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Cosa pensano gli europei delle automobili a guida autonoma? L’indagine del progetto UE

Monday, October 11th, 2021

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Adesso che l’impiego diffuso di automobili senza conducente è a portata di mano, il progetto H2020 PAsCAL ha condotto un’indagine per scoprire le aspettative delle persone in relazione alle conseguenze dell’introduzione dei vecioli a guida autonoma (CAV) sulle strade europee. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sulla rivista «Transportation Research Part F: Traffic Psychology and Behaviour».

L’indagine ha valutato l’opinione di 529 partecipanti di età compresa tra i 18 e 71 anni provenienti da Francia, Germania, Italia e Regno Unito sull’influenza che l’impiego dei CAV avrebbe sull’efficienza di guida, la sicurezza stradale, la privacy e la sostenibilità ecologica. In media, le aspettative dei partecipanti in relazione ai CAV si sono rivelate positive per quanto riguarda l’influenza sulla sicurezza stradale e sulla sostenibilità ambientale, mentre si sono dimostrate neutrali per quanto riguarda l’efficienza e negative per quanto concerne le questioni di privacy. Queste aspettative hanno fornito informazioni sulla riluttanza generale degli intervistati circa la loro intenzione di utilizzare CAV.

Le risposte hanno differito in modo sostanziale tra i diversi paesi. Per quanto riguarda la sicurezza, più del 49 % degli intervistati di tutte le nazioni ha dichiarato di aspettarsi un miglioramento con l’introduzione dei CAV, mentre oltre il 28 % di intervistati provenienti da Francia, Germania e Regno Unito ritengono che tali veicoli la peggiorerebbero. Nel complesso, l’Italia ha registrato il livello più alto di aspettative positive, con il 64 % degli intervistati che si aspettano un miglioramento e solo il 19 % che prevede una minore sicurezza stradale.

Per quanto riguarda la sostenibilità ecologica, una percentuale compresa tra il 48 e il 57 % dei partecipanti di tutti i paesi si aspetta che i CAV apportino un miglioramento, mentre al massimo il 22 % un peggioramento. Ancora una volta, le opinioni più positive sono state fornite dai partecipanti italiani. Solo il 9 % degli intervistati si aspetta una minore sostenibilità, rispetto a un 53 % che si attende un esito favorevole. Per l’efficienza, circa un terzo degli intervistati si aspetta un miglioramento, dal 34 % (Italia) al 37 % (Germania e Regno Unito), mentre in Francia solo il 25 % ha dichiarato di avere aspettative positive. In Francia e in Germania, una maggiore percentuale (39 %) si aspetta un peggioramento in termini di efficienza.

Il fatto di vivere in Francia e in Germania è risultato anche connesso a più alte aspettative negative in relazione alla privacy, con solo il 5 % e l’8 % di intervistati, rispettivamente, che prevedono un miglioramento della sicurezza dei dati. Per contro, circa il 76 % si aspetta un peggioramento della protezione dei dati, rispetto all’Italia (50 %) e al Regno Unito (57 %). In generale, pochissimi partecipanti in tutti e quattro i paesi si aspettano un miglioramento in termini di privacy.

Fonte: CINEA

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