{"id":75050,"date":"2023-05-16T09:31:27","date_gmt":"2023-05-16T07:31:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=75050"},"modified":"2023-05-16T09:51:19","modified_gmt":"2023-05-16T07:51:19","slug":"mobilita-degli-italiani-auto-e-trasporto-pubblico-restano-centrali-nuova-ricerca-condotta-da-aniasa-e-bain-company","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/mobilita-degli-italiani-auto-e-trasporto-pubblico-restano-centrali-nuova-ricerca-condotta-da-aniasa-e-bain-company\/","title":{"rendered":"Mobilit\u00e0 degli italiani: auto e trasporto pubblico restano centrali. Nuova ricerca condotta da ANIASA e Bain &amp; Company"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"240\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-300x240.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69010\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-400x320.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s-600x480.jpg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/53143316_s.jpg 774w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il mercato italiano dell\u2019auto sta gradualmente cambiando pelle, ancora molto lontano nei numeri dai livelli pre-COVID. Complici la crisi dei chip e la guerra in Ucraina, stiamo assistendo ad un ulteriore invecchiamento del parco circolante, con emissioni in aumento. Soffrono le compatte, che nel 2022 hanno perso il 22%, mentre i segmenti lusso crescono. Il noleggio a lungo termine si conferma canale privilegiato nella gestione della transizione, consentendo a tutti, privati e flotte, di ridurre i rischi dell\u2019incertezza con costi certi e predeterminati. Le auto elettriche arretrano, confermandosi la soluzione giusta per pochi, che risiedono principalmente nelle grandi citt\u00e0. Grazie a costi di produzione pi\u00f9 competitivi, i costruttori dell\u2019Est (Europa e asiatici) conquisteranno nei prossimi anni crescenti fette di mercato (in Italia il 4% al 2030), a scapito dei brand tradizionali del \u201cvecchio continente\u201d. Dal 2015 ad oggi l\u2019Europa ha perso la produzione sul proprio territorio di 5 milioni e 300mila vetture, oggi prodotte per lo pi\u00f9 in Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste le principali evidenze del nuovo studio condotto da ANIASA e Bain &amp; Company \u201cIl vento dell\u2019Est soffia sull\u2019automotive\u201d, l\u2019indagine annuale sulla mobilit\u00e0 degli italiani presentata nel corso della conferenza stampa annuale dell\u2019Associazione tenutasi a Milano, che ha evidenziato come il settore automotive sia destinato a cambiare molto pi\u00f9 di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni. Non solo nuovi modelli, anche nuove motorizzazioni (BEV, HEV), nuovi produttori (dall\u2019Est), nuovi modelli di business, nuovi mix di segmenti (pi\u00f9 grandi), nuovi canali (noleggio).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli italiani sono disorientati (anche dai tempi di consegna molto posticipati), rimandano l\u2019acquisto dell\u2019auto e per lo pi\u00f9 finiscono per tenersi la propria, come confermato dal drastico crollo delle rottamazioni (-30% nel 2022 vs 2021), con quasi mezzo milione in meno di vetture rottamate. La naturale conseguenza di questi fattori \u00e8 una crescita continua del parco circolante, nonch\u00e9 della sua et\u00e0 media, che ormai ha raddoppiato i livelli di 20 anni fa, superando i 12 anni di et\u00e0 per vettura. E quando gli italiani devono proprio cambiare l\u2019auto, preferiscono sempre di pi\u00f9 noleggiarla anzich\u00e9 acquistarla.