N° 7
Luglio/Agosto 2026
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TTS Italia è l' Associazione Nazionale della Telematica per i Trasporti e la Sicurezza, che ha la missione di promuovere lo sviluppo e la diffusione dei Sistemi Intelligenti di Trasporto in Italia. |
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| L'intervista di Morena Pivetti |
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“L’IA non deve diventare il punto di rottura della sicurezza della mobilità”
Intervista a Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale: serve un controllo umano significativo
Al Convegno annuale di TTS Italia “AI e Cybersecurity per la mobilità di persone e merci”, in cui l’Associazione ha presentato l’omonimo Position paper, il suo intervento è stato tra i più apprezzati, da relatori e partecipanti. Per questo abbiamo deciso di chiedere a Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, di tornare sulle valutazioni che aveva condiviso in quella sede, sulle opportunità e sui rischi della rivoluzione dell’AI, in quest’ampia intervista che offre molteplici spunti di riflessione. Nelle sue risposte Ciardi declina il tema, diventato di prima grandezza, sull’ecosistema delle infrastrutture e dei trasporti, e mette in risalto i possibili elementi di debolezza della catena logistica e le azioni da porre in essere per garantirne la sicurezza, sia digitale che fisica. Non bastano gli investimenti tecnologici, serve anche un’evoluzione culturale, insieme alla costruzione delle competenze necessarie.

La cronaca cyber degli ultimi tempi non è confortante. Come descriverebbe oggi lo stato reale della minaccia cyber, soprattutto per il settore trasporti?
I nostri dati registrano nel 2025 un aumento degli attacchi anno su anno nell'ordine del 38%. È una cifra che, presa da sola, fa titolo. Ma accanto a questa ce n'è un'altra, che raramente arriva ai titoli e che invece racconta una sfumatura che secondo me non deve sfuggire: gli eventi che si traducono in un incidente con impatto confermato — quelli che un danno reale lo producono — aumentano di una frazione molto più piccola il 7%. Da un lato cresce la pressione ma dall’alto diminuiscono i colpi che vanno a segno. È in questa distanza — tra una minaccia che si fa più intensa e un danno che, proporzionalmente, si riduce — che si misura lo stato reale delle cose. Più eventi rilevati e meno incidenti con conseguenze concrete non è un paradosso: è la firma di un sistema di difesa e di allertamento preventivo che comincia a funzionare. Ma il dato che davvero conta non è quanti attacchi ci sono: è che cosa colpiscono. Nella mobilità un attacco non è quasi mai un semplice furto di dati. È un evento che può avere conseguenze fisiche, con potenziali vittime reali. Quando parliamo di persone che si spostano in treno, in metropolitana, in auto connessa, e di merci che attraversano porti, interporti e corridoi logistici, stiamo parlando di sistemi da cui dipendono la sicurezza fisica dei cittadini e la continuità economica della Nazione. È questo che rende il dominio così sensibile: il valore economico della mobilità connessa è direttamente proporzionale alla sua vulnerabilità.
E, infatti, il settore è tra i più esposti. Il vostro Position Paper lo colloca al quinto posto tra i comparti più attaccati a livello globale e, guardando all’Italia, la nostra recente Relazione annuale al Parlamento lo fotografa al sesto posto per numero di vittime e — dato ancora più eloquente — al terzo posto tra i bersagli delle campagne DDoS. Un quadro che converge: la mobilità è ormai un obiettivo strutturale, non occasionale. E però — ecco il punto che tengo a sottolineare — accanto all’aggravarsi della minaccia c’è anche una difesa che sta maturando. L’Europa e l’Italia hanno costruito in pochi anni un perimetro normativo robusto. Non sono adempimenti calati dall’alto: sono l’ossatura di una consapevolezza collettiva che sta crescendo. Sempre più operatori hanno capito che la sicurezza non è un costo accessorio, ma la condizione stessa della continuità del servizio. Lo stato reale della minaccia, allora, lo descriverei così: siamo di fronte a un avversario più capace e più veloce di ieri, ma non siamo disarmati. La differenza la farà la capacità di trasformare le regole in pratica quotidiana, e non lasciarle sulla carta.
Nel suo intervento durante il Convegno di TTS Italia di giugno, ha usato un’immagine netta: l’efficienza estrema ha un prezzo nascosto, la fragilità. Una filiera ottimizzata al millimetro ha pochi margini e una superficie d’attacco distribuita su tanti attori, molti dei quali PMI con maturità cyber diseguale. Cosa significa, in concreto, per chi deve proteggere porti, interporti e corridoi logistici?
Significa capovolgere un’idea che diamo per scontata. Siamo abituati a pensare che l’efficienza sia sempre una virtù, e in gran parte lo è: la logistica moderna è un sistema meraviglioso di container tracciati in tempo reale, magazzini automatizzati, rotte ricalcolate minuto per minuto. Ma un sistema ottimizzato al millimetro è, per definizione, un sistema con pochissimi margini. E dove non ci sono margini, un singolo punto di rottura non resta isolato: si propaga immediatamente a valle. La stessa qualità che rende la filiera performante la rende fragile.
A questo si aggiunge che la superficie d’attacco non è concentrata, è distribuita. Una catena logistica è fatta di spedizionieri, vettori, operatori portuali, dogane, piattaforme di tracciamento — e molti di questi attori sono piccole e medie imprese, con un livello di maturità cyber diseguale. L’attaccante esperto lo sa bene: non prova a sfondare la “porta blindata” del grande operatore, ma cerca di entrare dalla finestra socchiusa dell’anello più fragile per poi muoversi lungo la catena sfruttando indebitamente la fiducia reciproca.
Ecco perché non è un caso che la NIS2 chieda robustezza e resilienza non soltanto al grande hub, ma lungo tutta la filiera. Proteggere un porto, oggi, non significa mettere in sicurezza un perimetro: significa presidiare un ecosistema. A complicare ulteriormente l’ecosistema oggi si aggiunge l’Intelligenza Artificiale, che, sebbene eccezionale in certi compiti di ottimizzazione, ha essa stessa la sua peculiare superfice di attacco. Se un sistema decide autonomamente come instradare un carico, quale merce privilegiare, chi riesce a manipolare i dati che lo alimentano può orientare decisioni reali: dirottare un flusso, occultare una merce, creare un collo di bottiglia artificiale. Non serve fermare il porto: basta convincere l’algoritmo a prendere la decisione sbagliata. È un attacco silenzioso, che non spegne nulla, e proprio per questo è il più difficile da individuare. La difesa, allora, deve spostarsi: dalla protezione del muro alla protezione dell’integrità del dato e della decisione.
Al Convegno TTS Italia è partita da un’affermazione netta: “l’IA è ottimizzazione, non la panacea di tutti i mali”. Ci aiuta a capire dove l’intelligenza artificiale porta un valore reale e dove invece va tenuta dentro un guard-rail deterministico, con l’uomo come autorità ultima?
Partiamo da che cosa è, davvero, l’intelligenza artificiale che usiamo ogni giorno. È statistica avanzata: straordinariamente potente, ma statistica. I grandi modelli linguistici, nella loro essenza, sono predittori della parola successiva; restituiscono la sequenza statisticamente più probabile sulla base di dati prodotti in contesti che possono non avere nulla a che vedere con quello in cui li stiamo usando. Non “capiscono” il sistema ferroviario né la catena logistica. In una sala convegni è una distinzione filosofica; in una sala di controllo del traffico è una distinzione di sicurezza. Chiamare “intelligenza” un predittore statistico ci espone al rischio di delegargli un giudizio che non possiede.
Fatta questa premessa, la mappa diventa chiara, e non è affatto contraria all’IA. Dove l’intelligenza artificiale ottimizza un processo, ha performance che definirei sovrumane: prevede i picchi di domanda con settimane di anticipo, ottimizza il riempimento dei mezzi e riduce i viaggi a vuoto, individua un’anomalia — un ritardo che si propaga, una frode che si annida — prima che diventi un problema. In questi ambiti va usata generosamente, e non a caso la stessa normativa la tratta con obblighi leggeri.
Il discorso cambia quando l’IA smette di suggerire e comincia a decidere e agire da sola: robot mobili, transelevatori, navette automatiche che si muovono in spazi dove ci sono persone, e che innescano l’uno l’azione dell’altro senza che nessuno, nel mezzo, dia un assenso. Qui i vantaggi restano reali — anzi, spesso l’automazione rende il lavoro più sicuro, perché toglie all’uomo la movimentazione di carichi pesanti, le corsie strette, i turni di notte nei piazzali, e con essi infortuni veri. Ma più si allunga la catena di decisioni automatiche, più diventa difficile capire, dove si rompe.
Il principio di adozione è semplice: i limiti fisici di sicurezza invalicabili non possono essere “indovinati” statisticamente: devono essere vincoli rigidi, scritti in una logica deterministica e certificata. Dentro quei limiti, l’IA ottimizzi pure quanto vuole. È questo il senso concreto del “controllo umano significativo”: non un essere umano che ratifica decisioni già prese dalla macchina, ma un essere umano che resta autorità ultima là dove la decisione incide sull’incolumità delle persone. E con il controllo, la responsabilità: quando si delega a un sistema autonomo, deve restare sempre chiaro chi risponde. Una catena di decisioni che nessuno può spiegare dopo un incidente non è innovazione: è un vuoto di responsabilità.
Lei ripete che il vero rischio non è l’IA in sé, ma delegarle un giudizio che non possiede — scambiare la correlazione apparente per previsione vera. In un’epoca in cui molti adottano l’IA “per moda”, cosa significa per un’organizzazione essere davvero consapevole? E come si impara a porre le domande giuste?
Essere consapevoli significa, prima di tutto, resistere a una tentazione molto diffusa: adottare sistemi di intelligenza artificiale — magari autonomi, magari agentici — un po’ per moda, un po’ per marketing, perché “tutti lo fanno” e nessuno vuole sembrare rimasto indietro. Questa non è innovazione: è abdicazione del giudizio. E paradossalmente è anche il modo più sicuro per introdurre fragilità in un sistema, perché si affida a una macchina una decisione che nessuno ha davvero istruito a prendere.
L’approccio maturo è esattamente l’opposto, ed è meno appariscente: è un lavoro di discernimento, applicazione per applicazione. È necessario domandarsi “per questo specifico problema, l’IA è lo strumento giusto? E se lo è, entro quali limiti?”. Un’organizzazione consapevole è quella che sa distinguere la previsione vera dalla correlazione apparente, che conosce i limiti dello strumento che adotta, che ne presidia la superficie di attacco e che sa collocare ogni tecnologia dove serve davvero, non dove fa scena.
