{"id":58194,"date":"2021-10-22T08:36:00","date_gmt":"2021-10-22T06:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=58194"},"modified":"2021-10-22T08:36:02","modified_gmt":"2021-10-22T06:36:02","slug":"nasce-losservatorio-sugli-stili-di-mobilita-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/nasce-losservatorio-sugli-stili-di-mobilita-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Nasce l&#8217;Osservatorio sugli stili di mobilit\u00e0 degli italiani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?attachment_id=57762\" rel=\"attachment wp-att-57762\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/27239247_s-300x225.jpg\" alt=\"27239247 - abstract illustration with transport infrastructure\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57762\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/27239247_s-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/27239247_s-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/27239247_s-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/27239247_s.jpg 799w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCi muoviamo molto in automobile e poco con il Trasposto Pubblico Locale, camminiamo abbastanza e vorremmo un\u2019offerta integrata dei servizi di trasporto. Sono questi alcuni dei dati emersi dal primo sondaggio sugli stili di mobilit\u00e0 degli italiani, somministrato sia su scala nazionale che con un focus sulle grandi citt\u00e0 di Milano, Torino, Napoli e Roma.<br \/>\nIl sondaggio \u00e8 promosso da Legambiente con Ipsos nell\u2019ambito di Clean Cities Campaign, una campagna europea sostenuta da un cartello di associazioni dell\u2019Unione, che punta al miglioramento radicale della qualit\u00e0 dell\u2019aria attraverso stili di mobilit\u00e0 pi\u00f9 sostenibile, alla ridistribuzione dello spazio urbano in favore delle utenze deboli e alla conversione dei trasporti all\u2019elettrico.<\/p>\n<p>La presentazione dei dati, avvenuta a Roma, d\u00e0 il via all\u2019Osservatorio sugli Stili di Mobilit\u00e0 che si propone di monitorare annualmente comportamenti e propensioni della mobilit\u00e0 degli italiani, con un\u2019attenzione particolare alle principali citt\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>I dati emersi dal monitoraggio hanno evidenziato che stiamo ricominciando ad uscire e a spostarci, seppur meno del 2019, anche nelle 4 grandi citt\u00e0 \u2013 Milano, Torino, Napoli e Roma \u2013 dove ancora si lavora di pi\u00f9 da casa rispetto al resto d\u2019Italia. Anzi, proprio nelle grandi citt\u00e0 ci si sposta pi\u00f9 frequentemente, anche 3 o 4 volte al giorno. Continuiamo ad usare spesso l\u2019auto, ma ci muoviamo molto anche a piedi. L\u2019uso di autobus, tram, metropolitane e treni regionali \u00e8 sceso al 70-80% rispetto al 2019, penalizzato dalla paura dell\u2019affollamento. Le regole del distanziamento, della met\u00e0 dei posti in meno, della mascherina e dell\u2019areazione e sanificazione hanno provocato una diffusa paura collettiva: le stesse norme valevano anche per le automobili (vedi linee guida Istituto Superiore Sanit\u00e0), ma in questo caso nessuno si \u00e8 lasciato intimorire. Inoltre, gli studi sui mezzi pubblici non hanno evidenziato nessun aumento statistico di contagio rispetto allo stesso tempo trascorso fuori casa. Pi\u00f9 controversi i dati sui viaggi in auto con passeggeri a bordo. (Leggi articolo su lanuovaecologia.it )<\/p>\n<p>Se in citt\u00e0 si riprende a muoversi prima e meglio attraverso l\u2019intermodalit\u00e0 dei servizi, non \u00e8 un caso ma il frutto di politiche di limitazione della circolazione delle auto, di sostegno all\u2019offerta di servizi pubblici, di riduzione dello spazio per il parcheggio, di diffusione di servizi di sharing mobility (20 a Milano, 15 a Roma). La novit\u00e0 nella sharing mobility sono i monopattini elettrici: nel 2020 l\u2019Osservatorio Sharing Mobility contava 120 servizi di micromobilit\u00e0 anche nelle regioni del sud e nei centri minori. In totale, il 40% degli utilizzi in condivisione ha riguardato i monopattini.