<\/p>\n\n\n\n<p>La progressiva elettrificazione sta portando ad un graduale disimpegno dei Costruttori tradizionali dal segmento delle utilitarie. Il segmento A, storicamente molto rilevante in Italia, con quote pari ad un quinto del mercato, ha iniziato ad arretrare, fino a toccare quota 15%, a beneficio dei segmenti auto pi\u00f9 grandi (e costosi). Crolla quindi, almeno per il momento, il falso mito delle piccole elettriche da citt\u00e0: ad oggi i veicoli elettrici ottengono la quota maggiore nei segmenti di vetture medio-grandi. Nelle immatricolazioni del primo trimestre del 2023, la quota BEV nelle vetture medie e grandi \u00e8 pari a circa il 13% del totale mercato, contro il 2,6% nelle compatte. Le BEV si confermano, inoltre, pi\u00f9 concentrate nelle grandi citt\u00e0. A vincere sono sempre i motori benzina e le auto ibride mild. In termini geografici, il panorama rimane molto frammentato: ad abbassare la media delle EV si conferma il Sud Italia, che non va oltre il 5-6% del totale mercato se si sommano BEV e PHEV. Il mercato europeo non se la passa molto meglio, avendo chiuso in negativo del 3,9%, ma con le BEV che salgono dal 10,8% al 14,7% di quota; a trainare sono Germania e Regno Unito, con Italia e Spagna fanalini di coda.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi conferma la centralit\u00e0 della sostenibilit\u00e0 economica come fattore determinante nelle abitudini di consumo degli italiani: auto e trasporto pubblico sono vincenti grazie alla loro convenienza e flessibilit\u00e0 per tutti i fini di mobilit\u00e0. Sebbene il loro utilizzo sia previsto in ulteriore espansione anche nel 2023 (insieme alla bici), la sofferenza del mercato \u2013 che si traduce in un calo delle immatricolazioni \u2013 \u00e8 confermata dalla minore propensione all\u2019acquisto da parte degli italiani. Quasi il 60% della popolazione, infatti, non ha preso in considerazione, lo scorso anno, l\u2019acquisto di un bene costoso come l\u2019auto, principalmente per motivi legati all\u2019incertezza economica. In questo contesto, dunque, incentivi e sconti aggiuntivi, se ben orchestrati, sono l\u2019unico elemento che potrebbe far prendere in considerazione l\u2019acquisto di una nuova auto.<\/p>\n\n\n\n<p>In risposta alle esigenze di sostenibilit\u00e0 economica dei consumatori, il mercato italiano sta quindi diventando sempre pi\u00f9 appannaggio di Costruttori dell\u2019Est, sia asiatici che dell\u2019Est Europa, in grado di produrre auto a costi pi\u00f9 competitivi. Per conquistare il mercato del Vecchio Continente, questi operatori stanno sfruttando nuove catene di fornitura, ma anche soluzioni creative, riposizionandosi nel frattempo su un segmento pi\u00f9 premium, in linea con la domanda del mercato europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla Cina si stanno affacciando nuovi attori nativi EV, non solo nella parte di mercato mainstream, ma anche nei segmenti top. Non a caso, alcuni brand asiatici hanno gi\u00e0 scalato molte delle prime posizioni nelle vendite globali di vetture elettrificate, scavalcando anche Tesla.<\/p>\n\n\n\n<p>La classifica dei principali produttori di vetture elettrificate \u00e8 costellata di marchi cinesi, che hanno ormai tolto il podio ai player storici: BYD \u00e8 il primo produttore di auto elettrificate al mondo (Tesla mantiene il gradino pi\u00f9 alto nelle BEV). Il grosso delle vendite si registra in Cina, ma la quota in Europa \u00e8 in progressivo aumento. Lo spostamento dell\u2019assetto verso l\u2019Oriente \u00e8 particolarmente evidente anche sulle quote di produzione, dove l\u2019Europa ha ceduto lo scettro di principale produttore alla Cina, che gi\u00e0 oggi ha raggiunto il 4\u00b0 posto nella classifica dei Paesi che hanno registrato il maggior numero di brevetti in Europa, con l\u2019Italia solo undicesima.<\/p>\n\n\n\n<p>I costruttori dell\u2019Est (Europa e asiatici) conquisteranno nei prossimi anni crescenti fette di mercato (in Italia il 4% al 2030), a scapito dei brand tradizionali del Vecchio Continente. Dal 2015 ad oggi l\u2019Europa ha perso la produzione sul proprio territorio di 5 milioni e 300mila vetture, oggi prodotte per lo pi\u00f9 in Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Clickmobility<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato italiano dell\u2019auto sta gradualmente cambiando pelle, ancora molto lontano nei numeri dai livelli pre-COVID. 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