{"id":88143,"date":"2026-02-11T09:44:13","date_gmt":"2026-02-11T08:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=88143"},"modified":"2026-02-11T09:44:15","modified_gmt":"2026-02-11T08:44:15","slug":"pubblicato-malaria-di-citta-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/pubblicato-malaria-di-citta-2026\/","title":{"rendered":"Pubblicato Mal\u2019Aria di citt\u00e0 2026"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/news-400x360.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-88144\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/news-400x360.png 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/news-300x270.png 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/news-768x691.png 768w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/news.png 1032w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo smog nelle citt\u00e0 italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10, contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati pi\u00f9 positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e pi\u00f9 stringenti limiti europei sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria, l&#8217;Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe fuorilegge il 53% delle citt\u00e0 per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l&#8217;NO2. Un allert preoccupante a cui si aggiunge anche la nuova procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea nei confronti dell\u2019Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell&#8217;inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. La quarta che si aggiunge alle tre gi\u00e0 aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria (AQD).<\/p>\n\n\n\n<p>A scattare questa fotografia \u00e8 il nuovo rapporto &#8220;Mal&#8217;Aria di citt\u00e0 2026&#8221; di Legambiente, che fa il punto sullo stato della qualit\u00e0 dell&#8217;aria nei capoluoghi di provincia italiani. Al Governo l\u2019associazione ambientalista torna a chiedere di rafforzare \u2013 e non indebolire \u2013 le politiche per la qualit\u00e0 dell&#8217;aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive \u2013 trasporti, riscaldamento domestico, industrie, agricoltura e allevamenti intensivi \u2013 e garantendo risorse adeguate, soprattutto nei territori pi\u00f9 esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare ulteriormente l&#8217;obiettivo 2030.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I dati 2025<\/strong><br>Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all&#8217;anno. La maglia nera quest&#8217;anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come gi\u00e0 avvenuto negli ultimi anni, nessuna citt\u00e0 supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo scenario al 2030<\/strong><br>La fotografia cambia radicalmente quando si guarda ai nuovi limiti che entreranno in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria: il 53% dei capoluoghi italiani (55 citt\u00e0 su 103) non rispetta gi\u00e0 ora il limite previsto per il PM10 di 20 microgrammi per metro cubo al 2030. Le situazioni pi\u00f9 distanti dall&#8217;obiettivo si registrano a Cremona, dove serve una riduzione del 35%, seguita da Lodi con il 32%, Cagliari e Verona con il 31%, Torino e Napoli con il 30%. La situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 critica per il PM2.5, dove 68 citt\u00e0 su 93, pari al 73%, hanno una media annuale superiore a 10 microgrammi per metro cubo. I casi pi\u00f9 problematici sono Monza, che ha una media annuale attuale di 25 microgrammi per metro cubo e dovrebbe ridurre le concentrazioni del 60%, Cremona con il 55%, Rovigo con il 53%, Milano e Pavia con il 50%, Vicenza sempre con il 50%. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 citt\u00e0 su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni pi\u00f9 distanti dall&#8217;obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I trend di diminuzione<\/strong><br>Il dato pi\u00f9 preoccupante \u00e8 la lentezza con cui molte citt\u00e0 stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno. Questa edizione di Mal&#8217;Aria ha analizzato i dati di PM10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni citt\u00e0 e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 citt\u00e0 analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di PM10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l&#8217;obiettivo mantenendo l&#8217;attuale ritmo di riduzione: Cremona potrebbe scendere solo a 27 \u00b5g\/mc, Lodi a 25, Verona a 27, Cagliari a 26. Situazione critica anche per Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 \u00b5g\/mc) che potrebbero rimanere tra i 23 e i 27 \u00b5g\/mc. Potrebbero invece centrare l&#8217;obiettivo citt\u00e0 come Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, oggi sopra la soglia dei 20 \u00b5g\/mc ma sulla traiettoria giusta per centrare l&#8217;obiettivo al 2030.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le proposte di Legambiente<\/strong><br>Per invertire la rotta e raggiungere gli obiettivi europei del 2030, Legambiente chiede, tra gli altri, i seguenti interventi:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Mobilit\u00e0 sostenibile: Accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico locale e regionale, estendere le zone a traffico limitato e a basse emissioni, espandere le reti ciclo-pedonali e diffondere la &#8220;Citt\u00e0 30&#8221; per aumentare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni.<\/li><li>Riduzione Emissioni Industriali: Servono dei piani di bonifica per i siti inquinati e restrizioni severe per gli impianti industriali in aree urbane, con diniego di autorizzazioni per l&#8217;upgrading di impianti obsoleti.<\/li><li>Risorse e coordinamento: Ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto MASE del luglio 2024, garantire risorse certe e continuative, considerare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria come una priorit\u00e0 nazionale non pi\u00f9 rinviabile e assicurare un coordinamento efficace tra Stato, Regioni e Comuni.<\/li><li>Monitoraggio: Aggiornare la rete territoriale delle centraline di monitoraggio per coprire anche aree oggi sguarnite e attivare un sistema sensoristico per inquinanti come metano e ammoniaca, che esalano dagli allevamenti e fungono da precursori nella formazione di polveri sottili e ozono.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Fonte: Legambiente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo smog nelle citt\u00e0 italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. 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