{"id":75175,"date":"2023-05-25T08:55:11","date_gmt":"2023-05-25T06:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=75175"},"modified":"2023-05-25T08:55:12","modified_gmt":"2023-05-25T06:55:12","slug":"presentato-il-rapporto-mobilitaria-2023-accelerare-la-transizione-nei-trasporti-contro-la-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/presentato-il-rapporto-mobilitaria-2023-accelerare-la-transizione-nei-trasporti-contro-la-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Presentato il Rapporto MobilitAria 2023: accelerare la transizione nei trasporti contro la crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-medium\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Infrastrutture-e-mobilita\u0300-sostenibili-300x169.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-59399\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Infrastrutture-e-mobilita\u0300-sostenibili-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Infrastrutture-e-mobilita\u0300-sostenibili-400x225.jpeg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Infrastrutture-e-mobilita\u0300-sostenibili-600x338.jpeg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Infrastrutture-e-mobilita\u0300-sostenibili.jpeg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2022, un anno ancora di transizione post biennio 2020-2021 di fase acuta della pandemia da Covid19, si \u00e8 registrata una risalita della mobilit\u00e0 urbana. Il trasporto pubblico stenta a riprendersi dalla drastica riduzione dei passeggeri, in seguito alle limitazioni sanitarie. L\u2019auto \u00e8 rimasta la protagonista degli spostamenti urbani, non raggiungendo i livelli 2019 influenzati da lavoro agile e smart working.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, per la mobilit\u00e0 attiva a piedi e in bicicletta \u00e8 ancora da verificare la sua crescita nei prossimi anni.<br>Ai necessari obiettivi di riduzione dei gas inquinanti, della congestione, dell\u2019incidentalit\u00e0 e della mortalit\u00e0 stradale si aggiungono gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 che vanno perseguiti con urgenza, verso le citt\u00e0 a zero emissioni al 2050.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019anno il Rapporto \u201cMobilitAria 2023\u201d, realizzato da Kyoto Club e dell\u2019Istituto sull\u2019Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), analizza i dati della mobilit\u00e0 e della qualit\u00e0 dell\u2019aria al 2022 nelle 14 citt\u00e0 metropolitane italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>MobilitAria 2023 affronta questi temi in modo dettagliato grazie a: un\u2019analisi e alle proposte di Kyoto Club e CNR-IIA per la mobilit\u00e0 sostenibile e la decarbonizzazione verso citt\u00e0 a zero emissioni; una riflessione su come sar\u00e0 la nuova Direttiva europea sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria e come impatter\u00e0 la sua applicazione sulle grandi citt\u00e0 italiane; uno sguardo all\u2019obiettivo 2020-2030 verso citt\u00e0 a zero emissioni, insieme a un\u2019analisi sulla mobilit\u00e0 sostenibile nelle 14 grandi citt\u00e0, considerando gli obiettivi da perseguire, a partire dalla situazione odierna; un\u2019analisi delle risposte dei PUMS (Piani Urbani della Mobilit\u00e0 Sostenibile) per citt\u00e0 a misura di mobilit\u00e0 sostenibile. Oltre a queste analisi, il rapporto contiene cinque contributi esterni, elaborati da esperti, due di questi offrono un focus europeo, e altri approfondimenti sulle citt\u00e0 sicure e a misura d\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per le passate edizioni, nello studio si analizza la qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle 14 grandi citt\u00e0 italiane nell\u2019anno 2022 e il trend delle concentrazioni e dei superamenti nel periodo 2006-2022 e sono state analizzate le concentrazioni degli inquinanti. Rispetto al 2021, in quasi tutte le citt\u00e0, sono aumentate le concentrazioni di biossido di azoto (NO2). In tutte le citt\u00e0 analizzate, la concentrazione media annua del PM10 nell\u2019anno 2022 \u00e8 al di sotto dei limiti e, rispetto al 2021, si \u00e8 delineata una situazione ben differenziata: cinque citt\u00e0 del sud vedono i valori di concentrazioni delle stazioni di traffico in discesa e sei le citt\u00e0 a nord che riscontrano una risalita, Napoli e Roma non subiscono cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Permangono ancora diverse citt\u00e0 che superano pi\u00f9 di 35 volte il limite giornaliero del PM10 nell\u2019arco di un anno.