{"id":90850,"date":"2026-07-15T09:26:36","date_gmt":"2026-07-15T07:26:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=90850"},"modified":"2026-07-15T09:26:37","modified_gmt":"2026-07-15T07:26:37","slug":"londra-grandi-passi-in-avanti-nella-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-ma-molti-altri-restano-da-farne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/londra-grandi-passi-in-avanti-nella-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-ma-molti-altri-restano-da-farne\/","title":{"rendered":"Londra: grandi passi in avanti nella riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico, ma molti altri restano da farne"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"378\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/news-400x378.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-90851\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/news-400x378.png 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/news-300x284.png 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/news-768x726.png 768w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/news.png 1480w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Londra ha compiuto progressi importanti nella riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico, ma l\u2019aria sporca resta una delle principali sfide di salute pubblica della capitale britannica. \u00c8 il messaggio che emerge dal nuovo rapporto \u201cLondon health burden of recent air pollution\u201d, realizzato dall\u2019Environmental Research Group dell\u2019Imperial College London per Transport for London e Greater London Authority.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio aggiorna le precedenti valutazioni sul carico sanitario dell\u2019inquinamento atmosferico nella Greater London, utilizzando dati pi\u00f9 recenti, un modello ad alta risoluzione e una metodologia epidemiologica aggiornata, coerente con le pi\u00f9 recenti indicazioni dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 contenute nel rapporto HRAPIE-2 del 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 duplice. Da un lato, tra il 2019 e il 2024 la qualit\u00e0 dell\u2019aria \u00e8 migliorata in modo netto: le concentrazioni medie annue ponderate sulla popolazione sono diminuite del 28% per il PM2.5 e del 41% per il biossido di azoto, NO2. Dall\u2019altro, anche con questi miglioramenti, nel 2024 l\u2019esposizione di lungo periodo a PM2.5 e NO2 \u00e8 ancora associata a un carico sanitario molto rilevante: tra 3.800 e 5.100 decessi attribuibili, pari a 65.600-87.700 anni di vita persi.<\/p>\n\n\n\n<p>I costi economici collegati alla mortalit\u00e0 sono stimati tra 3,8 e 5,1 miliardi di sterline all\u2019anno. Una cifra che non include tutti gli effetti sulla salute, perch\u00e9 il rapporto si concentra sulla mortalit\u00e0 e non quantifica il peso delle malattie non fatali, come asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, ictus, ipertensione o tumore del polmone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto mostra che l\u2019aria di Londra \u00e8 migliorata in modo significativo in cinque anni. Il PM2.5, il particolato fine pi\u00f9 pericoloso perch\u00e9 capace di penetrare in profondit\u00e0 nell\u2019apparato respiratorio e nel sistema cardiovascolare, \u00e8 passato da 10,9 \u00b5g\/m\u00b3 nel 2019 a 7,8 \u00b5g\/m\u00b3 nel 2024. Il biossido di azoto, fortemente legato al traffico stradale, \u00e8 sceso da 28,8 a 17,0 \u00b5g\/m\u00b3.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di riduzioni importanti, che riflettono una combinazione di tendenze di lungo periodo e politiche pubbliche di riduzione delle emissioni, in particolare nel settore dei trasporti. Il rapporto indica la Ultra Low Emission Zone, ULEZ, come una delle misure centrali di questo percorso, insieme ad altri interventi portati avanti negli anni per ridurre l\u2019impatto del traffico e accelerare il rinnovo del parco veicolare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ULEZ \u00e8 stata introdotta nel 2019, estesa progressivamente e portata a coprire tutta la Greater London nel 2023. Secondo il rapporto, nel 2024 le emissioni di ossidi di azoto risultavano inferiori del 36% rispetto a uno scenario senza ULEZ, mentre le concentrazioni di NO2 a bordo strada erano circa il 27% pi\u00f9 basse, con riduzioni particolarmente consistenti nel centro di Londra. Il livello di conformit\u00e0 dei veicoli agli standard ULEZ ha superato il 97%.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle parti pi\u00f9 importanti dello studio riguarda il confronto tra il carico sanitario associato ai livelli di inquinamento del 2019 e quello associato ai livelli del 2024. Il rapporto sottolinea che non si possono confrontare in modo diretto le vecchie stime del 2019 con quelle del 2024, perch\u00e9 nel frattempo \u00e8 cambiata la metodologia scientifica: le nuove evidenze epidemiologiche indicano effetti pi\u00f9 forti dell\u2019inquinamento sulla mortalit\u00e0 rispetto a quanto stimato in passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo i ricercatori hanno costruito uno scenario comparabile: stessi metodi, stessa popolazione, stessi dati di mortalit\u00e0 e stessa funzione dose-risposta, cambiando solo i livelli di inquinamento atmosferico. Con questo approccio, il carico di mortalit\u00e0 attribuibile all\u2019inquinamento si riduce da circa 6.390-8.040 decessi nello scenario con aria del 2019 a 3.810-5.100 decessi nello scenario con aria del 2024. La riduzione stimata \u00e8 quindi compresa tra il 37% e il 40%.