Quanto a imparare le domande giuste, credo si parta da un cambio di postura. Le domande giuste non nascono dalla fiducia cieca nella tecnologia, e nemmeno dal sospetto pregiudiziale verso di essa. Nascono dalla competenza: dal sapere come funziona uno strumento abbastanza bene da conoscerne i punti deboli. La domanda decisiva, davanti a qualunque sistema di IA, non è “quanto è potente?”, ma “che cosa succede quando sbaglia, e chi se ne accorge?”. Un’organizzazione che si abitua a porsi questa domanda, prima di adottare e non dopo un incidente, ha già fatto la parte più difficile del lavoro.
La sicurezza, si dice spesso, è forte quanto il suo anello più debole — e in un ecosistema fatto di operatori, fornitori, dipendenti e cittadini che usano ogni giorno servizi di mobilità connessa, la consapevolezza non può restare confinata agli specialisti. Come si costruisce una cultura della sicurezza che diventi davvero diffusa, patrimonio comune e non competenza di pochi?
Come abbiamo detto, in una filiera distribuita, l’attaccante entra dal punto meno presidiato, e quel punto è quasi sempre umano prima che tecnologico: una password riutilizzata, un allegato aperto senza pensarci, una procedura aggirata per “fare prima”. Nessuna tecnologia difensiva, per quanto sofisticata, tiene se la cultura che la circonda è fragile. Ecco perché la consapevolezza non può restare un affare da specialisti. Costruire una cultura diffusa significa, in concreto, tre cose. La prima è smettere di considerare la sicurezza un capitolo tecnico separato e cominciare a trattarla come una dimensione del lavoro di tutti — dal vertice che decide gli investimenti fino all’operatore in banchina. La responsabilità del management, qui, non è delegabile: la sicurezza è un tema di governance, non solo di reparto IT. La seconda è la formazione continua, non l’adempimento una tantum: le minacce evolvono, e una consapevolezza cristallizzata a ieri è già scoperta oggi. La terza, forse la più sottile, è il linguaggio. Se parliamo di sicurezza solo con il gergo degli addetti, la releghiamo a competenza di pochi. Se, invece, impariamo a spiegarla allora diventa patrimonio comune perché una certa cautela alla fine non protegge solo entità astratte, ma il collega, il passeggero, il cittadino.
Come Agenzia lavoriamo esattamente in questa direzione: alzare il livello di consapevolezza collettiva, perché la sicurezza smetta di essere percepita come un vincolo imposto e venga riconosciuta per quello che è — la condizione che permette a tutto il resto di funzionare. Una mobilità sicura non è il prodotto di pochi tecnici bravi: è il risultato di molte persone che, ciascuna al proprio posto, stanno attente a quello che fanno e a come lo fanno.
Anche il Position paper di TTS Italia insiste su questo punto: la transizione non richiede solo investimenti tecnologici, ma un’evoluzione culturale per colmare il “digital divide” e lo “skills gap”. Quali competenze servono davvero al Paese per governare la convergenza tra IA e cybersecurity, e da dove si parte per costruirle?
Giustissimo: la parte più difficile di questa transizione, alla fine, non è tecnologica, ma culturale e organizzativa. Si possono comprare i migliori sistemi del mondo, ma se manca chi sa scegliere lo strumento giusto per il problema giusto, quei sistemi resteranno potenza inespressa — o, peggio, rischio mal governato. Il “digital divide” e lo “skills gap” non sono formule: sono la distanza reale tra le tecnologie che adottiamo e le competenze con cui le governiamo.
Le competenze che servono al Paese, allora, non sono soltanto quelle iper-specialistiche — pure necessarie, e ne formiamo ancora troppo poche. Serve soprattutto una figura ibrida, oggi rara: chi sa stare sul confine tra l’intelligenza artificiale e la cybersecurity, tra la logica del dato e la logica della sicurezza, e sa parlare tanto la lingua dell’ingegnere quanto quella di chi prende le decisioni. La convergenza tra queste discipline non si governa con silos separati: si governa con persone capaci di tenerne insieme i linguaggi. È la ragione per cui i team migliori sono multidisciplinari, e — vale la pena dirlo — anche multi-genere, perché una superficie di rischio complessa si presidia meglio con punti di vista diversi.
Da dove si parte? Da un investimento serio e continuativo nella formazione, che non sia episodico e non si esaurisca nel momento in cui si compra la tecnologia. Dagli ambienti di sperimentazione controllata, dove si impara sbagliando in sicurezza invece che sul sistema reale. E dalla collaborazione strutturale tra industria, istituzioni, università e ricerca: nessuno di questi mondi, da solo, ha tutte le competenze necessarie. Su questo l’Agenzia è impegnata in prima persona, perché la competenza è, alla fine, la prima e più solida infrastruttura di sicurezza che un Paese possa costruire.
Lei ha concluso il suo intervento al Convegno di TTS Italia dicendo che la maturità tecnologica di un Paese non si misura da quanta IA riesce a infilare ovunque, ma dalla capacità di scegliere lo strumento giusto, ricordandosi che in certi contesti questo rimane l’intelligenza umana, e imparare a governarlo bene. Se dovesse lasciare ai lettori un solo messaggio, quale sarebbe?
La mobilità sicura non è un documento ben scritto: è un treno che arriva, un carico che non viene dirottato, una sbarra che si alza quando deve. Più rendiamo intelligente la mobilità, ma vale per ogni campo, più quella intelligenza potrebbe diventare il bersaglio. La differenza tra un Paese che trasforma la digitalizzazione in efficienza resiliente e uno che la trasforma in vulnerabilità sta tutta lì, nella capacità di distinguere. Il nostro compito — industria, istituzioni, ricerca, e l’Agenzia insieme a tutti loro — è trasformare i principi in pratica quotidiana, e fare in modo che l’intelligenza dei nostri sistemi non diventi mai il loro punto di rottura, ma resti fondamento della sicurezza nazionale.
Chi è Nunzia Ciardi. Nunzia Ciardi, è Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale dal 16 settembre 2021. È stata la prima donna a capo della Polizia Postale italiana, duemila esperti impegnati nel contrasto al cyberterrorismo, al financial cybercrime, alla pedopornografia on-line, alla tutela delle infrastrutture critiche informatiche nazionali, all’hacking e ai crimini informatici in generale. Sempre connessa, per lavoro e per piacere, affascinata dalle infinite potenzialità del web, che difende con determinazione da chi vuole renderlo un luogo pericoloso. È membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Permanente sulla Sicurezza e del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Permanente sulle politiche educative dell’EURISPES. È componente del Consiglio del “Women4Cyber”, iniziativa avviata dall’Organizzazione Europea per la Sicurezza Cibernetica (ECSO), volta a implementare il coinvolgimento delle donne nel settore della sicurezza cibernetica. Ha svolto attività di docenza presso diverse scuole di Polizia, presso la scuola Ufficiali dei Carabinieri, presso il Centro Alti Studi per la Difesa, ed è relatrice presso diverse università ed enti, sulle principali attività di competenza dell’Agenzia per la Sicurezza Cibernetica. Autrice del libro “Con lo smartphone usa la testa”, Sperling & Kupfer, 2018 e di pubblicazioni a carattere scientifico in materia di cybercrime, ha collaborato alla redazione dei Rapporti Clusit. Ambasciatrice di Telefono Rosa contro la violenza sulle donne. Vincitrice del premio “Inspiring Fifty 2021 Italy”, conferito da personalità del mondo imprenditoriale, del business e dell’Accademia alle donne che fanno da “role model” nel mondo della tecnologia. Vincitrice della Mela d’oro in occasione della 35esima edizione del Premio Marisa Bellisario come riconoscimento alle donne che fanno la differenza con un percorso professionale manageriale esemplare nel mondo delle istituzioni: “Un modello di donna delle istituzioni che con grande intuito e dedizione lavora ogni giorno per la nostra sicurezza”. |
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SAVE THE DATE! Convegno “Guida autonoma: dalla sperimentazione a una mobilità nuova” – 14 ottobre 2026 – Roma

I veicoli a guida autonoma stanno passando rapidamente dalla sperimentazione alla realtà, ponendo nuove sfide tecnologiche, normative e sociali.
Il Convegno “Guida autonoma: dalla sperimentazione a una mobilità nuova. Tecnologie, regole e impatti per l’integrazione nei sistemi di trasporto” congiuntamente organizzato il 14 ottobre, a Roma, da TTS Italia, MOST e PAVE Europe, nasce con l’obiettivo di stimolare e rafforzare il dibattito in Italia sul futuro della mobilità autonoma, favorendo il confronto tra decisori pubblici, città, industria, ricerca e società civile.
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In ambito parlamentare, particolare rilievo assume l'interrogazione presentata alla Camera al Ministro dei Trasporti per rafforzare ulteriormente le misure previste dalla recente riforma del Codice della strada, con un'attenzione specifica alla riduzione degli incidenti che coinvolgono i giovani e gli utenti della mobilità ciclistica. Parallelamente, è proseguito il confronto sull'autonomia differenziata di alcune Regioni, che chiedono maggiori competenze nella gestione delle infrastrutture stradali, ferroviarie e autostradali, nonché maggiori risorse economiche per la manutenzione delle reti e il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico. Sono inoltre continuate le audizioni sul disegno di legge relativo alla riforma della governance dei porti e al rilancio degli investimenti nelle infrastrutture marittime strategiche.
Tra i provvedimenti del Consiglio dei Ministri figura il recepimento della direttiva europea sul cosiddetto Listing Act, che introduce nuove regole per favorire la quotazione delle imprese, soprattutto delle piccole e medie aziende, rendendo più semplice l'accesso ai mercati dei capitali e adeguando la normativa italiana agli standard europei in materia di trasparenza e tutela degli investitori.
Per quanto riguarda il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'evento più significativo è la pubblicazione del nuovo Decreto Autovelox, che disciplina in modo dettagliato le caratteristiche tecniche, le procedure di omologazione, la taratura e le verifiche periodiche dei dispositivi per il controllo della velocità. L'obiettivo è garantire maggiore uniformità e affidabilità nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, contribuendo così al miglioramento della sicurezza stradale.
Anche la cybersicurezza assume un ruolo sempre più centrale. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha aggiornato le FAQ relative all'applicazione della direttiva NIS2, fornendo chiarimenti sui compiti e sulle responsabilità degli organi direttivi delle organizzazioni soggette alla normativa. L'intento è rafforzare la governance della sicurezza informatica e favorire un'applicazione uniforme delle nuove disposizioni.
L'Autorità di Regolazione dei Trasporti ha invece avviato nuove iniziative per migliorare il settore del trasporto pubblico. Da un lato è stato aperto il procedimento per predisporre linee guida dedicate ai servizi di trasporto pubblico; dall'altro è stata avviata una consultazione pubblica sulle modalità di affidamento dei servizi ferroviari e su gomma, con l'obiettivo di rendere più efficienti e trasparenti le procedure di assegnazione.