<br>Sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, dai dati analizzati nel Rapporto, confrontando i valori medi annui registrati nelle citt\u00e0 metropolitane nel 2022 con i valori degli obiettivi al 2030 della Commissione europea, risulta che quasi tutte le citt\u00e0 si trovano esposte a concentrazioni di inquinanti superiori a quelle attese. Tali superamenti si riferiscono ai limiti per il biossido di azoto NO2 e il particolato PM10 e PM2,5, che si discostano di molto dalle soglie individuate dalla nuova Direttiva europea e dai limiti raccomandati dall\u2019OMS. Questo ci fa comprendere come le citt\u00e0 dovranno adottare nei prossimi anni politiche di decarbonizzazione dei trasporti per il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria pi\u00f9 lungimiranti e pi\u00f9 ambiziose. Dichiara Francesco Petracchini, Direttore CNR-IIA.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Rapporto emerge inoltre che, in termini di emissioni di gas serra, il contributo dei trasporti \u00e8 significativo.<br>Come si rileva infatti dall\u2019approfondimento sulle nove citt\u00e0 italiane candidate a raggiungere zero emissioni al 2030 la media complessiva delle 9 citt\u00e0 in termini di emissioni derivanti dal settore dei trasporti \u00e8 il 23,5% sul totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Novit\u00e0 del Rapporto 2023 \u00e8 l\u2019indice sintetico della distanza delle 14 grandi citt\u00e0 prese in esame, a come sono attualmente e con gli interventi in corso di attuazione, rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione e vivibilit\u00e0 urbana attraverso lo sviluppo della mobilit\u00e0 sostenibile al 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi \u2013 che ha utilizzato un modello dell\u2019Agenzia Europea Ambiente \u2013 ha preso in esame la media dei valori su cinque indicatori chiave per ogni citt\u00e0 sulla situazione in atto (trasporto pubblico, mobilit\u00e0 attiva a piedi e in bicicletta, mobilit\u00e0 condivisa, tasso di motorizzazione e ripartizione modale) da cui deriva una valutazione complessiva dello stato della situazione. Emerge un numero per ogni citt\u00e0 che<br>dimostra la distanza tra la situazione odierna ed il 2030, che corrisponde al \u201cDeficit di mobilit\u00e0 sostenibile\u201d di ognuna delle 14 citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo numero \u00e8 stata poi stilata la \u201cclassifica\u201d in ordine crescente del Deficit di mobilit\u00e0 sostenibile, al fine di confrontare la situazione delle diverse citt\u00e0, sia complessiva e sia ripartita tra i cinque indicatori: trasporto pubblico potenziato e non inquinante, mobilit\u00e0 attiva, mobilit\u00e0 condivisa, tasso di motorizzazione e ripartizione modale. Ricordiamo che tra gli obiettivi al 2030 vi \u00e8 quello di dimezzare il tasso di veicoli in circolazione per ogni citt\u00e0, far crescere ed elettrificare il trasporto pubblico, puntare sull\u2019aumento della mobilit\u00e0 ciclabile e pedonale, il riequilibrio della ripartizione modale vero i sistemi sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa classifica, come emerge dall\u2019indice sintetico rispetto all\u2019obiettivo europeo 2030, troviamo Milano che con -32% si avvicina di pi\u00f9 ai target, contrariamente a Catania, che \u00e8 la pi\u00f9 lontana con \u2013 76% ed un grave deficit di mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Se entriamo nel merito dei diversi cinque indicatori emerge che: Milano risulta essere la pi\u00f9 vicina al target europeo sul fronte della mobilit\u00e0 condivisa, ripartizione modale e trasporto pubblico, ma \u00e8 ancora distante se prendiamo in esame la motorizzazione privata e la mobilit\u00e0 attiva. Catania risulta essere all\u2019ultimo posto sul fronte della mobilit\u00e0 condivisa (-99%) e mobilit\u00e0 attiva (-98%), oltre che -77% relativamente al trasporto pubblico e -57% sulla ripartizione modale. Firenze, Torino, Venezia, Bologna, Roma e Napoli stanno nella prima met\u00e0 della classifica e si avvicinano all\u2019obiettivo sul fronte della ripartizione modale, ma sono ben distanti in genere ancora per<br>il trasporto pubblico, mobilit\u00e0 attiva e mobilit\u00e0 condivisa. Infine, Cagliari, Genova, Messina, Bari, Palermo e Reggio Calabria sono tutte nella parte bassa della classifica e sono agli ultimi posti soprattutto per trasporto pubblico, mobilit\u00e0 condivisa e mobilit\u00e0 attiva, ovviamente ciascuna con le proprie specificit\u00e0 e punti di debolezza<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Ferpress<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2022, un anno ancora di transizione post biennio 2020-2021 di fase acuta della pandemia da Covid19, si \u00e8 registrata una risalita della mobilit\u00e0 urbana. Il trasporto pubblico stenta a riprendersi dalla drastica riduzione dei passeggeri, in seguito alle limitazioni sanitarie. 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