<\/p>\n<p>Il 60% degli intervistati (75% nelle citt\u00e0 principali) ritengono rilevante una offerta integrata (MaaS), un abbonamento unico a trasporto pubblico, treno e servizi di sharing mobility, dal monopattino all\u2019auto. Piace molto la Citt\u00e0 dei 15 minuti a piedi, con i servizi di prossimit\u00e0, e piacciono perfino le politiche di limitazione, quasi totale, della circolazione di auto e moto con motori a combustione nei centri abitati.<\/p>\n<p>Dobbiamo investire (almeno 500 milioni ogni anno sino al 2030) per treni nuovi (almeno 650 + 500 metropolitane e tram) e autobus elettrici (almeno 6-7mila all\u2019anno), questi ultimi anche in leasing operativo, come si fa in altre citt\u00e0 e paesi europei e del mondo: i nostri 50 mila autobus hanno un\u2019et\u00e0 media superiore ai 12 anni. Altre risorse (altri 500 milioni ogni anno) vanno destinate alle citt\u00e0 metropolitane e ai raggruppamenti di comuni per l\u2019attuazione dei Piani Urbani Mobilit\u00e0 Sostenibile anche per la ciclo-pedonalit\u00e0, il ridisegno dello spazio pubblico e le zone 30, con principale misura di sicurezza stradale. Dobbiamo estendere le agevolazioni fiscali per aziende e dipendenti pubblici, oggi applicati per gli abbonamenti al trasporto pubblico ferroviario e locale, a tutte le forme di mobilit\u00e0 sostenibile come la sharing mobility e mezzi elettrici aziendali condivisi: la sharing mobility va soggetta alla stessa aliquota Iva del trasporto pubblico (10% e non 22%). Stop invece ai bonus per l\u2019acquisto di qualsiasi veicolo a motore a combustione, per i quali abbiamo speso quasi 2 miliardi dal 2019 per ottenere trascurabili miglioramento ambientali ed economici: abbiamo speso pro capite pi\u00f9 della Germania (31 euro invece di 27) per avere su strada un sesto delle auto elettriche a batteria (180.000 contro un milione).<\/p>\n<p>I dati nel dettaglio<br \/>\nIl mezzo pubblico<\/p>\n<p>Stiamo ricominciando a uscire e spostarci, anche se meno del 2019, ma le differenze sono ormai evidenti. Gli italiani diventano pi\u00f9 selettivi nella scelta dei mezzi per spostarsi: l\u2019auto di propriet\u00e0 resta la regina degli spostamenti e il trasporto pubblico non regge all\u2019impatto, si lamenta l\u2019affollamento e la residua paura di contagio. Da dove ripartire per rilanciare il trasporto pubblico? I dati a confronto raccontano storie diverse per ciascuna citt\u00e0: per i milanesi si tratta ancora di elaborare il lutto dei recenti rincari, romani e napoletani soffrono della scarsa copertura territoriale e dell\u2019aleatoriet\u00e0 degli orari, e per i primi, si aggiunge l\u2019insoddisfazione per una metropolitana sottodimensionata alle necessit\u00e0 della capitale. A Torino, la scarsit\u00e0 di passaggi e le insoddisfacenti puntualit\u00e0 non sembrano giustificare il costo del biglietto. In tutta Italia si deve ricominciare ad investire sul trasporto pubblico, moderno, elettrico ed efficiente per vincere pian piano la paura-contagio, in parte ingiustificate. In 20 mesi di pandemia in Italia ed Europa, non si \u00e8 riscontrato alcun aumento statistico di contagio rispetto allo stesso tempo trascorso fuori casa. <\/p>\n<p>Lavoro da casa<\/p>\n<p>Non andiamo pi\u00f9 tutti i giorni in ufficio, soprattutto nelle grandi citt\u00e0 del nord: se prima 3 lavoratori su 4 si recavano quasi tutti i giorni sul posto di lavoro, oggi resta a casa il 69% e domani