Sul fronte europeo emergono numerose novità. La Commissione europea ha adottato un regolamento che introduce indicatori comuni per monitorare la mobilità urbana in tutti gli Stati membri, consentendo di raccogliere dati omogenei su sostenibilità, sicurezza e accessibilità delle città. Contestualmente sono entrati in vigore nuovi obblighi per i costruttori automobilistici: tutte le nuove autovetture e i nuovi veicoli commerciali leggeri dovranno essere dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida, come la frenata automatica d'emergenza capace di rilevare pedoni e ciclisti e sistemi di monitoraggio dell'attenzione del conducente. Queste misure rientrano nella strategia europea "Vision Zero", che punta ad azzerare le vittime della strada entro il 2050.
Grande attenzione è dedicata anche all'intelligenza artificiale. La Commissione europea ha presentato un piano d'azione volto a sfruttare le potenzialità dell'IA per rafforzare la cybersicurezza, prevedendo la creazione di capacità europee per la valutazione dei modelli di IA e una collaborazione strutturata con l'ENISA per garantire un accesso sicuro alle tecnologie più avanzate. Parallelamente, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato un regolamento che semplifica e rinvia alcune disposizioni dell'AI Act, posticipando l'applicazione delle norme relative ai sistemi di IA ad alto rischio per consentire un'implementazione più graduale e coordinata con le normative settoriali già esistenti.
Infine, il Forum mondiale dell'UNECE per l'armonizzazione delle normative sui veicoli (WP.29) ha adottato il primo quadro normativo internazionale dedicato ai sistemi di guida completamente automatizzata. Il nuovo regolamento definisce criteri comuni per la sicurezza e la validazione dei veicoli autonomi, con l'obiettivo di favorire uno sviluppo tecnologico affidabile e armonizzato a livello internazionale. |
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Axis permette di creare un mondo più intelligente e sicuro migliorando la sicurezza, la protezione, l'efficienza operativa e la business intelligence. In qualità di azienda leader nelle tecnologie di rete, Axis offre videosorveglianza, controllo accessi, intercom e soluzioni audio, che supporta con applicazioni analitiche intelligenti e una formazione di alta qualità.
Axis ha oltre 5000 dipendenti in più di 50 paesi e collabora con partner tecnologici e integratori di sistemi in tutto il mondo per fornire soluzioni ai clienti. Fondata nel 1984, Axis è una società con sede a Lund, in Svezia.
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TRE DOMANDE A...
Andrea Sorri - Business Development Director - Segment Development Manager Smart Cities EMEA Axis

Un cambio di strategia nell'analitica per il traffico. Axis ha recentemente completato l'acquisizione di FF Group, azienda specializzata in software di riconoscimento veicoli. In che modo questa operazione ridefinisce la vostra strategia nel settore ITS e quali opportunità uniche crea per le amministrazioni comunali e gli integratori di traffico?
L'acquisizione di FF Group rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso per diventare un abilitatore di soluzioni per il settore del traffico. Integrando le competenze di FF Group, possiamo ora offrire una soluzione completamente integrata per i clienti che richiedono una minore complessità. Sviluppando internamente hardware e analisi, possiamo ottimizzare il software ALPV per massimizzare le prestazioni del nostro SOC ARTPEC. Ciò si traduce in maggiore precisione, installazione più semplice e un unico punto di contatto per l'assistenza. Eventuale aggiunta: L'ecosistema rimane aperto, poiché i nostri partner tecnologici possono aggiungere le proprie app con funzionalità più specifiche e personalizzazioni per scenari non standard su piattaforma edge ACAP. L’applicazione ALPV offre di per sé API per l'integrazione con sistemi di terze parti. Stiamo semplicemente alzando l'asticella per consentire soluzioni sempre più scalabili e avanzate.
L'evoluzione di ALPV – Oltre la semplice lettura della targa. Axis License Plate Verification (ALPV) è da tempo un punto fermo della tecnologia per la gestione del traffico. In che modo Axis, ora potenziata dall'esperienza di FF Group, sta evolvendo questa tecnologia e quali nuove funzionalità sono ora possibili "in locale"?
Stiamo andando oltre la semplice lettura della targa. Con l'integrazione degli algoritmi di deep learning di FF Group nel nostro sistema AXIS License Plate Verificator (ALPV), continuiamo a sviluppare le nostre funzionalità avanzate di identificazione dei veicoli. Ciò significa che le nostre telecamere non si limitano più a "leggere" una targa, ma "comprendono" il veicolo.
I nostri sistemi più recenti sono ora in grado di classificare i veicoli per marca, modello e colore (MMC), nonché di identificarne il tipo (ad esempio, auto, furgone, camion o autobus). Tutto ciò viene elaborato direttamente sulla telecamera, "in locale", riducendo al minimo l'utilizzo della larghezza di banda e consentendo attivazioni quasi istantanee. Nel contesto dei sistemi ITS italiani, ciò è prezioso per far rispettare le Zone a Basse Emissioni, gestire le Zone a Traffico Limitato e aiutare le forze dell'ordine a identificare i veicoli anche quando la targa è oscurata o mancante.
Cosa significa prendere una decisione informata in una città? Si tratta di uno dei contesti più impegnativi in cui prendere decisioni. Comprendere le tendenze è più, meno o altrettanto importante che individuare le anomalie?
Comprendere ciò che sta accadendo in tutta la città può ancora richiedere un monitoraggio manuale e analisi che richiedono molto tempo. AXIS Data Insights aiuta a colmare questa lacuna aggregando e presentando i dati provenienti dai dispositivi Axis, rendendo più facile individuare tendenze, modelli e anomalie, comprendere i cambiamenti nel tempo e agire con maggiore sicurezza.

AXIS Data Insights aggrega i dati relativi alle scene e agli eventi generati tramite Axis Scene Intelligence per comprendere l’evoluzione delle operazioni, identificare modelli nel tempo e rilevare tempestivamente eventuali deviazioni, indipendentemente dal fatto che l’attenzione sia rivolta all’occupazione degli spazi, ai flussi di traffico, alle condizioni ambientali o ad altre metriche operative. E, naturalmente, offre API aperte per una facile integrazione con i sistemi di altre città.
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PRODOTTO DEL MOMENTO
Precisione ad alta velocità – AXIS P1486-LE e la tecnologia Global Shutter

Axis ha recentemente lanciato AXIS P1486-LE, dotata di un sensore Global Shutter da 3 MP. Perché questo specifico progresso hardware rappresenta una svolta per le applicazioni di traffico, in particolare in ambienti ad alta velocità come autostrade o sistemi di pedaggio urbano?
Nel mondo dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS), la sfocatura da movimento è nemica dei dati utilizzabili. Le telecamere tradizionali utilizzano spesso un "rolling shutter", che cattura l'immagine riga per riga. Quando i veicoli si muovono ad alta velocità, questo può causare una "distorsione da rolling shutter", per cui il veicolo o la sua targa appaiono deformati o "allungati". Per un motore di analisi, questa distorsione può fare la differenza tra una lettura corretta e un evento perso.
AXIS P1486-LE risolve questo problema utilizzando un sensore Global Shutter, che acquisisce simultaneamente l'intero fotogramma da 3 MP. Questo garantisce immagini "congelate" e nitide, senza alcuna distorsione geometrica. Grazie alla risoluzione di 3 MP, si ottiene un livello di dettaglio incredibile per un riconoscimento preciso delle targhe (LPR) su più corsie.
Inoltre, essendo basata sul nostro ultimo SoC ARTPEC-9, la telecamera può eseguire nativamente analisi avanzate come AXIS Object Analytics e il software LPR di FF Group. Abbinata alla luce IR stroboscopica, la telecamera è progettata per visualizzare simultaneamente sia l'interno dell'abitacolo che la targa. Questo apre la strada al rilevamento dell'uso del cellulare, del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e altri scenari. Per le autorità italiane, questo si traduce in una soluzione all-in-one affidabile per il pedaggio automatizzato, il controllo della velocità e il miglioramento della sicurezza stradale.
Sintesi delle caratteristiche della AXIS P1486-LE:
- Risoluzione: 3 MP per dettagli elevati.
- Tipo di sensore: Global shutter (elimina il mosso).
- Intelligenza: Analitica integrata a bordo camera.
- Visione: Tecnologia OptimizedIR per un'identificazione chiara anche al buio.
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EDUCAZIONE STRADALE: a volta basta cambiare prospettiva per trovare una nuova strada

Eltraff presenta SULLA BUONA STRADA, il nuovo progetto di educazione stradale innovativo pensato per scuole, cittadinanza ed eventi.
L’iniziativa nasce dalla convinzione che, oggi, l’educazione stradale non possa più limitarsi alla sola trasmissione di regole o alla diffusione di messaggi basati sulla paura. Per promuovere comportamenti realmente consapevoli e responsabili, è necessario coinvolgere le persone in modo attivo, partecipato e concreto stimolando il pensiero critico ed utilizzando dati scientifici.

Per questo motivo, SULLA BUONA STRADA utilizza il gioco, la gamification, la positività e l’esperienza diretta come strumenti educativi attraverso un linguaggio vicino ai partecipanti. Il pubblico non è un semplice spettatore, ma viene coinvolto in attività che lo porta a confrontarsi, ragionare insieme, prendere decisioni e mettersi realmente in gioco. Il progetto favorisce il confronto tra pari, consente di sperimentare e sbagliare in un contesto protetto e aiuta a comprendere in modo più efficace i comportamenti a rischio sulla strada.
L’obiettivo è trasformare l’educazione stradale in un’esperienza positiva, divertente e concreta, capace di lasciare un segno duraturo e contribuire alla crescita di una cultura della mobilità più sicura e responsabile.

Abbiamo creato proposte per scuole, educatori e cittadinanza, diversificate per tutti i gradi scolastici, adolescenti ed adulti, con materiali pensati per parlare il linguaggio specifico di ogni età: giochi di carte, quiz, video, infografiche, poster, adesivi, cartoline, MEME, magliette, gadget e tanto altro.
Entriamo nelle classi con interventi interattivi basati sulla gamification, dove studenti e studentesse imparano giocando, si confrontano, prendono decisioni e riflettono sui comportamenti a rischio.
Per chi educa — insegnanti, formatori, Polizia Locale — mettiamo a disposizione kit pronti all’uso e percorsi di formazione per utilizzarli in modo efficace.
E poi portiamo la sicurezza stradale anche tra le persone: eventi pubblici, serate nei locali, alcoltest gratuiti, dimostrazioni pratiche, banchetti informativi, spettacoli interattivi, escape room itineranti e attività pensate per coinvolgere il pubblico.
