{"id":70520,"date":"2022-07-05T08:51:48","date_gmt":"2022-07-05T06:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=70520"},"modified":"2022-07-06T08:48:54","modified_gmt":"2022-07-06T06:48:54","slug":"istat-crolla-la-domanda-di-tpl-ma-non-si-arrestano-gli-investimenti-nella-mobilita-urbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/istat-crolla-la-domanda-di-tpl-ma-non-si-arrestano-gli-investimenti-nella-mobilita-urbana\/","title":{"rendered":"Istat: crolla la domanda di Tpl, ma non si arrestano gli investimenti nella mobilit\u00e0 urbana"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-medium\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"240\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-300x240.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-59267\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-400x320.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-600x480.jpg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s.jpg 774w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo i dati diffusi da Istat in questi giorni, crolla la domanda di trasporto pubblico locale (-47,9% sul 2019), ma non si arrestano gli investimenti nella mobilit\u00e0 urbana.<br>In crescita bus a basse emissioni, reti di tram e filobus. I servizi di micromobilit\u00e0 elettrica ampliano l\u2019offerta di mobilit\u00e0 condivisa in 22 capoluoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco i dati pi\u00f9 nel dettaglio.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Dal Tpl segnali positivi su infrastrutture e rinnovamento del parco circolante<br>Nel 2020 si registrano alcuni progressi sulle due principali linee di sviluppo del trasporto pubblico locale (Tpl) indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: il potenziamento delle infrastrutture per il trasporto rapido di massa e il rinnovamento del parco circolante.<br>Per quanto riguarda le infrastrutture, continuano a crescere in particolare le reti di filobus e tram. Rispetto all\u2019anno precedente, la lunghezza delle filovie in esercizio aumenta dell\u20198,4% (+29,6% dal 2015) e quella delle tranvie del 3% (+5,7% dal 2015).<br>Nel 2020, inoltre, il tram \u00e8 tornato in funzione a Napoli mentre a Bologna \u00e8 stato avviato un nuovo servizio di trasporto rapido a guida automatica (people mover), che si aggiunge a quelli di Milano, Perugia, Pisa e Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Offerta di Tpl poco diversificata, in tre citt\u00e0 su quattro solo trasporto su gomma<br>Le reti pi\u00f9 sviluppate in rapporto alla superficie urbanizzata sono quelle tranviarie di Milano e Torino (121,8 e 64,6 km per 100 km2), le metropolitane di Milano e Brescia (48,9 e 25,6 km per 100 km2) e le reti filoviarie di La Spezia e Bologna (121,5 e 99,1 km per 100 km2).<br>Nel complesso, tuttavia, la dotazione infrastrutturale dei comuni capoluogo, dove risiede circa il 30% della popolazione nazionale, resta carente: in 81 citt\u00e0 (tre su quattro, fra cui Bari e Reggio di Calabria) l\u2019autobus \u00e8 l\u2019unica modalit\u00e0 di Tpl disponibile o rappresenta oltre il 99,0% dell\u2019offerta, mentre in altri 22 (fra cui Genova, Bologna, Firenze, Palermo, Messina, Catania e Cagliari) copre pi\u00f9 di due terzi dell\u2019offerta complessiva.<br>Soltanto sei citt\u00e0 dispongono di un\u2019offerta pi\u00f9 diversificata, con quote consistenti coperte dalle altre modalit\u00e0 di trasporto: Milano (dove il 65,1% \u00e8 fornito dalla metropolitana e un altro 15,3% da tram e filobus), Napoli (64,3% metropolitana, 7,1% tram, filobus e funicolare), Roma (56,9% metropolitana, 4,4% tram e filobus), Venezia (42,2% trasporti per vie d\u2019acqua, 9,8% tram), Brescia (40% metropolitana) e Torino (22,9% tram, 21,4% metropolitana).<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora in rinnovamento il parco circolante del Tpl<br>I servizi di autobus forniscono la maggior parte dell\u2019offerta di Tpl (il 53% dei posti-km, ma oltre il 90% fuori dalle citt\u00e0 metropolitane). Il rinnovamento del parco circolante gioca pertanto un ruolo centrale per la sostenibilit\u00e0 della mobilit\u00e0 urbana.<br>Anche su questo fronte, nel 2020, si osservano progressi, sebbene il numero dei veicoli in esercizio continui a diminuire (-3,8% sull\u2019anno precedente e -6,1% dal 2015).<br>La percentuale dei bus conformi allo standard Euro 6 (il pi\u00f9 avanzato, in vigore dal 31\/12\/2012) sale al 37,8%, quasi sei punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al 2019. Il resto del parco circolante si divide in parti uguali fra i veicoli Euro 5 (in vigore dal 31\/12\/2007, 31%) e quelli ancora pi\u00f9 obsoleti, in classe Euro 4 o inferiore (31,2%).