{"id":91056,"date":"2026-08-24T09:44:25","date_gmt":"2026-08-24T07:44:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/?p=91056"},"modified":"2026-08-24T09:44:26","modified_gmt":"2026-08-24T07:44:26","slug":"qualita-dellaria-nelle-citta-europee-la-nuova-classifica-eea-misura-il-rischio-per-la-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ttsitalia.it\/en\/qualita-dellaria-nelle-citta-europee-la-nuova-classifica-eea-misura-il-rischio-per-la-salute\/","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle citt\u00e0 europee: la nuova classifica EEA misura il rischio per la salute"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"271\" src=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-400x271.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79349\" srcset=\"https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-400x271.jpg 400w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-768x520.jpg 768w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-1536x1040.jpg 1536w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-2048x1387.jpg 2048w, https:\/\/www.ttsitalia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/survey-AI4CCAM-1568x1062.jpg 1568w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019Agenzia europea dell\u2019ambiente ha pubblicato il nuovo European city air quality ranking, una piattaforma interattiva che permette di confrontare la qualit\u00e0 dell\u2019aria e il rischio sanitario in 761 citt\u00e0 europee. La classifica considera l\u2019esposizione di lungo periodo della popolazione a particolato fine PM2,5, biossido di azoto e ozono troposferico.<\/p>\n\n\n\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 rilevante perch\u00e9 sposta l\u2019attenzione dalla semplice presenza degli inquinanti al loro effetto complessivo sulla salute delle persone che vivono nelle aree urbane. Lo strumento non risponde quindi soltanto alla domanda \u201cdove si registrano le concentrazioni pi\u00f9 alte?\u201d, ma cerca di mostrare in quali citt\u00e0 l\u2019esposizione combinata produce il maggiore rischio di mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le 761 citt\u00e0 sono ordinate in base al rischio di mortalit\u00e0 associato all\u2019esposizione prolungata a: PM2,5, il particolato con diametro inferiore a 2,5 micrometri; NO\u2082, biossido di azoto; O\u2083, ozono presente negli strati pi\u00f9 bassi dell\u2019atmosfera.<br>Per costruire la graduatoria, l\u2019Agenzia europea dell\u2019ambiente assume che l\u2019impatto complessivo corrisponda alla somma dei rischi attribuiti ai tre singoli inquinanti. Il calcolo utilizza i dati relativi ai due anni solari precedenti quello di pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema attribuisce a ogni citt\u00e0 una posizione generale e la colloca in uno dei dieci decili di rischio. Il primo comprende il 10% delle citt\u00e0 con il rischio complessivo pi\u00f9 basso; il decimo raggruppa il 10% con il rischio pi\u00f9 elevato.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa classificazione rende immediatamente leggibile la collocazione relativa di ogni centro urbano. Non indica tuttavia che le citt\u00e0 appartenenti ai primi decili siano necessariamente prive di rischi: mostra piuttosto che, nel confronto con le altre aree considerate, presentano un impatto sanitario stimato inferiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 2025 il visualizzatore europeo classificava le citt\u00e0 unicamente sulla base delle concentrazioni medie di PM2,5 misurate da stazioni urbane, suburbane o di traffico. Questo metodo aveva due limiti importanti. Il primo era il numero ridotto di citt\u00e0 considerate, circa 372, perch\u00e9 venivano incluse soltanto quelle dotate di stazioni di monitoraggio adeguate. Il secondo era l\u2019attenzione esclusiva al PM2,5, senza considerare altri inquinanti fondamentali come biossido di azoto e ozono.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova versione utilizza invece mappe modellistiche della qualit\u00e0 dell\u2019aria elaborate dall\u2019European Topic Centre on Human Health and the Environment, con una risoluzione spaziale di un chilometro per un chilometro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mappe permettono di stimare la concentrazione degli inquinanti anche nelle parti della citt\u00e0 non direttamente coperte da una centralina. I dati vengono poi combinati con la distribuzione della popolazione, ottenendo concentrazioni medie ponderate in base al numero di abitanti effettivamente esposti. In questo modo, una zona molto inquinata ma scarsamente abitata incide meno sul valore cittadino rispetto a un quartiere nel quale concentrazioni elevate interessano decine o centinaia di migliaia di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>La media