{"id":87480,"date":"2025-12-18T10:36:32","date_gmt":"2025-12-18T09:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=87480"},"modified":"2025-12-18T10:36:33","modified_gmt":"2025-12-18T09:36:33","slug":"pubblicato-il-nuovo-report-pendolaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/pubblicato-il-nuovo-report-pendolaria\/","title":{"rendered":"Pubblicato il nuovo report Pendolaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"582\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pendolaria-400x582.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-87481\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pendolaria-400x582.png 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pendolaria-206x300.png 206w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pendolaria-768x1118.png 768w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pendolaria.png 980w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Pubblicato il nuovo Rapporto Pendolaria \u2013 20\u00aa edizione di Legambiente che documenta un sistema dei trasporti segnato da scelte politiche sbilanciate, sottofinanziamento cronico e ricadute sempre pi\u00f9 pesanti su famiglie, lavoratori e studenti. Mentre le grandi opere stradali monopolizzano il dibattito pubblico, il servizio ferroviario quotidiano si deteriora: crescono gli impatti degli eventi meteo estremi sui trasporti (26 solo nel 2025) e aumenta il numero di persone che non pu\u00f2 permettersi di muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri del Fondo Nazionale Trasporti parlano chiaro: le risorse destinate al trasporto pubblico su ferro e gomma sono oggi inferiori a quelle del 2009 e non sono mai state pienamente reintegrate dopo i tagli del 2010. In valori assoluti si \u00e8 passati da 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 4,9 miliardi nel 2020, con un lieve recupero a 5,18 miliardi nel 2024. Ma se si considera l\u2019inflazione, il Fondo vale oggi il 35% in meno rispetto al 2009 e, senza interventi correttivi, nel 2026 la perdita salir\u00e0 al 38%. Per tornare ai livelli reali di spesa di oltre quindici anni fa sarebbero necessari almeno 3 miliardi in pi\u00f9 di quanto oggi previsto.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altro canto, la legge di Bilancio 2026 non rafforza il Fondo e, al contrario, definanzia tre interventi cruciali per le aree urbane a pi\u00f9 alta domanda di mobilit\u00e0: 425 milioni di euro sottratti alla metro C di Roma (tratta Piazzale Clodio\u2013Farnesina), lo stop al prolungamento della M4 di Milano fino a Segrate e al collegamento ferroviario Afragola\u2013Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, la politica infrastrutturale ha inoltre continuato a privilegiare grandi opere stradali e autostradali, con conseguenze negative su economia, ambiente e clima. Questa impostazione ha drenato risorse dalle aree urbane e metropolitane, dove si concentra la domanda di mobilit\u00e0 quotidiana, contribuendo a rendere marginale il tema del finanziamento del trasporto pubblico locale.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia si costruiscono infatti in media solo 2,85 chilometri all\u2019anno di nuove metropolitane e 1,28 chilometri di tranvie. Le reti metropolitane italiane si fermano complessivamente a 271,7 chilometri, contro i 680 del Regno Unito, i 657 della Germania e i 620 della Spagna. Il confronto con il Ponte sullo Stretto \u00e8 emblematico: con 5,4 miliardi di euro \u2013 l\u2019investimento complessivo previsto per la realizzazione e il prolungamento di 29 linee tranviarie in 11 citt\u00e0 italiane, pari a circa 250 chilometri di rete \u2013 sarebbe possibile costruire un sistema di mobilit\u00e0 urbana efficiente, accessibile e coerente con gli obiettivi climatici. Una cifra pari a circa un terzo del costo del Ponte (15 miliardi di euro per soli 3 chilometri), ma con un impatto sulla vita quotidiana di milioni di persone incomparabilmente superiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 2010 al 2025 Legambiente, attraverso l\u2019Osservatorio Citt\u00e0 Clima, ha censito 229 eventi meteo estremi (26 di questi solo nel 2025) che hanno causato interruzioni del servizio ferroviario: allagamenti, frane, cedimenti dei rilevati e ondate di calore. Roma \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 colpita, seguita da Milano e Napoli. Il Ministero stima che entro il 2050 i danni su infrastrutture e mobilit\u00e0 raggiungeranno 5 miliardi di euro l&#8217;anno, tra lo 0,33% e lo 0,55% del PIL italiano. Senza misure di adattamento, il conto continuer\u00e0 a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto lancia con il focus sulla transport poverty, un fenomeno in forte crescita che trasforma la mobilit\u00e0 da diritto a fattore di esclusione sociale ed economica. La condizione viene misurata attraverso il peso della spesa per i trasporti sul bilancio familiare: secondo un report della Commissione europea, superare il 6% indica una situazione di vulnerabilit\u00e0. In Italia la spesa media arriva al 10,8% del budget mensile delle famiglie, ben oltre la soglia europea.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019et\u00e0 media dei treni regionali continua a diminuire, scendendo a 14,7 anni, mentre cala la quota di convogli con oltre quindici anni di servizio. Nel 2024 cresce il numero dei viaggiatori giornalieri, che arrivano a 2 milioni e 538mila. Sul fronte infrastrutturale si registra la conclusione delle elettrificazioni delle linee Isernia\u2013Guardiaregia, Montebelluna\u2013Feltre\u2013Belluno e Treviso\u2013Montebelluna, oltre al raddoppio della Pistoia\u2013Montecatini e al quadruplicamento della Genova Voltri\u2013Sampierdarena. Tra le buone pratiche, il successo del nuovo servizio Milano-Trento-Bolzano; a Firenze il progetto \u201cTi porta Firenze\u201d che riduce i costi dell\u2019abbonamento ai mezzi pubblici fino all\u201980%, con risparmi fino a 170 euro l\u2019anno; a Bologna la riqualificazione in chiave di adattamento ai cambiamenti climatici di via Riva di Reno grazie al passaggio della linea rossa del tram.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le proposte di Legambiente, c\u2019\u00e8 il rifinanziamento strutturale del trasporto pubblico su ferro e urbano, insieme a un rafforzamento del ruolo del MIT sulla qualit\u00e0 del servizio. Serve riportare il Fondo Nazionale Trasporti ai livelli reali del 2009 e investire su pi\u00f9 treni e pi\u00f9 corse nelle aree urbane e suburbane. Occorre potenziare le frequenze, passando da 30 minuti a 4\u20138 minuti nelle ore di punta, e raddoppiare i viaggi giornalieri da 6 a 12 milioni entro il 2035. A questo si affiancano politiche tariffarie integrate, con abbonamenti unici sul modello tedesco e spagnolo, incentivi all\u2019uso del TPL, la riforma fiscale della shared mobility, il ripensamento degli spazi urbani con Low Emission Zones e citt\u00e0 dei 15 minuti, lo sviluppo della mobilit\u00e0 elettrica, a prescindere dalla scadenza del 2035, e un piano per lo shift modale del trasporto merci, rafforzando Sea Modal Shift (il vecchio Marebonus) e Ferrobonus.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per i soci di TTS Italia, il report \u00e8 disponibile in area riservata: cartella &#8220;Libreria-Europe&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Legambiente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato il nuovo Rapporto Pendolaria \u2013 20\u00aa edizione di Legambiente che documenta un sistema dei trasporti segnato da scelte politiche sbilanciate, sottofinanziamento cronico e ricadute sempre pi\u00f9 pesanti su famiglie, lavoratori e studenti. 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