Con SULLA BUONA STRADA portiamo l’educazione stradale fuori dagli schemi: non una lezione frontale, ma un’esperienza attiva, coinvolgente e memorabile. |
I dati C-ITS in tempo reale di Yunex Traffic migliorano la prevedibilità degli arrivi delle flotte dedicate alla logistica

Un progetto pilota SCALE con Codognotto dimostra come la mobilità connessa possa offrire maggiore visibilità ed efficienza alle operazioni di trasporto merci
Yunex Traffic sta aiutando gli operatori logistici a migliorare la prevedibilità degli arrivi delle flotte integrando dati stradali in tempo reale nelle operazioni logistiche. Nell’ambito del progetto europeo SCALE, l’azienda supporta Codognotto, uno dei principali operatori logistici europei, nella valutazione di come i servizi di mobilità connessa possano ridurre l’incertezza, migliorare la pianificazione e rafforzare il coordinamento nei centri logistici.
Una delle principali sfide del trasporto merci è la limitata visibilità sugli arrivi dei mezzi pesanti. In assenza di informazioni affidabili e in tempo reale, i centri logistici possono trovarsi ad affrontare congestioni, tempi di attesa più lunghi e difficoltà nell’allocazione efficiente delle risorse. Attraverso la comunicazione vehicle-to-everything (V2X), il progetto pilota consente lo scambio diretto di dati tra mezzi pesanti e l’infrastruttura stradale, fornendo agli operatori informazioni in tempo reale per anticipare meglio gli arrivi e gestire in modo più efficace il traffico in ingresso.

Al centro del progetto vi è l’Onboard Unit connessa OBU2X di Yunex Traffic, installata su una flotta di Codognotto. La soluzione consente ai veicoli di ricevere informazioni generate dall’infrastruttura, tra cui condizioni del traffico, eventi stradali e altri messaggi operativi rilevanti.
Il vero valore del progetto risiede nell’integrazione di queste informazioni nei processi logistici. I dati ricevuti dai veicoli vengono trasferiti alla piattaforma di gestione cloud di Yunex Traffic e successivamente integrati nel Transportation Management System (TMS) di Codognotto. Questo offre ai team logistici una maggiore visibilità sui movimenti dei camion e sugli orari di arrivo stimati, supportando decisioni operative più informate.
Il progetto pilota dovrebbe apportare diversi benefici operativi, tra cui:
- Maggiore visibilità sul traffico dei mezzi pesanti in arrivo
- Migliore pianificazione e allocazione delle risorse nei centri logistici
- Riduzione dei tempi di attesa e delle interruzioni operative
- Migliore coordinamento tra autisti e hub logistici
- Operazioni di trasporto merci più efficienti e affidabili
Il progetto è attualmente in fase di implementazione nel Nord Italia, nelle aree di Treviso e Verona. Coinvolge inizialmente una flotta di tre veicoli, con un’espansione prevista fino a 20 mezzi pesanti nel corso del progetto.
"Per Codognotto, il valore principale risiede nella capacità di trasformare le informazioni generate dall'infrastruttura in dati utili e immediatamente fruibili, in grado di migliorare l'efficienza operativa, l'affidabilità del servizio e la sostenibilità complessiva del trasporto merci." – Marco Torresan, Specialista in Innovazione presso Codognotto.
Sebbene il completamento dell’implementazione sia previsto entro luglio 2026, il progetto dimostra già come la mobilità connessa possa supportare operazioni logistiche reali. Integrando l’intelligenza stradale in tempo reale direttamente nei sistemi di gestione dei trasporti, Yunex Traffic aiuta gli operatori logistici a passare dall’incertezza alla prevedibilità, favorendo flussi di trasporto merci più efficienti e meglio coordinati.
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CELERITAS MSE 2021: la velocità del controllo, l'efficacia della sicurezza

EngiNe è stata fondata nel 2003 da ingegneri provenienti dall'Università di Siena e oggi fa parte del Gruppo Zenita. L'azienda è specializzata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate per la mobilità intelligente, il traffic enforcement, il monitoraggio infrastrutturale e le Smart City.
Attraverso un costante impegno nella ricerca e nell'innovazione, EngiNe progetta e realizza sistemi ad alto contenuto tecnologico per il controllo del traffico e la sicurezza stradale, contribuendo allo sviluppo di infrastrutture sempre più efficienti, sicure e sostenibili.
Tra le soluzioni più innovative sviluppate dall'azienda si distingue CELERITAS MSE 2021, il sistema di controllo dinamico della velocità progettato per supportare le attività operative delle Forze di Polizia attraverso un approccio flessibile, innovativo e altamente tecnologico.

Unico nel suo genere, CELERITAS MSE 2021 può essere installato a bordo di qualsiasi veicolo di servizio in pochi minuti, senza necessità di modifiche permanenti ai mezzi di pattuglia. Il sistema consente il rilevamento automatico delle violazioni di velocità sia dei veicoli in avvicinamento sia di quelli in allontanamento, operando efficacemente durante i pattugliamenti mobili e nelle attività di controllo in modalità stazionaria.
L'integrazione di avanzati algoritmi di Intelligenza Artificiale permette inoltre la classificazione automatica dei veicoli senza l'utilizzo di sensori aggiuntivi o collegamenti al veicolo di servizio, assicurando precisione operativa, semplicità d'impiego e piena conformità alla normativa sulla protezione dei dati personali.
La combinazione tra mobilità, rapidità di installazione, precisione e innovazione tecnologica rende CELERITAS MSE 2021 uno strumento particolarmente efficace per il controllo del territorio e contribuisce concretamente al miglioramento della sicurezza stradale, a beneficio delle comunità e degli utenti della strada.
Referente:
Angelo Dionisi
Executive Director - EngiNe S.p.A.
E-mail: a.dionisi@engine.it |
Octave Alto Mass Transit

Le reti di trasporto pubblico sono tra gli ambienti infrastrutturali più complessi al mondo. I percorsi si intersecano, le risorse si estendono su vaste aree geografiche e i diversi team devono basarsi sulla stessa visione d’insieme della rete per garantire un funzionamento affidabile dei servizi. Tuttavia, nella maggior parte delle agenzie, i dati che descrivono questa infrastruttura sono frammentati in sistemi che non comunicano tra loro e raramente sono collegati alla struttura fisica effettiva della rete che dovrebbero rappresentare. Il risultato è un divario tra l’aspetto reale della rete e ciò che un singolo team può vedere in un dato momento. Ed è proprio in quel divario che il coordinamento viene meno, le decisioni rallentano e si verificano interruzioni del servizio.
Octave Alto Mass Transit è una soluzione di mappatura e gestione dell’infrastruttura basata sulla topologia, progettata appositamente per le agenzie di trasporto pubblico. Alla sua base vi è un motore GIS e Linear Referencing System (LRS) che modella l’intera rete di trasporto – binari, percorsi, stazioni, scambi, elettrificazione, opere in corso – sia dal punto di vista spaziale che lineare, con riferimento alla geometria reale dell’infrastruttura. Ogni risorsa, ogni elemento della rete, ogni modifica sul campo è ancorata alla sua posizione esatta su un modello di rete in tempo reale e connesso, su cui tutti i team dell’organizzazione lavorano contemporaneamente.

Questa base condivisa rivoluziona il modo in cui operano le agenzie di trasporto pubblico ed i diversi gruppi di lavoro non operano più su versioni diverse della rete, ma su un unico quadro di riferimento autorevole, aggiornato in tempo reale. I team sul campo acquisiscono e aggiornano i dati relativi alle infrastrutture direttamente dai dispositivi mobili, alimentando un “gemello digitale” della rete in tempo reale, sia in 2D che in 3D. Quando qualcosa cambia – le condizioni di un binario, un’infrastruttura di una stazione, un aggiornamento sui lavori di costruzione – la modifica risulta immediatamente visibile nel contesto, con le relazioni spaziali circostanti già evidenti. Il coordinamento che in precedenza richiedeva riunioni e catene di e-mail avviene in modo naturale, poiché la rete stessa diventa il canale di comunicazione.
Alto Mass Transit è organizzato in moduli dedicati – gestione della rete, caratteristiche dei binari, gestione delle stazioni, elettrificazione e lavori – ciascuno basato sul modello di rete condiviso con precisione LRS e configurabile in base alle specifiche esigenze operative dell’ente. A differenza delle piattaforme GIS generiche che richiedono una configurazione complessa e risorse specialistiche per supportare i casi d’uso nel settore dei trasporti, Alto Mass Transit è progettato appositamente per il trasporto pubblico, con modelli di dati dedicati e flussi di lavoro su misura per ambienti di trasporto lineari e incentrati sulla rete.
Per le agenzie che necessitano di una governance più approfondita del ciclo di vita delle risorse, come appalti, conformità, gestione degli ordini di lavoro e tracciabilità degli audit su scala aziendale, Alto Mass Transit si integra con Octave Attune EAM, collegando il livello di intelligence spaziale della rete con la gestione completa delle risorse aziendali in un’unica soluzione senza soluzione di continuità.
Per maggiori informazioni:
Sara Tomassini
Executive Marketing Manager, EMEA - Octave
+3463818085
sara.tomassini@octave.com
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A Roma, ClicBus si espande in 7 nuove zone
Si amplia la rete di ClicBus, il servizio di trasporto pubblico a chiamata attivo a Roma dal 2024. A partire dal 6 luglio saranno infatti coinvolte nuove aree della città, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti nei quartieri a bassa densità abitativa e facilitare l’accesso ai principali nodi del trasporto pubblico.
Il servizio, già operativo nella zona di Massimina, utilizza minibus da otto posti, attrezzati anche per il trasporto di persone con disabilità, e si basa su un sistema flessibile che consente agli utenti di prenotare gli spostamenti senza percorsi prestabiliti.
Dal 6 luglio ClicBus sarà attivo nelle aree di Paglian Casale-Santa Palomba-Falcognana, Cerquette, Trigoria e Castello della Cecchignola-Fonte Meravigliosa. Dal 13 luglio il servizio sarà esteso anche alle zone di Valle Borghesiana-Lago Regillo, Cinquina-Casal Monastero e Corcolle-San Vittorino.
Il servizio è stato progettato per collegare i quartieri periferici ai principali nodi di interscambio della rete di trasporto pubblico, come metropolitane, tram e stazioni ferroviarie.