tradizionale delle concentrazioni atmosferiche considera i valori rilevati o stimati nelle diverse parti della citt\u00e0. La ponderazione per la popolazione attribuisce invece maggiore peso alle aree nelle quali vivono pi\u00f9 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un passaggio importante dal punto di vista sanitario. L\u2019impatto dell\u2019inquinamento non dipende soltanto dalla quantit\u00e0 di sostanze presenti nell\u2019aria, ma anche dal numero di persone esposte, dalla durata dell\u2019esposizione e dalla loro vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova metodologia risponde quindi meglio all\u2019obiettivo di stimare il rischio sanitario urbano, anche se non pu\u00f2 descrivere tutte le differenze esistenti all\u2019interno di una stessa citt\u00e0. Abitare accanto a una strada trafficata, in prossimit\u00e0 di un\u2019area industriale oppure in un quartiere pi\u00f9 verde e meno congestionato pu\u00f2 determinare esposizioni molto differenti rispetto alla media cittadina.<\/p>\n\n\n\n<p>Per stimare il rischio, l\u2019EEA utilizza le funzioni concentrazione-risposta indicate nelle linee guida dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 del 2021. Il livello di riferimento, o controfattuale, corrisponde alle concentrazioni annuali raccomandate dall\u2019OMS. Il rischio stimato rappresenta quindi l\u2019impatto associato alla parte di esposizione che supera tali valori. \u00c8 importante sottolineare che i valori guida dell\u2019OMS non sono semplici limiti amministrativi. Sono raccomandazioni sanitarie elaborate sulla base delle evidenze disponibili sugli effetti dell\u2019inquinamento. Una citt\u00e0 pu\u00f2 pertanto rispettare gli attuali limiti di legge e continuare a presentare concentrazioni superiori a quelle considerate pi\u00f9 protettive per la salute.<\/p>\n\n\n\n<p>La classifica non descrive la qualit\u00e0 dell\u2019aria del giorno o dell\u2019ora in cui viene consultata. \u00c8 dedicata all\u2019esposizione cronica, cio\u00e8 alle concentrazioni alle quali la popolazione \u00e8 esposta nel corso di lunghi periodi. L\u2019attenzione al lungo termine dipende dal fatto che l\u2019esposizione continuativa produce gli effetti sanitari pi\u00f9 gravi, contribuendo allo sviluppo o all\u2019aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Per conoscere le condizioni del momento, l\u2019Agenzia europea mette invece a disposizione l\u2019European Air Quality Index, che presenta dati recenti, previsioni a 24 ore e indicazioni sanitarie relative all\u2019esposizione di breve durata. Accanto alla graduatoria, l\u2019EEA mette a disposizione un City Trend Viewer, basato sulle misurazioni ufficialmente comunicate dai paesi: https:\/\/www.eea.europa.eu\/en\/topics\/in-depth\/air-pollution\/european-city-air-quality-viewer\/city-trend-viewer.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova impostazione \u00e8 particolarmente interessante per l\u2019Italia, dove l\u2019inquinamento atmosferico assume caratteristiche molto diverse tra Nord, Centro, Sud e Isole, e richiede pertanto politiche coordinate tra comuni, regioni, Stato e Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utilit\u00e0 del nuovo strumento dipender\u00e0 soprattutto dalla capacit\u00e0 di trasformare i dati in decisioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il biossido di azoto occorrono riduzione del traffico, zone a basse emissioni realmente efficaci, trasporto pubblico frequente e accessibile, ciclabilit\u00e0 e sicurezza pedonale. Per il PM2,5 sono necessari edifici efficienti, limitazione degli apparecchi a biomassa pi\u00f9 emissivi, riduzione delle combustioni, politiche agricole sull\u2019ammoniaca e controlli sulle attivit\u00e0 industriali. Per l\u2019ozono servono azioni coordinate su scala vasta per diminuire ossidi di azoto e composti organici volatili, accompagnate da strategie climatiche capaci di contenere l\u2019aumento delle temperature.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono interventi che producono benefici simultanei: meno malattie, minori emissioni climalteranti, citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili e riduzione del rumore e dell\u2019incidentalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La principale innovazione del visualizzatore europeo \u00e8 la scelta di mettere al centro le persone e non soltanto le centraline.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: Ambiente e non solo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Agenzia europea dell\u2019ambiente ha pubblicato il nuovo European city air quality ranking, una piattaforma interattiva che permette di confrontare la qualit\u00e0 dell\u2019aria e il rischio sanitario in 761 citt\u00e0 europee. 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