probabilmente il dato crescer\u00e0. Nelle 4 citt\u00e0 metropolitane, con pi\u00f9 uffici pubblici e grandi imprese, il cambiamento \u00e8 pi\u00f9 evidente: torner\u00e0 spesso al lavoro solo la met\u00e0 dei lavoratori (48% a Milano, il 53% a Torino). Ma proprio nelle citt\u00e0 ricominciamo a muoverci molto di pi\u00f9, anche pi\u00f9 di 3 o 4 volte al giorno, usiamo tanto l\u2019auto, ma sempre pi\u00f9 spesso anche i piedi: gli spostamenti superiori ai 10 minuti a piedi equiparano o superano quelli in auto. \u00c8 cresciuto in citt\u00e0 l\u2019uso della bicicletta a pedalata assistita e soprattutto del monopattino, sia proprio che in sharing. La discontinuit\u00e0 ha accelerato i cambiamenti. E, soprattutto, le nuove politiche urbane hanno consentito, dove sono state intraprese, cambiamenti importanti: gli abbonamenti scontati per studenti, nuovi servizi di sharing mobility, nuovi percorsi ciclopedonali, i dehor di bar e le pedonalizzazioni\u2026<\/p>\n<p>Il trasporto multimodale spacca la penisola in due<\/p>\n<p>Le aree metropolitane sono il luogo naturale della multimodalit\u00e0, anche se tra le quattro citt\u00e0 coinvolte nell\u2019analisi, le differenze balzano all\u2019occhio. Si prendono sempre pi\u00f9 mezzi o servizi di trasporto anche per compiere lo stesso viaggio: a Milano 2 volte e mezza pi\u00f9 che in Italia, a Napoli, Torino e Roma il doppio. Milano guida questa ideale \u201cclassifica\u201d staccando nettamente Roma ma anche Torino, mentre Napoli si colloca a met\u00e0 strada. La formula quasi unica di combinazione tra pi\u00f9 mezzi vede ancora una volta alla ribalta le auto, in combinazione con il trasporto pubblico, soprattutto a Roma. Due ruote \u2013 bici o monopattino \u2013 e mezzi pubblici \u00e8 il connubio che convince invece un cittadino su cinque nelle altre tre citt\u00e0.<\/p>\n<p>La sharing mobility<\/p>\n<p>Se durante le chiusure i pochi spostamenti di quartiere nelle grandi citt\u00e0 sono avvenuti soprattutto a piedi o in bici, in Italia, pur muovendoci meno, abbiamo usato prevalentemente l\u2019automobile.<br \/>\nLa sharing mobility presenta tanti vantaggi per i cittadini italiani: risparmia e fa risparmiare costi fissi, \u00e8 pratica ed \u00e8 riconosciuta come meno impattante sull\u2019ambiente; risolve il problema dei parcheggi, offre la possibilit\u00e0 di combinare pi\u00f9 tipi di mezzo e risulta pi\u00f9 flessibile negli accessi ad aree della citt\u00e0 a limitazione di traffico. Ma non \u00e8 per tutti, in quanto non ha ancora una capillarit\u00e0 di offerta che possa soddisfare una porzione importante della popolazione: ci sono 20 servizi di sharing mobility a Milano, 15 a Roma, ma a fine 2020 si contavano (Osservatorio Sharing Mobility) 120 servizi di micromobilit\u00e0 anche nelle regioni del sud e nei centri minori. Nel complesso 4 spostamenti su 10 in sharing ha riguardato i monopattini.<\/p>\n<p>L\u2019elettrico<\/p>\n<p>I veicoli elettrici hanno forte potere di attrazione sui conducenti italiani, ma sono note le barriere che ne frenano l\u2019avanzata: costi, durata della batteria e velocit\u00e0 di ricarica e, specie per l\u2019auto, punti di ricarica pi\u00f9 diffusi. Un sistema di incentivi potrebbe aiutare a superare la barriera dei costi, mentre per quanto riguarda gli altri elementi di esitazione, bisogna affidarsi all\u2019evoluzione tecnologica ma anche a una visione programmatica a supporto della diffusione della soluzione.<\/p>\n<p>Fonte: Legambiente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci muoviamo molto in automobile e poco con il Trasposto Pubblico Locale, camminiamo abbastanza e vorremmo un\u2019offerta integrata dei servizi di trasporto. 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