Per utilizzare ClicBus è necessario prenotare la corsa attraverso l’app dedicata, con un anticipo massimo di sette giorni e fino a 30 minuti prima dell’orario desiderato. L’utente può scegliere punto di partenza e destinazione oppure indicare l’orario di arrivo previsto. Il sistema propone le soluzioni disponibili e consente di visualizzare i tempi di percorrenza. Attraverso l’app è inoltre possibile modificare o annullare le prenotazioni, salvare indirizzi preferiti e richiedere il servizio per passeggeri a ridotta mobilità. Oltre all’applicazione mobile, il servizio è accessibile anche tramite la web app disponibile sul sito Atac e attraverso il numero telefonico 06 46954444, attivo nei giorni feriali dalle 9 alle 19.
Su ClicBus sono validi tutti i titoli di viaggio del sistema Metrebus Roma, inclusi biglietti e abbonamenti ordinari. I passeggeri possono inoltre acquistare il titolo di viaggio direttamente a bordo utilizzando carte di pagamento attraverso il sistema Tap&Go. Non è invece consentito acquistare il biglietto dal conducente né effettuare pagamenti in contanti. I titoli utilizzati per il servizio restano validi, nei limiti temporali previsti, anche sull’intera rete del trasporto pubblico cittadino.
Fonte: Eco dalle Città |
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A Verona, 13,3 mln di euro per mobilità sostenibile
La Giunta comunale ha approvato il Formulario di Proposta progettuale che consente al Comune di Verona, socio ordinario di TTS Italia, di partecipare al Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana (PNCIA), istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto n. 2 del 7 gennaio 2026, in attuazione dell’articolo 14 del decreto-legge 16 settembre 2024, n. 131. Il Programma, con una dotazione complessiva di 500 milioni di euro, finanzia interventi di mobilità sostenibile nei Comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore a 50.000 abitanti i cui territori sono interessati da superamenti dei valori limite di qualità dell’aria, così come accertato in sede di contenzioso europeo.
A Verona, capoluogo con circa 260.000 abitanti e nodo urbano della Rete transeuropea dei trasporti, è stato assegnato un finanziamento di 13.346.652,56 euro, senza obbligo di cofinanziamento.
Le risorse ottenute permetteranno di intervenire in modo coordinato sul trasporto pubblico, sulla ciclabilità e sulla regolazione del traffico, con l’obiettivo concreto di migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità della città. Un risultato che nasce dal lavoro portato avanti con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e che ora trova una prima, importante leva finanziaria.
La proposta predisposta dalla Direzione Infrastrutture Viarie e Mobilità seleziona quattro linee generali di intervento tra quelle previste dal decreto: il rafforzamento del Mobility Management, il potenziamento del servizio di trasporto pubblico locale e della mobilità collettiva, in sharing e on demand, gli incentivi e le azioni a supporto della domanda, e le azioni per la regolamentazione e la gestione della mobilità urbana.
Il progetto di massima, coerente con gli indirizzi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, punta a ridurre l’impatto ambientale del settore attraverso un insieme coordinato di interventi: il potenziamento del sistema filoviario e del trasporto pubblico locale, nuove infrastrutture per la ciclopedonalità, sistemi di regolazione e fluidificazione del traffico con priorità al trasporto pubblico, l’ampliamento dei parcheggi di interscambio, piattaforme digitali di mobility management e misure di incentivo alla mobilità attiva. Nell’attuazione saranno coinvolti, insieme al Comune di Verona, AMT3 S.p.A., soggetto attuatore del sistema filoviario, e ATV Verona S.p.A., attuale gestore del trasporto pubblico locale.
La Giunta ha dato mandato al Dirigente della Direzione Infrastrutture Viarie e Mobilità di presentare la Proposta al Ministero nei termini previsti dal decreto. La presentazione non comporta, allo stato, impegni di spesa a carico del bilancio comunale. A seguito dell’approvazione, il Comune dovrà presentare, entro 18 mesi, il Progetto definitivo degli interventi da realizzare con le risorse assegnate.
Fonte: Ferpress |
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ATAC, via i “grattini” arriva il parcometro hi tech per pagare con un tap
Per pagare la sosta ormai basta un semplice tap con carta di pagamento (credito, debito o prepagata) o cellulare, come già avviene nei bus e ai tornelli della metropolitana. ATAC, socio fondatore di TTS Italia, sta continuando a ritmo serrato il proprio processo di digitalizzazione, ora installando i nuovi parcometri hi-tech.
Con la rimozione o la sostituzione delle “colonnine”, iniziata nell’aprile scorso, anche il pagamento dei titoli della sosta diventa contactless.
Si tratta di 250 parcometri di nuova generazione che si stanno aggiungendo gradualmente ai 1.150 già esistenti.
Le attività si concluderanno nel secondo semestre 2027, quando l’intera dotazione di parcometri sarà di ultima generazione.
Questo lavoro consente di proseguire nel percorso di dematerializzazione dei titoli della sosta, già avviato con i canali app, e che si completerà entro quest’anno con la definitiva eliminazione dei cosiddetti “grattini” .
Dal prossimo 30 giugno, infatti, edicole e tabaccherie non venderanno più le schede parcheggio, ma in alcuni punti vendita sarà possibile chiedere al titolare di effettuare il pagamento, come avviene già per ricariche telefoniche o bollette.
In nessun caso sarà necessario esporre le ricevute sul proprio cruscotto. Con il pagamento tramite app, tramite contactless o dal tabaccaio, verranno registrate le targhe che appariranno immediatamente nei sistemi digitali degli ausiliari del traffico.
In sintesi:
Basta un tap per pagare la sosta.
I nuovi parcometri consentono di gestire tutti i mezzi di pagamento, dal contante ai sistemi contactless con carta o cellulare: basta un tap e si parcheggia.
“Tap&Park” facilita la fruizione del servizio e va nella direzione di “Tap&Go”, il sistema di pagamento dei titoli di viaggio ormai utilizzato da milioni di viaggiatori su bus e metro.
Una volta effettuato il pagamento e inserito il numero di targa, il cliente non avrà bisogno di tornare in auto e lasciare la ricevuta perché l’operazione sarà immediatamente visibile sul dispositivo di controllo degli ausiliari del traffico.
Una notevole semplificazione per il cliente.
Per prolungare la stessa sosta basterà raggiungere un qualsiasi parcometro e ripetere l’operazione di digitazione della targa e pagamento, senza il bisogno di tornare all’auto per sostituire il tagliando.
Nuovi parcometri digitali a energia solare.
I nuovi parcometri hanno uno schermo digitale, touch screen da 10 pollici, con mappe e menu dinamici che guidano l’utente in tempo reale per le operazioni.
Sono anche attrezzati con pannelli solari che garantiscono una migliore gestione dell’autonomia energetica e possono inviare le ricevute dei pagamenti anche via mail (spesso utile per le ricevute di lavoro).
Stop alla produzione e vendita dei “grattini” (chi li ha può usarli fino al 31/12/2026)
Con la sostituzione dei parcometri e i pagamenti evoluti, si avvia la dematerializzazione dei titoli.
A partire dal prossimo 30 giugno verrà sospesa la stampa e la vendita dei cosiddetti “grattini”, le schede cartacee che si espongono sui cruscotti delle auto “grattando” i dati temporali di permanenza.
I clienti che ne fossero in possesso possono comunque utilizzarli, ma solo fino al prossimo 31 dicembre 2026.
La domanda di questi titoli cartacei si è andata sempre più riducendo nel tempo, grazie alla maggiore praticità rappresentata dai canali digitali tramite le app partner e i punti vendita diffusi sul territorio.
Fonte: Atac |
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CIRCLE Group entra a far parte dell’Indice Intermonte Valore Italia
CIRCLE Group (“CIRCLE” o la “Società”) – PMI Innovativa quotata sul mercato Euronext Growth Milan, a capo dell’omonimo Gruppo specializzato nell’analisi dei processi e nello sviluppo di soluzioni per l’innovazione e la digitalizzazione dei settori portuale e della logistica intermodale, oltre che nella consulenza internazionale sui temi del Green Deal e della transizione energetica, e socio ordinario di TTS Italia – annuncia con orgoglio di essere stata selezionata tra le cento società quotate sulla Borsa Italiana che compongono l’Indice Intermonte Valore Italia, dedicato alle PMI con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro e non appartenenti al FTSE MIB.
“Siamo orgogliosi di entrare a far parte dell’Indice Intermonte Valore Italia, un’iniziativa che riconosce il ruolo strategico delle PMI quotate nel sostenere la crescita e la competitività del sistema Paese. Per CIRCLE Group si tratta di un ulteriore elemento di valorizzazione del percorso intrapreso in questi anni, fondato su innovazione, digitalizzazione e sviluppo di soluzioni ad alto valore aggiunto per la logistica intermodale, la portualità e la transizione energetica. L’inclusione nell’Indice rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la nostra visibilità presso la comunità finanziaria e accompagnare con maggiore efficacia la crescita del Gruppo espressa nel nostro piano Connect 4 Agile Growth”, ha commentato Luca Abatello, CEO di CIRCLE Group.
L’Indice nasce con l’obiettivo di valorizzare l’universo delle piccole e medie imprese italiane quotate, creando un punto di incontro tra imprenditorialità, mercato dei capitali e sistema Paese. Rappresenta un vero e proprio spaccato delle migliori expertise dell’economia italiana, contribuendo ad ampliare e diversificare le opportunità di investimento rispetto agli indici tradizionali, per investitori sia domestici sia internazionali.
Le società sono selezionate attraverso criteri rigorosi di natura tecnica e finanziaria, volti a garantirne adeguati livelli di liquidità, trasparenza e investibilità, tra cui: flottante minimo, solidi standard di governance, copertura da parte di analisti, sostenibilità finanziaria e livello di indebitamento, oltre alla rappresentatività all’interno dell’Indice stesso.
L’Indice fa parte di PMI2Change, l’innovativo progetto di Banca Generali presentato il 1° luglio 2026 nella cornice di Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana, che si propone di affiancare il percorso di crescita e competitività degli imprenditori italiani, sostenendo lo sviluppo delle PMI quotate nazionali. Il progetto affronta il problema della limitata liquidità e valorizzazione delle PMI quotate, contribuendo a creare le migliori condizioni per un più efficiente incontro tra capitali e imprese.
L’iniziativa nasce facendo leva sulla competenza di Intermonte, primario operatore italiano del settore con oltre trent’anni di esperienza nei mercati finanziari – in particolare nella ricerca sulle PMI, sales & trading, market making e investment banking – parte integrante del Gruppo Banca Generali dall’inizio del 2025.
Partendo dall’Indice, Banca Generali, insieme a Investlinx e Intermonte, ha presentato un nuovo ETF a gestione attiva e PIR compliant, operativo già dal 1 luglio, che sta investendo e investirà prevalentemente nell’universo definito dall’Indice stesso. Banca Generali si è impegnata a supportare il lancio dello strumento con una raccolta iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi, con una crescita graduale dell’esposizione fino a raggiungere 500 milioni di euro nel medio termine. Si stima dunque che l’iniziativa possa contribuire a generare nuovi flussi di investimento pari a 1-2 milioni di euro al giorno, rappresentando oltre il 5% del flottante dell’Indice.