<br>La tendenza \u00e8 positiva in tutte le ripartizioni, ma le differenze territoriali restano marcate: i bus Euro 6 sono il 41% del totale nel Nord, il 35,6% nel Centro e il 32,5% nel Mezzogiorno; quelli in classe Euro 4 o inferiore, viceversa, sono il 29,2% nel Nord, il 30,7% nel Centro e il 37% nel Mezzogiorno (ma il 46,8% nel Sud e solo il 21% nelle Isole).<\/p>\n\n\n\n<p>Bus a basse emissioni in aumento, ma ancora pochi nelle grandi citt\u00e0<br>Gli autobus a basse emissioni, con alimentazioni alternative al gasolio, sono il 30,8% del totale, in aumento di 2,7 punti percentuali rispetto all\u2019anno precedente e di 7,3 punti rispetto al 2015.<br>Si tratta prevalentemente di veicoli alimentati a metano o GPL, mentre gli autobus elettrici o ibridi sono ancora una piccola minoranza, pari al 4,6% del totale.<br>Tra il 2015 e il 2020, tuttavia, la flotta dei veicoli a gas \u00e8 cresciuta del 12,4%, mentre quella dei bus elettrici e ibridi \u00e8 quasi triplicata (+177,2%).<br>L\u2019incidenza dei veicoli a basse emissioni si differenzia poco fra le ripartizioni (32,6% nel Nord, 29,5% nel Centro e 28,2% nel Mezzogiorno) ma \u00e8 significativamente pi\u00f9 bassa nelle grandi citt\u00e0 (22,6% nei capoluoghi metropolitani, contro il 41,3% degli altri capoluoghi).<br>Fra i capoluoghi di citt\u00e0 metropolitana, tuttavia, la quota dei bus a basse emissioni \u00e8 molto variabile: supera il 60% a Bologna, Catania e Bari, mentre presenta valori molto inferiori alla media dei comuni capoluogo a Genova, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Reggio di Calabria, Messina e Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Impatto severo della pandemia su domanda e offerta di Tpl<br>Nel 2020 la domanda di Tpl registra un calo senza precedenti (-47,9% sul 2019), ancora pi\u00f9 accentuato nelle grandi citt\u00e0 (-49,3% nei capoluoghi di citt\u00e0 metropolitana) e nel Mezzogiorno (-53,4%).<br>Il valore medio si attesta a 100 passeggeri\/anno per abitante nell\u2019insieme dei comuni capoluogo, 148,5 nei capoluoghi metropolitani e 45,9 negli altri, in un quadro che resta caratterizzato da differenze territoriali molto marcate, con una media di 140,3 passeggeri per abitante nelle citt\u00e0 del Nord, 112,8 nel Centro e soltanto 28,2 nel Mezzogiorno.<br>Il calo dell\u2019offerta, bench\u00e9 pi\u00f9 contenuto, \u00e8 comunque eccezionale (-21,7% sull\u2019anno precedente), con cadute significativamente pi\u00f9 consistenti nelle citt\u00e0 del Centro e del Mezzogiorno (oltre -25%) rispetto a quelle del Nord (-19,2%), ma con poca differenza fra i capoluoghi di citt\u00e0 metropolitana e gli altri capoluoghi (-21,9% e -20,9%, rispettivamente).<br>Nel 2020, l\u2019offerta complessiva di Tpl nei comuni capoluogo \u00e8 pari a 3.622 posti-km per abitante (5.251 nei capoluoghi metropolitani, 1.804 negli altri), con una distribuzione caratterizzata, anche in questo caso, da forti disuguaglianze territoriali: 5.015 posti-km per abitante nelle citt\u00e0 del Nord, 3.737 nel Centro e 1.455 nel Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Aumenta la quota di offerta dei trasporti su ferro<br>Nella composizione dell\u2019offerta di Tpl continua a prevalere il trasporto su gomma: autobus e filobus rappresentano infatti il 54,7% del totale (ma oltre il 95% fuori dai capoluoghi metropolitani). Negli ultimi anni, tuttavia, il trasporto su ferro guadagna un po\u2019 di terreno: rispetto al 2015, la quota della metropolitana sale dal 31,1 al 35,6% e quella del tram dal 6,7 al 7,9%.<br>Tram e metropolitana coprono pi\u00f9 di met\u00e0 dell\u2019offerta nei capoluoghi di citt\u00e0 metropolitana (55,6%) e nelle citt\u00e0 del Centro (50,3%), si attestano al 45,3% nelle citt\u00e0 del Nord (superando il 60% nel Nord-ovest) e rappresentano solo il 18% dell\u2019offerta complessiva nel Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Continua lo sviluppo delle piste ciclabili<br>La crescita regolare e sostenuta delle piste ciclabili, osservata negli ultimi anni, prosegue anche nel 2020, con un incremento del 5,3% rispetto all\u2019anno precedente (+20,7% dal 2015).<br>Lo sviluppo complessivo delle piste raggiunge quasi 5mila km nell\u2019insieme nei comuni capoluogo, circa due terzi dei quali dispongono di almeno 10 km di ciclovie (fra questi, tutti i capoluoghi metropolitani tranne Reggio di Calabria, Catania e Cagliari).