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato conferma che le politiche per ridurre l\u2019inquinamento hanno prodotto benefici sanitari importanti. Ma conferma anche che il problema resta enorme: nonostante l\u2019aria pi\u00f9 pulita, migliaia di decessi restano associati all\u2019esposizione cronica agli inquinanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto chiarisce un punto che pu\u00f2 sembrare contraddittorio. Pur essendo migliorata la qualit\u00e0 dell\u2019aria, le nuove stime del carico di mortalit\u00e0 per il 2024 risultano pi\u00f9 elevate delle vecchie stime pubblicate per il 2019. Non significa che la situazione sia peggiorata. Significa che la scienza ha aggiornato la valutazione dei rischi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuove funzioni concentrazione-risposta utilizzate dall\u2019Imperial College, basate sulle pi\u00f9 recenti revisioni epidemiologiche e sulle indicazioni OMS, attribuiscono all\u2019esposizione di lungo periodo a PM2.5 e NO2 un effetto sulla mortalit\u00e0 pi\u00f9 forte rispetto ai modelli usati in passato. In altre parole, a parit\u00e0 di concentrazione, oggi si stima un impatto sanitario maggiore perch\u00e9 le evidenze disponibili sono pi\u00f9 solide e pi\u00f9 ampie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto usa inoltre un approccio pi\u00f9 avanzato per valutare l\u2019effetto combinato di PM2.5 e NO2. I due inquinanti sono correlati, perch\u00e9 spesso derivano da fonti comuni come il traffico. Sommare semplicemente gli effetti separati rischierebbe di sovrastimarli; usare solo il valore pi\u00f9 alto tra i due rischierebbe invece di sottostimarli. Per questo lo studio applica fattori di aggiustamento basati su modelli multi-inquinante, seguendo le indicazioni pi\u00f9 recenti dell\u2019OMS e del Comitato britannico sugli effetti medici degli inquinanti atmosferici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle conclusioni pi\u00f9 rilevanti del rapporto riguarda i limiti legali. Il fatto che una citt\u00e0 rispetti i limiti di legge non significa che l\u2019aria sia sicura. Gli autori sottolineano che gli effetti sulla salute continuano anche a concentrazioni inferiori ai valori limite attuali e persino sotto le linee guida dell\u2019OMS. Inoltre, si fa presente che il rischio sanitario non dipende solo dalla quantit\u00e0 di inquinamento presente nell\u2019aria, ma anche da chi lo respira. Et\u00e0, condizioni di salute, vulnerabilit\u00e0 sociale, distribuzione della popolazione e tassi di mortalit\u00e0 influenzano la mappa degli impatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il PM2.5, in particolare, le evidenze pi\u00f9 recenti indicano che non esiste una soglia chiaramente identificabile al di sotto della quale l\u2019esposizione possa essere considerata priva di rischio. Questo significa che ogni ulteriore riduzione dell\u2019inquinamento pu\u00f2 produrre benefici sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un messaggio di grande rilievo anche per le politiche italiane ed europee: spesso il rispetto formale dei limiti viene presentato come punto di arrivo. In realt\u00e0, per la salute pubblica dovrebbe essere considerato soltanto una tappa intermedia. L\u2019obiettivo deve essere ridurre l\u2019esposizione quanto pi\u00f9 possibile, soprattutto nei luoghi dove vivono, studiano e lavorano le persone pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il traffico stradale resta una delle fonti chiave dell\u2019inquinamento urbano, soprattutto per l\u2019NO2. Non \u00e8 l\u2019unica fonte: nel modello usato dal rapporto compaiono anche ferrovie, fonti industriali, aeroporti, combustione domestica e commerciale, cottura, legna domestica, cantieri e altre attivit\u00e0 urbane. Ma il trasporto su strada continua a essere un settore decisivo, anche perch\u00e9 determina esposizioni elevate vicino alle strade, alle scuole, alle abitazioni e agli spazi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di Londra mostra che interventi strutturali, se applicati con continuit\u00e0 e su scala metropolitana, possono produrre miglioramenti misurabili. Non eliminano da soli il problema, ma cambiano la traiettoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Ambiente e non solo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Londra ha compiuto progressi importanti nella riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico, ma l\u2019aria sporca resta una delle principali sfide di salute pubblica della capitale britannica. \u00c8 il messaggio che emerge dal nuovo rapporto \u201cLondon health burden of recent air pollution\u201d, realizzato dall\u2019Environmental Research Group dell\u2019Imperial College London per Transport for London e Greater London Authority. 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