Fonte: Circle Group |
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CIRCLE Group lancia TULIP, la piattaforma digitale per ottimizzare aree portuali e flussi di merci
CIRCLE Group (“CIRCLE” o la “Società”) – PMI Innovativa quotata sul mercato Euronext Growth Milan, a capo dell’omonimo Gruppo specializzato nell’analisi dei processi e nello sviluppo di soluzioni per l’innovazione e la digitalizzazione dei settori portuale e della logistica intermodale, oltre che nella consulenza internazionale sui temi del Green Deal e della transizione energetica, e socio ordinario di TTS Italia – annuncia il lancio ufficiale di TULIP, piattaforma software sviluppata nell’ambito dell’omonimo progetto europeo e finalizzata ad ottimizzare la gestione delle aree portuali e i flussi di merci attraverso strumenti digitali avanzati.
Il progetto è stato realizzato con il cofinanziamento della Regione Liguria nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, confermando la rilevanza strategica dell’iniziativa per lo sviluppo dell’infrastruttura digitale portuale ligure e per l’evoluzione dei porti verso modelli sempre più connessi, predittivi e data-driven.
TULIP nasce con l’obiettivo di supportare porti, terminal operator e stakeholder della supply chain nella gestione di processi operativi complessi, contribuendo a una migliore pianificazione degli spazi, a una maggiore visibilità sui flussi e a decisioni più rapide e consapevoli. La piattaforma consente infatti di trasformare grandi volumi di dati operativi in informazioni utili per ottimizzare l’utilizzo delle aree portuali, anticipare i picchi di attività e migliorare il coordinamento tra i diversi attori coinvolti nelle operazioni di import ed export.
Il progetto ha visto il coinvolgimento di un ecosistema di partner qualificati – Aitek, Università degli Studi di Genova, Terminal San Giorgio, Innoval – che hanno contribuito allo sviluppo e alla validazione della soluzione mettendo a disposizione competenze tecnologiche, scientifiche e operative, oltre a una conoscenza diretta delle esigenze del settore portuale e logistico.
La piattaforma TULIP si articola in tre moduli decisionali integrati in ambito Automation, Prediction e Optimization, progettati per supportare gli operatori portuali lungo l’intero ciclo operativo, dalla raccolta e strutturazione dei dati fino alla pianificazione ottimizzata degli spazi.
Il modulo Automation comprende sottosistemi a bordo dei veicoli portuali per rilevare i codici container, e componenti intelligenti per il riconoscimento automatico ai gate del terminal di placche per merci pericolose e dei danni strutturali ai container.
Il modulo Prediction utilizza modelli di machine learning per prevedere i movimenti dei flussi nelle fasi di import ed export, differenziando per destinazione. Infine, il modulo Optimization suggerisce l’allocazione ottimale delle aree di piazzale in modo dinamico e visualizzabile attraverso una mappa interattiva, a supporto di una gestione più efficiente degli spazi disponibili.
Grazie a questo approccio modulare e integrato, TULIP rappresenta uno strumento concreto per accompagnare la trasformazione digitale dei porti, migliorando la capacità di pianificazione, riducendo inefficienze operative e favorendo una gestione più sostenibile delle infrastrutture e dei flussi logistici.
“L’innovazione digitale rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività dei terminal portuali. Essere partner del progetto TULIP ci ha consentito di contribuire con la nostra esperienza operativa allo sviluppo di una piattaforma che traduce i dati in strumenti concreti a supporto delle decisioni. È questo il percorso che intendiamo continuare a seguire: integrare tecnologia, competenze e processi per rendere Terminal San Giorgio sempre più efficiente, resiliente e orientato alle esigenze dei clienti e della supply chain.” – ha commentato Emanuele Faranda, Direttore del Terminal San Giorgio.
“Questo lancio rappresenta un altro passo significativo nel percorso di Circle Group verso una digitalizzazione e innovazione concreta dei porti italiani ed europei. Con TULIP offriamo agli operatori portuali uno strumento capace di trasformare i dati operativi storici e correnti in decisioni intelligenti, contribuendo a costruire infrastrutture più efficienti, sostenibili e competitive, in linea con il piano industriale ‘Connect 4 Agile Growth’” – ha dichiarato Veronica Asta, Optimization & AI Manager di Circle Group.
Fonte: CIRCLE Group |
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CIRCLE Group si aggiudica un nuovo contratto del valore di circa € 700.000 per i servizi di supporto e l’evoluzione del Port Community System (PCS) SINFOMAR
CIRCLE Group (“CIRCLE” o la “Società”) – PMI Innovativa quotata sul mercato Euronext Growth Milan, a capo dell’omonimo Gruppo specializzato nell’analisi dei processi e nello sviluppo di soluzioni per l’innovazione e la digitalizzazione dei settori portuale e della logistica intermodale, oltre che nella consulenza internazionale sui temi del Green Deal e della transizione energetica, e socio ordinario di TTS Italia – annuncia di essersi aggiudicata un nuovo contratto del valore di circa € 700,000, della durata di 12 mesi, avente ad oggetto i servizi di supporto, manutenzione ed evoluzione del Port Community System (PCS) SINFOMAR.
Il contratto comprende attività di assistenza agli utenti, manutenzione ordinaria ed evolutiva della piattaforma, supporto specialistico ai processi relativi ai traffici marittimi, ferroviari e stradali, gestione delle integrazioni con sistemi esterni e servizi, inclusi i principali sistemi coinvolti nei processi logistici e doganali, oltre ad attività di analisi funzionale finalizzate all’evoluzione della soluzione e dei servizi digitali offerti alla comunità portuale da parte di AdSP MAO.
SINFOMAR costituisce una piattaforma digitale strategica per la gestione dei processi della comunità portuale e dell’intermodalità, consentendo l’interoperabilità tra i diversi operatori della filiera logistica e l’integrazione con i principali sistemi esterni coinvolti nei processi logistici e doganali. Utilizzata quotidianamente da migliaia di utenti e centinaia di operatori pubblici e privati, la piattaforma rappresenta un’infrastruttura digitale fondamentale per l’efficienza e la continuità operativa del sistema logistico-portuale del Mare Adriatico Orientale (Porti di Trieste e Monfalcone).
Le attività oggetto del contratto garantiranno la continuità operativa della piattaforma e il costante aggiornamento delle sue funzionalità, assicurandone affidabilità, efficienza, sicurezza ed evoluzione tecnologica a supporto della trasformazione digitale della supply chain e dei processi intermodali.
L’aggiudicazione consolida ulteriormente il posizionamento di CIRCLE Group quale partner tecnologico di riferimento per la digitalizzazione dei nodi logistici e portuali italiani, in linea con la strategia di sviluppo di piattaforme interoperabili e servizi digitali ad alto valore aggiunto.
Luca Abatello, CEO di Circle Group, ha commentato: “L’aggiudicazione di questo contratto conferma il valore delle competenze e del know how del Gruppo per accompagnare la trasformazione digitale della logistica e dell’intermodalità. Operare sull’evoluzione di una piattaforma strategica come SINFOMAR (e in un sistema portuale così importante come Trieste-Monfalcone) significa contribuire concretamente a rendere sempre più efficienti, interoperabili e sicuri i processi della supply chain portuale e intermodale. Questo progetto consolida il nostro percorso di crescita e si inserisce pienamente nella strategia delineata dal Piano Industriale ‘Connect for Agile Growth’, orientata allo sviluppo di piattaforme interoperabili e servizi innovativi a supporto dell’evoluzione dei nodi della catena logistica.”
Fonte: Circle Group |
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CIRCLE Group sigla un accordo quadro del valore massimo di €600.000 per lo sviluppo digitale evolutivo di un ecosistema cargo aeroportuale europeo
CIRCLE Group (“CIRCLE” o la “Società”) – PMI Innovativa quotata sul mercato Euronext Growth Milan, a capo dell’omonimo Gruppo specializzato nell’analisi dei processi e nello sviluppo di soluzioni per l’innovazione e la digitalizzazione dei settori portuale e della logistica intermodale, oltre che nella consulenza internazionale sui temi del Green Deal e della transizione energetica, e socio ordinario di TTS Italia – annuncia la sottoscrizione, tramite la partecipata Cargo Start, di un accordo quadro del valore massimo complessivo pari a €600.000 con un primario operatore aeroportuale europeo per servizi professionali di supporto allo sviluppo, all’evoluzione e al consolidamento di soluzioni digitali dedicate a un ecosistema cargo aeroportuale.
L’accordo quadro avrà una durata di 24 mesi e consentirà l’attivazione progressiva di specifici contratti applicativi, sulla base delle esigenze operative che emergeranno nel periodo, con l’obiettivo di rafforzare l’infrastruttura digitale a supporto della cargo community e favorire una gestione sempre più integrata, efficiente e interoperabile dei processi legati al trasporto aereo merci.
La struttura dell’accordo conferma la solidità del posizionamento di CIRCLE Group nel segmento air cargo e valorizza le competenze verticali maturate dal Gruppo nello sviluppo di piattaforme e moduli digitali per comunità logistiche complesse, capaci di mettere in relazione vettori aerei, handler aeroportuali, spedizionieri, operatori logistici e stakeholder istituzionali.
Nell’ambito dell’accordo sono già partite le prime attività progettuali relative allo sviluppo e al rilascio di moduli evolutivi dell’ecosistema digitale cargo, che si inseriscono nel percorso di sviluppo già avviato e riguardano quattro moduli funzionali a supporto dei processi della cargo community aeroportuale, due dei quali sono già stati oggetto di avanzamento con il cliente. A queste progettualità potranno aggiungersi ulteriori sviluppi nei prossimi mesi, che saranno attivati attraverso specifici contratti applicativi nell’ambito dell’accordo quadro. Tali iniziative faranno leva in primis sulle competenze specialistiche di Cargo Start, società del Gruppo CIRCLE attiva nello sviluppo di soluzioni digitali per il cargo aereo, e saranno finalizzate a supportare la digitalizzazione dei flussi operativi, l’integrazione tra i diversi soggetti della filiera e l’evoluzione di modelli collaborativi basati su interoperabilità, qualità dei dati e automazione dei processi.
