La Commissione conferma l’impegno a dimezzare le vittime della strada entro il 2030

2 Marzo 2026

La Commissione europea ha pubblicato la sua relazione per monitorare i progressi compiuti verso l’obiettivo dell’UE di dimezzare le vittime della strada e i feriti gravi entro il 2030. Sebbene siano stati compiuti progressi nella riduzione delle vittime della strada, il rapporto rivela che il ritmo attuale è insufficiente.

19.940 persone sono state uccise sulle strade europee nel 2024. Si tratta di una diminuzione del 12 % dal 2019, ma significativamente inferiore alla riduzione annuale del 4,6 % necessaria per conseguire gli obiettivi per il 2030 stabiliti nel quadro strategico dell’UE in materia di sicurezza stradale 2021-2030. Gli incidenti stradali continuano a imporre costi enormi all’economia dell’UE, stimati a circa il 2% del prodotto interno lordo, mentre fino a 100.000 persone subiscono lesioni che cambiano la vita ogni anno.

La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa tra l’UE e gli Stati membri. Sebbene le autorità nazionali e locali svolgano la maggior parte delle azioni quotidiane, l’UE svolge anche un ruolo chiave nel rafforzamento della sicurezza stradale in tutta Europa. Tra le recenti iniziative dell’UE figurano requisiti aggiornati per le patenti di guida, una migliore applicazione transfrontaliera della normativa in materia di circolazione stradale e una revisione globale delle norme dell’UE in materia di sicurezza stradale e immatricolazione dei veicoli.

La relazione presenta azioni più ambiziose che richiedono sforzi coordinati da parte delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri e delle autorità locali. La Commissione adotterà misure in cinque settori prioritari, tra cui la promozione della sicurezza delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto intelligenti; contribuire a rafforzare l’applicazione delle norme in materia di circolazione stradale e a scoraggiare gli inadeguati comportamenti stradali; progredire nella diffusione delle tecnologie di sicurezza dei veicoli; affrontare le nuove forme di mobilità; dare priorità alla ricerca in materia di sicurezza stradale.

Fonte: Commissione europea