<br>Bench\u00e9 la crescita sia leggermente pi\u00f9 intensa nel Centro-sud (+6,1%), il divario territoriale resta molto ampio, con una dotazione particolarmente carente nelle grandi citt\u00e0 del Mezzogiorno.<br>Oltre il 70% della rete si concentra infatti nelle citt\u00e0 del Nord, dove la densit\u00e0 raggiunge 61,1 km per 100 km2 di superficie territoriale contro i 25,5 della media dei capoluoghi: quasi quattro volte il valore medio del Centro (16,1) e pi\u00f9 di dieci volte quello del Mezzogiorno (5,8).<br>La densit\u00e0 della rete \u00e8 mediamente pi\u00f9 alta nei capoluoghi metropolitani (38,1 km per 100 km2, contro i 22,6 degli altri capoluoghi), ma le differenze fra le grandi citt\u00e0 sono ancora pi\u00f9 ampie di quelle che si osservano fra le ripartizioni: le densit\u00e0 pi\u00f9 elevate si rilevano a Torino e Milano (149,9 e 161,3 km di piste ciclabili per 100 km2, rispettivamente), seguite da Bologna e Firenze con 110 e 91,5 km per 100 km2. All\u2019estremit\u00e0 opposta si collocano, invece, Genova, Reggio di Calabria, Messina e Catania, con densit\u00e0 molto inferiori alla media dei comuni capoluogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Crescono bike sharing e scooter sharing, battuta d\u2019arresto per il car sharing<br>La flotta del bike sharing (circa 39mila biciclette, il 71,5% delle quali utilizzate dai servizi a flusso libero) cresce del 14,1%, recuperando in gran parte il calo del 2019, ed \u00e8 presente in 53 capoluoghi (44 nel Centro-nord e nove nel Mezzogiorno).<br>I servizi di scooter sharing sono presenti solo in cinque grandi citt\u00e0 del Centro-nord con circa 7.500 motocicli e, bench\u00e9 meno diffusi, crescono in proporzione ancora maggiore, incrementando la propria flotta del 58,8% rispetto al 2019.<br>Nel 2020, i servizi di car sharing a flusso libero riducono la propria flotta del 15,7%, segnando la prima battuta d\u2019arresto dalla loro comparsa in Italia nel 2013. I veicoli gestiti dai servizi a postazione fissa, al contrario, aumentano del 15,8%, restando tuttavia assai meno numerosi (poco pi\u00f9 di 1.100, contro gli oltre 6mila dei servizi a flusso libero). Nel complesso, pertanto, il parco veicoli del car sharing si riduce dell\u201911,9% e diminuisce, per la prima volta, il numero delle citt\u00e0 in cui opera almeno una delle due modalit\u00e0 di servizio (da 36 a 34).<\/p>\n\n\n\n<p>I nuovi servizi di micromobilit\u00e0 elettrica ampliano l\u2019offerta di mobilit\u00e0 condivisa<br>L\u2019offerta complessiva di mobilit\u00e0 condivisa nei comuni capoluogo \u00e8 di 47 veicoli ogni 10mila abitanti, quasi il doppio dell\u2019anno precedente (26,3). La disponibilit\u00e0 si concentra nelle grandi citt\u00e0 (73,2 veicoli ogni 10mila abitanti nei capoluoghi metropolitani), ma cresce anche fra gli altri capoluoghi e in tutte le ripartizioni.<br>L\u2019espansione dell\u2019offerta si deve in gran parte ai nuovi servizi di micromobilit\u00e0, introdotti in via sperimentale in alcune citt\u00e0 nella seconda met\u00e0 del 2019 e basati sull\u2019impiego di monopattini elettrici, ma vi contribuiscono, in varia misura, come detto, anche tutte le altre modalit\u00e0 di mobilit\u00e0 condivisa, come bike sharing e scooter sharing, tranne il car sharing a flusso libero.<br>Nel 2020, i servizi di micromobilit\u00e0 elettrica sono presenti in 22 capoluoghi (11 nel Nord, cinque nel Centro e sei nel Mezzogiorno), con una flotta di quasi 30mila monopattini, pi\u00f9 numerosa di quella dei servizi di bike sharing a flusso libero, presenti nelle citt\u00e0 italiane dal 2017.<br>La crescita del bike sharing e la rapida diffusione dei servizi di micromobilit\u00e0 elettrica, in particolare, possono essere messe in relazione con lo sviluppo delle piste ciclabili, ma non si pu\u00f2 escludere, per tutti gli altri servizi di mobilit\u00e0 condivisa, l\u2019assorbimento di parte del deficit di domanda registrato dalle modalit\u00e0 tradizionali di Tpl.<\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori dettagli, <a href=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/REPORT-AMBIENTE-URBANO-2021.pdf\">clicca qui<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Istat<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo i dati diffusi da Istat in questi giorni, crolla la domanda di trasporto pubblico locale (-47,9% sul 2019), ma non si arrestano gli investimenti nella mobilit\u00e0 urbana.In crescita bus a basse emissioni, reti di tram e filobus. 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