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Al via le sperimentazioni per smart road e guida autonoma: il 2018 si apre sotto il segno degli ITS. E L’Europa guarda alla mobilità multimodale e interconnessa



Smart road, guida autonoma, piattaforma logistica nazionale e integrata, Industria 4.0, mobilità sostenibile e sistemi intelligenti di trasporto. Sembrano essere queste le parole chiave di questo anno appena cominciato. Il 2017 si è chiuso con la fine della legislatura consegnando al 2018 una campagna elettorale che non risparmierà colpi. Il nuovo assetto politico dovrebbe essere costituito per il 23 marzo, giorno in cui dovrebbero riunirsi per la prima volta le camere, quindi entro Pasqua – che quest’anno cade il 1° aprile – il Paese dovrebbe aprire una nuova fase. Ma che cosa ci si deve aspettare? Quali saranno i dossier sui quali il nuovo esecutivo si troverà a lavorare in tema di tecnologie legate ai trasporti? Cerchiamo di capire che cosa è già “in lavorazione” e quali discorsi, lasciati in sospeso, andranno ripresi.

In primis, abbiamo la legge di Stabilità che ha ricevuto l’ok definitivo il 23 dicembre scorso. Tra le novità più importanti che caratterizzeranno il 2018 dobbiamo segnalare il via libera alle sperimentazioni su strada delle applicazioni “Smart road” e di guida automatica. La legge stanzia anche un milione di euro per il 2018 e il 2019 mentre entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma, quindi entro la fine di gennaio, un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe dovuto fissare le modalità attuative e gli strumenti operativi della sperimentazione. Altro punto molto importante della legge di Stabilità è quello che riguarda un fondo per il rinnovamento del parco mezzi del trasporto pubblico locale e regionale. Si prevede in particolare la possibilità di destinare fino a 100 milioni di euro delle risorse già disponibili per ciascuno degli anni 2019-2033 ai progetti sperimentali e innovativi di mobilità sostenibile finalizzati all’introduzione di mezzi su gomma ad alimentazione alternativa e relative infrastrutture di supporto, che siano presentati dai comuni e dalle città metropolitane. Alle stesse finalità possono essere destinate anche le risorse (50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019) già stanziate per la competitività delle imprese produttrici di beni e servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico su gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto. Anche qui un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, dovrà stabilire le modalità di utilizzo delle risorse. La legge di Bilancio pone l’obiettivo di accelerare l’implementazione del 5G con la messa a gara dello spettro delle frequenze nelle bande pioniere previste dall’Action Plan della Commissione Europea e si dispone la liberazione della banda 700 MHz. Inoltre, ha rifinanziato la Sabatini-Ter con 330 milioni per il periodo 2018-2023. Il 30% di questa dotazione finanziaria può essere destinata agli investimenti Industria 4.0 e iperammortamento per beni digitali. Infine, da segnalare anche la conferma del superammortamento al 30% anziché al 40% per l’acquisto di macchine utensili e l’incremento di 0,5 milioni di euro per l’anno 2018 e 1 milione di euro per l’anno 2019 a copertura dei costi per la concessione gratuita alle Autorità di sistema portuale dell’uso della piattaforma logistica nazionale.

Il 2018 dovrebbe veder anche la realizzazione del SiNaMoLo, il sistema nazionale di monitoraggio della logistica istituito dalla legge sulla concorrenza, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 14 agosto 2017. Le modalità operative del sistema, che dovrebbe raccogliere i dati provenienti dalle diverse piattaforme presenti sul territorio nazionale per le varie modalità di trasporto, dovranno essere definite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (con il ministero dell’Economia e con l’Agenzia Italia Digitale) da emanare entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, ovvero entro agosto 2018. Il testo dovrà definire le modalità per attivare il SiNaMoLo, “assicurando il coordinamento dei soggetti che perseguono finalità di pubblico interesse, che concorrono alla gestione e allo sviluppo di sistemi e servizi telematici per il monitoraggio e il trasporto delle merci, nonché definendo gli standard di protocolli di comunicazione e di trasmissione dei dati e i requisiti per l’identificazione e l’accesso veloce degli autotrasportatori ai nodi”. Per l’attuazione del SiNaMoLo il decreto stanzia 500mila euro l’anno, a partire dal 2018, che dovranno provenire dal ministero dei Trasporti.
Guardando all’Europa il 2018 sarà anche l’anno del pacchetto mobilità “Europe on the move”. Una serie di iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada che Bruxelles ha lanciato a maggio 2017 e che stanno attualmente facendo il giro presso le Commissione del Parlamento europeo, poi si passerà agli emendamenti e alla loro discussioni. L’obiettivo sarebbe quello di licenziare il pacchetto entro l’anno, ma è probabile che la presidenza austriaca (che dal 1° luglio 2018 sostituirà quella bulgara) farà da scudo ad alcune richieste dei paesi dell’Europa dell’Est e l’iter verrà rallentato. Tra le linee principali del pacchetto, la promozione di soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera Ue senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera. Ci sono anche proposte per il miglioramento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. L’accento viene messo sulla tecnologia, sul digitale e sul contenimento delle emissioni. Per le città, il documento indica l’incentivazione di forme multimodali di viaggi e l’introduzione di sistemi di road charging basati però non solo sulle distanze, ma anche sulle emissioni. Questo tipo di pedaggi per i veicoli pesanti dovranno diventare una realtà entro il 2023. Un’Action Plan per la mobilità in città è previsto per il 2018. Infine, l’auto connessa e a guida autonoma: l’Europa vuole un percorso coordinato da fare entro il 2020 grazie allo sviluppo del 5G. E’ prevista anche la costituzione della C-Road platform per la sperimentazione transfrontaliera dei veicoli a guida autonoma.

Infine, che cosa è rimasto in sospeso in Parlamento? Questa legislatura si è chiusa con un grande incompiuto: la riforma del codice della strada affrontata addirittura da Camera e Senato in forma distinta è rimasta sulla carta. Al Senato la legge delega per il riordino del Codice della strada è stata frenata da un parere negativo della Commissione Bilancio arrivato più di un anno fa. Una relazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Economia, mai presentata a Palazzo Madama, anche se più volte annunciata durante i lavori parlamentari, avrebbe dovuto sbloccarne l’iter. Alla Camera, invece, la Commissione Trasporti, guidata da Michele Meta, ha cercato di lavorare sugli aspetti più urgenti, tra cui l’inasprimento delle pene per la guida al cellulare. Un tentativo in extremis è stato fatto per inserire alcune norme nella legge di Bilancio, ma gli emendamenti sono stati rigettati perché non coerenti allo scopo della norma. Insomma, il Codice della strada è rimasto invariato, quando avrebbe tanto bisogno di un restyling che lo mettesse al passo con il nuovo che avanza: tecnologie, abitudini e dispositivi di ultima generazione.

Fonte: TTS Italia

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