“Questo accordo quadro rappresenta un risultato particolarmente significativo perché consolida percorsi di collaborazione nati nel tempo e fondati sulla qualità delle competenze messe a disposizione dal nostro Gruppo”, ha dichiarato Luca Abatello, Presidente e CEO di CIRCLE Group. “La scelta di attivare uno strumento pluriennale conferma la fiducia nella nostra capacità di accompagnare l’evoluzione digitale di ecosistemi cargo complessi, nei quali è fondamentale comprendere le esigenze di tutti gli attori della filiera e tradurle in soluzioni concrete, scalabili e orientate all’efficienza operativa. L’air cargo rappresenta un ambito strategico per CIRCLE Group e questo nuovo accordo rafforza ulteriormente il nostro posizionamento in un settore in forte trasformazione”.
L’operazione si inserisce nel percorso di crescita di CIRCLE Group e nella strategia di rafforzamento dell’offerta digitale per nodi logistici, comunità cargo aeroportuali e supply chain intermodali, coerentemente con le direttrici del piano industriale “Connect 4 Agile Growth”.
Fonte: CIRCLE Group |
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Mobilità intelligente e connessa, prima sperimentazione a Roma: Next Future Mobility con tecnologia C-ITS di Almaviva
Roma è stata palcoscenico di una sperimentazione innovativa nel campo della mobilità urbana ed extraurbana intelligente, che ha visto protagonista il veicolo modulare elettrico sviluppato da Next Future Mobility e dotato di tecnologia C-ITS di Almaviva, socio sostenitore di TTS Italia. Un sistema di mobilità progettato per rendere più efficiente il Maas e in grado di adattarsi alle diverse esigenze, grazie alla sua configurazione modulare e dinamica dei veicoli e alla tecnologia avanzata integrata.
La sperimentazione con Next Future Mobility, mediante la tecnologia C-ITS di Almaviva, ha dimostrato che è possibile immaginare una mobilità connessa che genera valore per tutti gli attori coinvolti. Utilizzando l’infrastruttura tecnologica SmartRoad di Anas Spa, socio ordinario di TTS Italia, disponibile sulla Roma – Fiumicino e quella di Roma Servizi per la mobilità, socio ordinario di TTS Italia, sulla Cristoforo Colombo, il veicolo di Next Future Mobility è riuscito ad effettuare una corsa più consapevole, ricevendo informazioni di valore e generando esso stesso informazioni utili per gli altri veicoli e per i gestori stessi.
Durante la prova, il veicolo partito da Fiumicino ha transitato per la A91, di competenza ANAS e ha percorso via Cristoforo Colombo, uno degli assi principali della capitale, interagendo sull’intera tratta con l’infrastruttura C-ITS (Smart Road) predisposta da ANAS, Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità, grazie anche al protocollo di intesa firmato tra ANAS e Roma. La caratteristica più rilevante della sperimentazione è stata la capacità del mezzo di connettersi autonomamente all’infrastruttura digitale, condividere informazioni sul suo itinerario e riceverne, a sua volta, dai sistemi dei gestori dell’infrastruttura, dimostrando come i sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura possano migliorare sicurezza ed efficienza.
L’iniziativa conferma il ruolo della città di Roma come laboratorio di innovazione per la mobilità del futuro, aprendo la strada a soluzioni sempre più avanzate e orientate alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento della qualità della vita urbana.
Fonte: Almaviva |
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Targa Telematics porta l’Agentic AI nella manutenzione flotte
Oggi, ogni intervento di manutenzione coinvolge una rete articolata di soggetti – officine, fornitori di ricambi, operatori logistici, reti autorizzative e piattaforme digitali – che generano una crescente quantità di dati e interazioni che devono essere coordinate in modo efficace. In questo contesto, la sfida per società di noleggio, fleet manager, mobility provider e aziende non è più soltanto eseguire correttamente l’intervento tecnico, ma governare in modo efficiente l’intero ecosistema che lo rende possibile.
Targa Telematics, uno dei principali player globali nel campo dell’AIoT e delle piattaforme digitali per la mobilità connessa, e socio fondatore di TTS Italia, supporta questi operatori applicando le potenzialità dell’Agentic AI alla gestione della manutenzione flotte. Per Targa Telematics, infatti, un approccio che privilegia l’orchestrazione dell’intero processo rispetto al singolo intervento manutentivo è la chiave per risolvere molte delle criticità evidenziate dagli operatori del settore.
Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca “Operai del NLT”, condotta da Centro Studi Fleet&Mobility sugli operatori del settore e promossa da Targa Telematics ed Escargo*,il 69% degli intervistati dichiara che una gestione integrata dei dati del veicolo migliorerebbe significativamente la precisione delle informazioni sui tempi di fermo tecnico, mentre addirittura, il 66% degli intervistati pensa che una gestione intelligente e coordinata possa contribuire concretamente alla riduzione delle inattività e il 64% individua nell’integrazione e nell’elaborazione dei dati attraverso sistemi di Intelligenza Artificiale la modalità più efficace per generare valore lungo l’intero processo manutentivo.
“La crescente complessità operativa nella gestione delle flotte richiede un nuovo approccio alla manutenzione, fondato sull’orchestrazione intelligente dei dati e sull’automazione dei processi”, ha dichiarato Pasquale Triventi, Key Account Manager di Targa Telematics. “Con l’Agentic AI vogliamo aiutare gli operatori a passare da una logica reattiva e dichiarativa, basata prevalentemente sulla compilazione manuale delle informazioni da parte delle officine o di terze parti, a una gestione oggettiva e data-driven, fondata sull’analisi automatica dei dati provenienti direttamente dai veicoli e dagli ecosistemi digitali collegati”.
Che l’applicazione dell’AI alla manutenzione sia un approccio valido lo dimostrano anche altri dati: secondo l’Osservatorio interno di Targa Telematics, l’utilizzo dell’AI può ridurre fino al 30% i costi manutentivi e diminuire del 13% i tempi di fermo flotta.
Maintenance Exellence: la soluzione di Targa Telematics per la manutenzione delle flotte
La soluzione per la manutenzione delle flotte basata su Agentic AI di Targa Telematics- Maintenance Exellence – consente di superare la frammentazione delle informazioni integrando dati provenienti da dispositivi telematici, sistemi OEM e piattaforme esterne all’interno di un ecosistema interoperabile capace di monitorare lo stato del veicolo in tempo reale. Inoltre, individua segnali precoci di usura o anomalie, pianifica gli interventi, instrada attività e autorizzazioni verso i soggetti competenti e misura in modo continuo le performance operative dell’intero processo.
L’approccio agentico permette, inoltre, di automatizzare numerose attività a basso valore aggiunto, come la gestione degli appuntamenti, il coordinamento tra i diversi attori della filiera, l’apertura dei workflow, l’assegnazione delle priorità operative e le verifiche amministrative, liberando tempo e risorse per attività a maggiore valore strategico.
Fonte: Targa Telematics |
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Roma Servizi per la Mobilità e TTS Italia: un incontro di approfondimento su IA, Cybersecurity e Direttiva ITS
Il 28 luglio, si terrà a Roma Servizi per la Mobilità (RSM) un incontro interno su temi chiave, organizzato in collaborazione con TTS Italia, di cui l’Agenzia per la Mobilità di Roma è socio ordinario. Si parlerà di Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e dell’evoluzione della Direttiva ITS.
Dopo il benvenuto e l’introduzione di Presidente e Direttore Generale di RSM, TTS Italia rappresentata dall’Expert Consultant Fabio Nussio, condividerà il lavoro condotto dall’Associazione nell’ambito del Gruppo di Lavoro dedicato ad AI e Cybersecurity nella mobilità di persone e merci.
A seguire, Marco Cagnoli presenterà alcuni esempi concreti di applicazioni basate sull’IA sviluppate all’interno di RSM.
A seguire, spazio a: Direttiva ITS, al suo recepimento italiano e al futuro Piano d’Azione con un ulteriore intervento di Fabio Nussio; aggiornamento del Regolamento TEN-T con nuove linee guida europee sui PUMS e l’atto implementativo sugli indicatori, insieme a Chiara Di Majo, RSM; Piano Nazionale di supporto ai PUMS, con un approfondimento sullo stato di avanzamento sugli indicatori, con Stefano Brinchi, RSM. |
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TTS Italia al Tavolo Smart Mobility e Città in 15 minuti
Il 16 luglio, TTS Italia ha preso parte presso la Rome Business School alla riunione del Tavolo Smart Mobility e Città in 15 minuti, nell’ambito della Consulta Smart City Lab di Roma Capitale, di cui fa parte. Obiettivo dell’incontro, quello di condividere gli aggiornamenti sui tre cantieri e l’anteprima del Progetto Rome Autonomous Driving Ecosystem. Fabio Nussio, Senior Expert di TTS Italia, ha avuto la possibilità di illustrare ai partecipanti l’aggiornamento della Direttiva ITS nonché i recenti sviluppi della mobilità connessa ed autonoma (CCAM – CAV), e i relativi finanziamenti ad oggi disponibili. L’intervento si è focalizzato su un mutamento di paradigma: dalla promozione volontaria all’inadempimento normativo; e su come la mobilità del futuro è strettamente collegata con lo sviluppo di città intelligenti, con infrastrutture integrate che promuovono un uso più verde e intelligente dei mezzi di trasporto.
Nussio ha evidenziato come la normativa attuale sia poco flessibile, imponendo l’attrezzaggio completo dell’infrastruttura stradale per sperimentazioni di guida autonoma e tempi lunghi per ottenere l’autorizzazione e difficoltà a stipulare l’assicurazione del veicolo. Occorre pertanto pensare a aggiornare e semplificare il quadro normativo attuale, favorire sia le fasi di sperimentazione in aree pilota che quelle d’implementazione, nonché sviluppare la nuova Direttiva ITS 2661/2023 e relativo Decreto di Recepimento con Piano ITS, e infine Intervenire sul Codice della Strada che attualmente contempla solo l’uso del veicolo guidato dall’uomo.
L’intervento si è concluso con una prima analisi delle possibilità di finanziamento della tematica, che avrà bisogno di impulsi a breve anche a livello nazionale. |
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SMART CITY EXPO WORLD CONGRESS: aperte le registrazioni!
Organizzato a Barcellona dal 2011, lo Smart City Expo World Congress è l’evento più grande e influente al mondo per le città e l’innovazione urbana. Ogni anno, riunisce leader di aziende, governi e organizzazioni globali per guidare le città verso un futuro migliore. Dal 3 al 5 novembre, sempre a Barcellona, si terrà la nuova edizione che, anche stavolta, TTS Italia è felice di supportare come partner!
Ora sono aperte le registrazioni! E per i soci di TTS Italia sono disponibili agevolazioni!
Il vero obiettivo dell’evento è trasformare le ambizioni urbane in soluzioni, partnership e opportunità di collaborazione per affrontare le sfide cruciali che le città si trovano ad affrontare oggi.
