u00f9 ambizioso di produrre il 40 % della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l&#8217;uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffrescamento, degli edifici e dell&#8217;industria. Per conseguire nel contempo i nostri obiettivi climatici e ambientali, i criteri di sostenibilit\u00e0 per l&#8217;uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri devono elaborare regimi di sostegno alla bioenergia in modo da rispettare il principio dell&#8217;uso a cascata della biomassa legnosa.<\/p>\n<p>Per ridurre il consumo globale di energia, diminuire le emissioni e affrontare la povert\u00e0 energetica, la direttiva sull&#8217;efficienza energetica fisser\u00e0, a livello di UE, un obiettivo annuale vincolante pi\u00f9 ambizioso di riduzione del consumo di energia. Alla luce di questo obiettivo si fisseranno i contributi nazionali raddoppiando praticamente l&#8217;obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri. Il settore pubblico sar\u00e0 tenuto a ristrutturare il 3 % dei suoi edifici ogni anno in modo da incentivare la cosiddetta &#8220;ondata&#8221; di ristrutturazioni, creare posti di lavoro e ridurre il consumo di energia e i costi per i contribuenti.<br \/>\nOltre allo scambio di quote di emissione, \u00e8 necessario un insieme di misure per far fronte all&#8217;aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme pi\u00f9 rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilit\u00e0 a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55 % a partire dal 2030 e del 100 % a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni. Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, il la revisione del regolamento sull&#8217;infrastruttura per i combustibili alternativi imporr\u00e0 agli Stati membri di aumentare la capacit\u00e0 di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.<\/p>\n<p>Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati. La revisione della direttiva sulla tassazione dell&#8217;energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell&#8217;UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite e eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l&#8217;uso di combustibili fossili. Le nuove norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia, contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte &#8220;verdi&#8221; che sono meno dannose per la crescita rispetto alle imposte sul lavoro.<\/p>\n<p>Infine, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisser\u00e0 un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l&#8217;azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ci\u00f2 consentir\u00e0 di garantire che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a un calo delle emissioni a livello mondiale, e impedir\u00e0 che la produzione ad alta intensit\u00e0 di carbonio si sposti fuori dall&#8217;Europa. Questo meccanismo mira inoltre a incoraggiare l&#8217;industria extra UE e i nostri partner internazionali ad adottare provvedimenti che vadano nella stessa direzione.<br \/>\nTutte queste proposte sono collegate e complementari. Abbiamo bisogno di questo insieme di misure equilibrato e delle entrate che genera per garantire una transizione che renda l&#8217;Europa equa, verde e competitiva, distribuendo equamente le responsabilit\u00e0 tra i diversi settori e Stati membri e apportando, se del caso, un sostegno supplementare.<\/p>\n<p>Mentre nel medio e lungo termine i benefici delle politiche climatiche dell&#8217;UE superano chiaramente i costi di questa transizione, le politiche climatiche rischiano di esercitare nel breve periodo un&#8217;ulteriore pressione sulle famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese pi\u00f9 vulnerabili. Le politiche contenute nel pacchetto presentato oggi ripartiscono quindi equamente i costi della lotta e dell&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Inoltre, gli strumenti per la fissazione del prezzo del carbonio generano entrate che possono essere reinvestite per incentivare l&#8217;innovazione, la crescita economica e gli investimenti nelle tecnologie pulite. Viene proposto un nuovo Fondo sociale per il clima il cui obiettivo \u00e8 assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell&#8217;efficienza energetica, in nuovi sistemi di riscaldamento e raffrescamento e in una mobilit\u00e0 pi\u00f9 pulita. Il Fondo sociale per il clima sarebbe finanziato dal bilancio dell&#8217;UE, utilizzando un importo equivalente al 25 % delle entrate previste provenienti dallo scambio di quote di emissione dell&#8217;edilizia e dei carburanti per il trasporto stradale. Consentir\u00e0 di assegnare 72,2 miliardi di \u20ac agli Stati membri per il periodo 2025-2032, sulla base di una modifica mirata del quadro finanziario pluriennale. Con la proposta di ricorrere a finanziamenti nazionali analoghi, il Fondo mobiliterebbe 144,4 miliardi di \u20ac per una transizione socialmente equa.<\/p>\n<p>I vantaggi di agire ora per proteggere le persone e il pianeta sono evidenti: aria pi\u00f9 pulita, citt\u00e0 pi\u00f9 fresche e pi\u00f9 verdi, cittadini pi\u00f9 sani, minor consumo energetico e bollette meno care, posti di lavoro, tecnologie e opportunit\u00e0 industriali in Europa, pi\u00f9 spazio per la natura e un pianeta pi\u00f9 sano da trasmettere alle generazioni future. La sfida centrale della transizione verde in Europa \u00e8 fare in modo che i vantaggi e le opportunit\u00e0 che ne derivano siano accessibili a tutti nel modo pi\u00f9 rapido ed equo possibile. Utilizzando i diversi strumenti politici disponibili a livello dell&#8217;UE possiamo fare in modo che il ritmo dei cambiamenti sia adeguato, ma non eccessivamente destabilizzante.<\/p>\n<p>Fonte: Commissione europea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 luglio, la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell&#8217;UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalit\u00e0 idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. 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