{"id":89865,"date":"2026-05-27T08:56:03","date_gmt":"2026-05-27T06:56:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=89865"},"modified":"2026-05-27T09:04:16","modified_gmt":"2026-05-27T07:04:16","slug":"cambiare-il-paradigma-della-mobilita-per-una-maggiore-sicurezza-stradale-lo-studio-del-victoria-transport-policy-institute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/cambiare-il-paradigma-della-mobilita-per-una-maggiore-sicurezza-stradale-lo-studio-del-victoria-transport-policy-institute\/","title":{"rendered":"Cambiare il paradigma della mobilit\u00e0 per una maggiore sicurezza stradale: lo studio del Victoria Transport Policy Institute"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/83503471_s-400x267.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49218\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/83503471_s-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/83503471_s-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/83503471_s-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/83503471_s.jpg 847w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La sicurezza stradale non dipende solo da cinture, airbag e controlli. Dipende soprattutto da quanto e come ci muoviamo. \u00c8 il messaggio centrale del rapporto &#8220;A New Traffic Safety Paradigm&#8221; del Victoria Transport Policy Institute, che propone un cambio radicale nelle politiche dei trasporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto mostra una relazione statistica chiara: all\u2019aumentare degli spostamenti non automobilistici, calano i tassi di mortalit\u00e0 stradale. Nelle citt\u00e0 statunitensi con oltre il 15% di spostamenti casa-lavoro a piedi, in bici o con il trasporto pubblico, si registrano in media 6 morti ogni 100.000 abitanti, contro i 13 delle citt\u00e0 sotto il 5%.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 evidente il legame con il trasporto pubblico: le citt\u00e0 dove i residenti superano i 200 passeggeri-miglia annui pro capite in transito collettivo presentano meno della met\u00e0 dei decessi rispetto a quelle con minore utilizzo . Il beneficio \u00e8 particolarmente forte tra i giovani, che mostrano tassi di mortalit\u00e0 molto pi\u00f9 alti della media ma fortemente correlati alla disponibilit\u00e0 di alternative all\u2019auto .<\/p>\n\n\n\n<p>Le modalit\u00e0 di trasporto differiscono per rischio \u201csubito\u201d e rischio \u201cimposto\u201d agli altri. I dati britannici mostrano che motocicli e veicoli pesanti presentano tassi elevati; le auto impongono agli altri un rischio simile a quello che i propri occupanti subiscono; autobus e ferrovia risultano le modalit\u00e0 pi\u00f9 sicure .<\/p>\n\n\n\n<p>Un punto chiave \u00e8 che il trasporto pubblico, oltre a proteggere i propri utenti, riduce il rischio complessivo per la collettivit\u00e0, contribuendo a un abbassamento dei tassi totali di mortalit\u00e0 nelle aree dove cresce la sua quota modale .<\/p>\n\n\n\n<p>Il documento invita ad adottare un approccio \u201cSafe System\u201d, che considera la mobilit\u00e0 un sistema complesso e assegna responsabilit\u00e0 condivise a pianificatori, progettisti, costruttori e decisori pubblici. Tra le misure chiave:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>priorit\u00e0 a pedoni, ciclisti e trasporto pubblico;<\/li><li>riduzione dei chilometri veicolari attraverso pianificazione integrata trasporti\u2013uso del suolo;<\/li><li>limiti di velocit\u00e0 pi\u00f9 bassi e coerenti con la presenza di utenti vulnerabili;<\/li><li>riforma delle valutazioni economiche che oggi sovrastimano i benefici del tempo risparmiato rispetto ai costi degli incidenti.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Sul fronte delle velocit\u00e0, il rapporto richiama soglie di sicurezza chiare: 30 chilometri orari nelle aree urbane con utenti vulnerabili, 50 chilometri orari con intersezioni, 70 chilometri orari sulle strade extraurbane senza separazione centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che la maggior parte degli incidenti sia causata da \u201cerrore umano\u201d \u00e8 fuorviante: l\u2019eccessiva esposizione al rischio \u2013 pi\u00f9 traffico, veicoli pi\u00f9 grandi e pesanti, velocit\u00e0 elevate, dispersione urbana \u2013 \u00e8 una scelta sistemica. Il paradigma proposto suggerisce di intervenire sulle cause strutturali: domanda di mobilit\u00e0, forma urbana, gerarchia stradale, priorit\u00e0 di investimento.<\/p>\n\n\n\n<p>La conclusione \u00e8 netta: le strategie che riducono la dipendenza dall\u2019auto \u2013 citt\u00e0 compatte, trasporto pubblico di qualit\u00e0, ciclabilit\u00e0 diffusa, gestione della domanda \u2013 non sono solo politiche climatiche o ambientali. Sono tra le pi\u00f9 efficaci politiche di sicurezza stradale disponibili. Ridurre le vittime non \u00e8 solo una questione di controlli e sanzioni, ma di ripensare il modello di mobilit\u00e0. E i dati mostrano che la direzione \u00e8 chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Ambiente e non solo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sicurezza stradale non dipende solo da cinture, airbag e controlli. 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