Il Tomorrow.Mobility World Congress è un evento unico, concepito per accelerare la mobilità urbana sostenibile e intelligente. Riunisce esperti, leader del settore e decisori provenienti da tutti i settori della mobilità e dei trasporti per scambiare idee, promuovere la collaborazione e generare opportunità di business.
In concomitanza con lo Smart City Expo World Congress, l’edizione di quest’anno accoglierà oltre 27.000 visitatori professionali provenienti da 138 paesi, insieme a più di 1.100 espositori, 600 relatori di fama mondiale e rappresentanti pubblici di oltre 900 città. Insieme, condivideranno la loro visione per costruire un futuro urbano più sostenibile, efficiente e vivibile.
L’edizione 2026 si concentra su sette fattori strategici abilitanti che affrontano le sfide più urgenti della mobilità urbana: trasporto pubblico e condiviso, gestione dei dati sulla mobilità, logistica urbana sostenibile, salute e mobilità, elettrificazione e carburanti alternativi, MaaS e piattaforme multimodali e gestione dei parcheggi e degli spazi a bordo strada.
Insieme a Smart City Expo, Tomorrow.Building e Tomorrow.Blue Economy, l’evento riunisce una delle reti globali più influenti di innovatori urbani.
Scopri di più e registrati! |
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| Dalla Piattaforma degli Enti Locali |
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A Torino prosegue il servizio notturno a chiamata di Star Plus
Un’app, tre navette elettriche e percorsi costruiti in tempo reale: Star Plus, il servizio di trasporto pubblico notturno a chiamata nato dalla collaborazione tra Città di Torino, GTT e WeTechnology, prosegue dopo i primi mesi di attività sulla base dei risultati positivi registrati.
Con la chiusura della prima fase, il servizio conferma un riscontro positivo: oltre 1.200 passeggeri hanno già utilizzato le navette e più di 6.000 persone hanno interagito con l’app nei weekend di servizio. Un pubblico in larga parte giovane, con un’età media intorno ai 30 anni, segno di un’interessante adesione soprattutto tra i city user serali e notturni.
La sperimentazione prosegue fino a fine anno, con l’obiettivo di consolidare il servizio e rafforzarne l’integrazione con la rete Night Buster.
Il sistema introduce un modello di mobilità su prenotazione. L’utente seleziona fermata di partenza e arrivo tramite app Wetaxi, prenota la corsa e acquista il titolo di viaggio. Tutte le informazioni sul percorso sono disponibili direttamente sullo smartphone.
Il servizio funziona con logica “stop to stop”. Le navette collegano le fermate GTT attraverso percorsi dinamici generati in tempo reale in base alle richieste ricevute. Gli algoritmi ottimizzano i tragitti e consentono la condivisione del viaggio tra più passeggeri, garantendo un uso efficiente dei mezzi e una maggiore integrazione con il trasporto pubblico esistente.
La tariffa varia in base al numero di passeggeri a bordo: più il viaggio viene condiviso, più il costo si riduce per ciascun utente, favorendo una mobilità collettiva e sostenibile.
Star Plus è attivo nelle notti di venerdì e sabato, dalle 23 alle 5, oltre che in occasione di eventi e ricorrenze particolari.
Nato nell’ambito del progetto Living Lab ToMove e dell’iniziativa ToMove4Future, Star Plus rappresenta una sperimentazione di nuove forme di mobilità urbana che integrano trasporto pubblico, tecnologie digitali e servizi su domanda. L’obiettivo è rendere gli spostamenti serali e notturni più semplici, accessibili e sostenibili.
Fonte: Clickmobility |
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Firenze punta sul Piano Generale del Traffico Urbano per una mobilità sostenibile
Meno auto private, più trasporto pubblico, mobilità attiva e gestione intelligente della rete viaria. Sono queste le direttrici che emergono dal quadro conoscitivo del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) di Firenze.
Lo studio, sviluppato integrando oltre cento banche dati provenienti da più di venti soggetti tra enti pubblici e gestori dei servizi di trasporto, restituisce una fotografia dettagliata degli spostamenti quotidiani e mette in evidenza quanto la città sia ancora fortemente dipendente dall’automobile.
Secondo il rapporto, il 56% degli spostamenti viene effettuato con mezzi privati, mentre il trasporto pubblico copre il 27% e gli spostamenti a piedi o in bicicletta il restante 17%.
Tra i dati più significativi emerge che il 46% dei tragitti in automobile è inferiore ai due chilometri, una distanza che in molti casi potrebbe essere percorsa con modalità alternative se fossero disponibili percorsi sicuri, continui e ben collegati. Ancora più evidente il caso degli spostamenti casa-scuola: il 74% è inferiore a un chilometro in linea d’aria.
Numeri che confermano come una parte importante del traffico urbano possa essere ridotta intervenendo sull’organizzazione dello spazio pubblico e sulla qualità delle infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile.
Lo studio evidenzia anche il forte impatto dei flussi provenienti dall’area metropolitana. Ogni giorno attraversano lo Scudo Verde circa 324.000 veicoli e circa la metà arriva da fuori Firenze.
Questo significa che il problema della congestione non può essere affrontato esclusivamente all’interno dei confini comunali. Servono politiche integrate che coinvolgano l’intera area metropolitana, rafforzando il trasporto ferroviario regionale, la rete tranviaria, i parcheggi scambiatori e l’integrazione tariffaria tra i diversi sistemi di trasporto.
La riduzione degli spostamenti in auto rappresenta una delle misure più efficaci per migliorare contemporaneamente qualità dell’aria, sicurezza stradale e salute pubblica.
Meno traffico significa infatti minori emissioni di biossido di azoto, particolato e gas climalteranti, ma anche una diminuzione dell’esposizione al rumore e un incremento dell’attività fisica quotidiana, riconosciuta dalla comunità scientifica come uno dei principali fattori di prevenzione delle malattie croniche.
Le evidenze raccolte dal Comune mostrano inoltre come molti spostamenti urbani abbiano caratteristiche ideali per essere effettuati a piedi o in bicicletta, purché le condizioni di sicurezza siano adeguate.
Il quadro conoscitivo individua alcune linee di intervento destinate a orientare il nuovo PGTU:
potenziamento del trasporto pubblico e della rete tranviaria;
sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale;
diffusione delle Zone 30 e delle misure di moderazione del traffico;
gestione intelligente della mobilità e della sosta;
logistica urbana più efficiente e meno impattante;
utilizzo sistematico dei dati per monitorare gli effetti delle politiche adottate.
Per Firenze il nuovo Piano del traffico rappresenta quindi un’occasione importante non solo per migliorare la mobilità, ma anche per contribuire agli obiettivi di qualità dell’aria, sicurezza stradale e contrasto ai cambiamenti climatici. Se accompagnato da investimenti nel trasporto pubblico, nella ciclabilità e nella riqualificazione dello spazio urbano, il PGTU potrà diventare uno strumento decisivo per rendere la città più vivibile, resiliente e favorevole alla salute dei cittadini.
Fonte: Ambiente e non solo |
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Mobilità sostenibile: a Bari nuovo bando prolunga MUVT in bus 365 di tre mesi
La giunta comunale di Bari ha approvato le linee di indirizzo per la pubblicazione del nuovo bando MUVTinBUS365, che consentirà di conservare sino a settembre la misura di mobilità sostenibile promossa dal Comune di Bari, utilizzando le risorse del POC Metro 2014-2020 ancora disponibili.
Il bando, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, consentirà ai cittadini residenti o stabilmente dimoranti a Bari, agli studenti iscritti nelle scuole e negli atenei cittadini e agli over 65 già titolari dell’abbonamento dedicato di acquistare un abbonamento annuale Amtab al costo agevolato di 20 euro, a fronte del prezzo ordinario di 250 euro.
Le domande potranno essere salvo esaurimento anticipato dei fondi, mentre gli abbonamenti sottoscritti entro la scadenza avranno validità di dodici mesi.
Il nuovo bando introdurrà alcune regole per garantire l’effettivo utilizzo dell’agevolazione. L’abbonamento dovrà essere validato a ogni accesso al bus, tramite MUVT Card o app MUVT, e la prima validazione dovrà avvenire entro il primo mese dal rilascio (e non per i primi tre mesi, come per i precedenti avvisi). Nel caso in cui nel primo mese non venga effettuata neppure una validazione l’abbonamento sarà annullato. L’annullamento è previsto anche qualora nel corso dell’anno si verifichino tre accertamenti di mancata validazione da parte dei verificatori. In entrambi i casi, l’utente non avrà diritto al rimborso.
Il nuovo bando prevedrà inoltre la possibilità, per gli utenti che abbiano acquistato un abbonamento annuale Amtab con validità a partire dal 1° luglio 2026, di richiedere il rimborso della quota eccedente i 20 euro. Le modalità di presentazione delle richieste saranno definite nel bando e i rimborsi saranno riconosciuti nei limiti delle risorse disponibili.
La misura MUVTinBUS365, avviata nel 2023 per incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e ridurre il ricorso all’auto privata, è stata progressivamente rifinanziata fino a raggiungere una dotazione complessiva di circa 15 milioni di euro. Il nuovo bando consentirà di utilizzare le risorse ancora disponibili, confermando l’impegno dell’amministrazione comunale nel promuovere la mobilità sostenibile in attesa della completa rideterminazione del trasporto pubblico cittadino.
Fonte: Ferpress |
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Torino: la città si candida per il programma nazionale da 13,7 mln per il TPL
Rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente e accessibile: è l’obiettivo che la Città di Torino persegue da tempo attraverso interventi su corsie riservate, priorità semaforica e rafforzamento dei collegamenti, e che ora punta a rafforzare candidandosi al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto del 7 gennaio 2026.
Lo ha comunicato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta. Se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro, coperti al 100% dal Ministero. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, CinqueT, socio ordinario di TTS Italia, e la Città Metropolitana di Torino.
Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, per rispondere alla domanda crescente nelle ore serali, insieme a nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole. A completare il quadro, il consolidamento del MaaS Office, la piattaforma digitale che integra i diversi servizi di mobilità sostenibile, e una strategia di comunicazione dedicata ad accompagnare i cittadini nel cambiamento delle proprie abitudini di spostamento.
La candidatura si inserisce nel percorso della Città verso la neutralità climatica al 2030, previsto dal Climate City Contract sottoscritto da Torino nell’ambito della missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities”. I prossimi passi dell’iter, compresa l’adozione dei provvedimenti deliberativi necessari, saranno definiti nelle prossime settimane.
Fonte: Ferpress |
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• Belgio
Servizi di raccolta e di collazione dati
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Attrezzature per il controllo dei parcheggi
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29 Settembre 2026, Roma
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InnoTrans 2026
22-25 Settembre 2026, Berlino, Germania
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International Mobility Data Summit 2026
22-23 Settembre 2026, Montréal, Quebec
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