{"id":84683,"date":"2025-05-23T09:09:18","date_gmt":"2025-05-23T07:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=84683"},"modified":"2025-05-23T09:20:35","modified_gmt":"2025-05-23T07:20:35","slug":"pubblicato-mobilitaria-2025-mobilita-sostenibile-lontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/pubblicato-mobilitaria-2025-mobilita-sostenibile-lontana\/","title":{"rendered":"Pubblicato MobilitAria 2025: mobilit\u00e0 sostenibile lontana"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"271\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-400x271.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79349\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-400x271.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-768x520.jpg 768w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-1536x1040.jpg 1536w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-2048x1387.jpg 2048w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-1568x1062.jpg 1568w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2024 l\u2019andamento della mobilit\u00e0 nelle principali citt\u00e0 italiane \u00e8 generalmente tornato alla situazione precedente alla pandemia Covid-19. La mobilit\u00e0 urbana \u00e8 ripresa, l\u2019auto \u00e8 rimasta protagonista degli spostamenti urbani e il tasso di motorizzazione, il pi\u00f9 elevato in UE, ha continuato ad aumentare in Italia e nelle principali citt\u00e0 del nostro Paese. \u201cQuesto contesto di transizione costituisce un elemento di preoccupazione, perch\u00e9 ai necessari obiettivi per ridurre inquinamento, congestione, incidentalit\u00e0 e mortalit\u00e0 sulle strade, diventano sempre pi\u00f9 urgenti azioni che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A dirlo \u00e8 il Rapporto \u201cMobilitAria 2025\u201d, realizzato da Kyoto Club e dall\u2019Istituto sull\u2019Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), che analizza i dati della mobilit\u00e0 e della qualit\u00e0 dell\u2019aria al 2024 nelle 14 citt\u00e0 metropolitane italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto affronta questi temi in modo dettagliato grazie a: un\u2019analisi e alle proposte di Kyoto Club e CNR-IIA per la mobilit\u00e0 sostenibile e la verso citt\u00e0 a zero emissioni, un focus delle misure nazionali per finanziare interventi a favore della mobilit\u00e0 sostenibile, uno sguardo sul recepimento della Direttiva europea 2024\/2881 sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Novit\u00e0 di MobilitAria 2025 \u00e8 l\u2019analisi del gender gap nel settore della mobilit\u00e0: un focus interessante su mobilit\u00e0 e genere, a confronto con le esperienze europee di Vienna e Barcellona che mostrano la strada, integrando da anni ormai la prospettiva di genere nelle politiche urbane.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio fotografa un\u2019Italia urbana in stallo sul fronte della mobilit\u00e0 sostenibile e, in alcuni casi, in regressione. Dopo anni di progressi moderati, la qualit\u00e0 dell\u2019aria continua ad avere diverse criticit\u00e0, soprattutto in vista dell\u2019entrata in vigore della nuova direttiva e le emissioni di CO2 legate al settore dei trasporti sono fra le poche che continuano ad aumentare secondo i dati Ispra. ll settore \u00e8 l\u2019unico nel 2024 a contribuire pi\u00f9 alla crisi climatica di quanto non facesse nel 1990, nonostante i proclami sulla transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto dell\u2019edizione 2024 gi\u00e0 proponeva una stima dell\u2019impatto sanitario dell\u2019inquinamento dell\u2019aria. Impatto sanitario, che ricordiamo, ha un\u2019importante ricaduta economica. L\u2019Italia, come sottolineano i dati del Rapporto 2025, si conferma maglia nera in Europa per decessi prematuri attribuibili agli inquinanti PM2.5, NO\u2082 e O\u2083. Secondo i dati EEA del 2022, sono state 48.600 le morti per PM2.5, 9.600 per NO2 e 13.600 morti per O\u2083 (numeri che collocano il nostro Paese al primo posto nell\u2019UE27 per PM2.5 e NO2), nonch\u00e9 uno dei paesi europei con il maggior impatto sulla salute associato all\u2019esposizione da questi 3 inquinanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro resta cupo, ma non mancano segnali incoraggianti. A Bologna, si registra un netto calo del biossido di azoto (NO\u2082), con una riduzione del 35% in un solo anno (da 43 a 28 \u00b5g\/m\u00b3). \u00c8 il miglior risultato tra le 14 grandi citt\u00e0 analizzate. Altrove, i miglioramenti sono minimi (dal 3% al 20%) e alcune citt\u00e0, come Bari e Venezia, hanno visto un peggioramento (+4%). Cagliari, Napoli e Messina registrano valori invariati. Solo Catania (4 superamenti) e Napoli (1) hanno registrato superamenti orari del NO\u2082.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il PM10, le concentrazioni medie delle citt\u00e0 metropolitane restano nei limiti normativi, ma persistono criticit\u00e0 nell\u2019area padana e in alcune citt\u00e0 del sud (Catania, Napoli e Cagliari) per il superamento del limite giornaliero del PM10. Il PM2.5 resta sotto la soglia normativa in tutte le citt\u00e0, ma lontano dai valori raccomandati dall\u2019OMS.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle possibili concause dell\u2019assenza di progressi \u00e8 la crescita record del tasso di motorizzazione: nei grandi centri urbani italiani ci sono dalle 2,5 alle 4 volte pi\u00f9 auto rispetto a quanto auspicabile per una mobilit\u00e0 sostenibile, configurando un uso privatistico dello spazio pubblico che impedisce riforme strutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo delle infrastrutture ciclabili \u00e8 praticamente fermo, complice l\u2019esaurimento dei fondi del PNRR, mentre la mobilit\u00e0 condivisa subisce contraccolpi da scelte politiche restrittive, in particolare contro i monopattini. Anche la quota di veicoli elettrici cresce lentamente e resta molto lontana dai tassi a doppia cifra di molti Paesi europei.<\/p>\n\n\n\n<p>La Legge di Bilancio 2025, infatti, non prevede nuovi fondi per lo sviluppo di metropolitane, tramvie e busvie veloci, n\u00e9 per la mobilit\u00e0 ciclistica e le ciclovie turistiche, con tagli significativi ai fondi esistenti. Al contrario, sono stati stanziati ulteriori 1,5 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina, portando il totale a oltre 13 miliardi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico ambito in cui si registra una certa continuit\u00e0 sono i progetti di re-infrastrutturazione del trasporto pubblico nelle grandi citt\u00e0, ma i fondi PNRR non hanno quasi toccato i centri urbani piccoli e medi, e si avvicina rapidamente la scadenza delle risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019anno Mobilitaria propone un indice sintetico per valutare la distanza delle citt\u00e0 italiane dall\u2019obiettivo 2030 di mobilit\u00e0 sostenibile. L\u2019indice aggrega otto dimensioni chiave: trasporto pubblico non inquinante, mobilit\u00e0 ciclabile, mobilit\u00e0 condivisa, tasso di motorizzazione, elettrificazione dei veicoli privati, qualit\u00e0 dell\u2019aria, impatto sanitario e sicurezza stradale.<\/p>\n\n\n\n<p>Milano \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 vicina al raggiungimento degli standard europei di mobilit\u00e0 sostenibile, nonostante i problemi in termini di qualit\u00e0 dell\u2019aria rispetto agli obiettivi europei al 2030. Ultima in classifica Catania, che ha anche il tasso di motorizzazione pi\u00f9 elevato: nella citt\u00e0 etnea ci sono in circolazione pi\u00f9 auto e moto che persone. Gran parte dei grandi centri del Mezzogiorno mostrano notevoli deficit di mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Una novit\u00e0 importante dell\u2019edizione 2025 riguarda l\u2019analisi del gender gap nella mobilit\u00e0. I dati rivelano differenze significative tra uomini e donne negli spostamenti urbani. A Roma una prima indagine 2024 elaborata da RSM dimostra che le donne fanno pi\u00f9 spostamenti in genere pi\u00f9 brevi, camminano di pi\u00f9 ed usano di pi\u00f9 il trasporto pubblico rispetto ai maschi. Un autentico gender gap esiste nella mortalit\u00e0 ed incidentalit\u00e0, dove i maschi sono circa il 75% delle vittime, segno di una guida imprudente e veloce. Line Guida UE ed esperienze europee come Vienna e Barcellona mostrano la strada, integrando da anni la prospettiva di genere nelle politiche urbane e di mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce dei dati del Rapporto MobilitAria 2025, Kyoto Club e CNR-IIA propongono una serie di interventi urgenti per rilanciare la mobilit\u00e0 sostenibile e migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle citt\u00e0 italiane. \u00c8 necessario un deciso cambio di rotta, a partire da una revisione profonda del Codice della Strada che riconosca il diritto delle citt\u00e0 a regolare traffico, velocit\u00e0 e sicurezza, introducendo strumenti efficaci come le \u201cCitt\u00e0 30\u201d, le ZTL dinamiche e una regolazione avanzata degli accessi. Serve una politica nazionale che punti chiaramente al riequilibrio modale, dimezzando l\u2019uso dell\u2019auto privata e investendo sul trasporto pubblico elettrico, sulle reti tranviarie e metropolitane, sulla ciclabilit\u00e0 e sulla mobilit\u00e0 condivisa, oggi frenata da scelte miopi e arretrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 devono essere messe nelle condizioni di adottare misure strutturali, con nuovi fondi per il trasporto pubblico, piani decennali per le infrastrutture su ferro e investimenti stabili per ciclovie e mobilit\u00e0 attiva. Va favorita l\u2019elettrificazione del parco veicolare e potenziata la logistica urbana a basse emissioni. \u00c8 cruciale infine recepire con coraggio la nuova Direttiva europea sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, rafforzando il monitoraggio ambientale, migliorando l\u2019informazione pubblica e promuovendo politiche locali coerenti e coordinate.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Eco dalle Citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2024 l\u2019andamento della mobilit\u00e0 nelle principali citt\u00e0 italiane \u00e8 generalmente tornato alla situazione precedente alla pandemia Covid-19. 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