Una serie europea racconta come la bicicletta può cambiare città, salute ed economia

8 October 2026

La bicicletta può contribuire a ridisegnare le città, migliorare la salute, ridurre emissioni e inquinamento, creare relazioni sociali e generare nuove opportunità economiche. È questa la chiave di lettura di “The Power of Cycling”, la serie digitale realizzata dalla European Cyclists’ Federation (ECF) insieme a Content With Purpose, che raccoglie esperienze, testimonianze e casi concreti da numerose città e regioni europee.

Il progetto prova a mostrare cosa accade quando la bicicletta smette di essere considerata un elemento marginale delle politiche dei trasporti e diventa invece parte integrante della progettazione urbana, delle strategie climatiche, delle politiche sanitarie e dello sviluppo economico.

“The Power of Cycling” parte da un problema ormai strutturale delle città europee. Una parte consistente della popolazione non raggiunge livelli sufficienti di attività fisica, mentre l’automobile continua a rappresentare una quota molto rilevante degli spostamenti e delle distanze percorse.

I trasporti restano inoltre uno dei principali settori responsabili delle emissioni di gas serra in Europa, con il trasporto stradale che ne costituisce la componente dominante. In questo quadro, la bicicletta viene raccontata non come soluzione isolata, ma come uno degli strumenti con cui affrontare contemporaneamente sedentarietà, traffico, emissioni climalteranti, inquinamento atmosferico e acustico, consumo dello spazio urbano e difficoltà di accesso ai servizi.

La serie passa dalle città che stanno redistribuendo lo spazio stradale alle reti regionali, dall’integrazione fra bicicletta e trasporto pubblico al pendolarismo casa-lavoro, fino al cicloturismo e alla cooperazione tra territori. Spazio anche all’innovazione tecnologica, con biciclette elettriche e cargo bike, pianificazione digitale degli itinerari, parcheggi sicuri e infrastrutture più evolute.

Tra i casi raccontati da “The Power of Cycling” c’è anche Rimini, presentata come esempio di come la bicicletta possa unire mobilità, inclusione e qualità urbana. Il video si apre con l’idea che andare in bicicletta possa cambiare il modo in cui le persone percepiscono la propria comunità.

Rimini è soltanto uno dei tasselli di un quadro molto più ampio. Il progetto raccoglie infatti esperienze provenienti da città e territori differenti, tra cui Groningen, Helsinki e Brno, insieme a regioni, università, amministrazioni locali e soggetti impegnati nella promozione della mobilità ciclistica.

I temi affrontati mostrano quanto sia ampio il campo d’azione: ciclabilità e qualità urbana, mobilità quotidiana, turismo, e-bike, cargo bike, connessioni regionali e integrazione con il trasporto pubblico.

Nel complesso la serie comprende documentari, interviste a esperti, approfondimenti e casi studio provenienti da numerose realtà europee, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione concreta di come la bicicletta possa entrare nelle politiche urbane e territoriali.

Uno dei messaggi centrali di “The Power of Cycling” è che investire sulla bicicletta produce effetti che vanno molto oltre la diminuzione delle emissioni.

La mobilità attiva permette innanzitutto di inserire l’attività fisica nella vita quotidiana, trasformando lo spostamento stesso in un’occasione di prevenzione. Allo stesso tempo, sostituire una parte degli spostamenti motorizzati significa diminuire traffico, rumore e inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree urbane più congestionate.

C’è poi una dimensione economica spesso meno considerata. L’economia della bicicletta comprende produzione e manutenzione, infrastrutture, servizi, turismo e logistica, oltre alle opportunità legate alla ciclologistica e alle cargo bike, soprattutto per le consegne dell’ultimo miglio.

Anche il cicloturismo può avere un ruolo importante, perché permette di distribuire flussi e reddito verso territori rurali, piccoli centri e aree lontane dalle destinazioni turistiche tradizionali.

“The Power of Cycling” si inserisce in un contesto europeo nel quale il ruolo della bicicletta è stato progressivamente riconosciuto anche sul piano politico. Con la Dichiarazione europea sulla ciclabilità, firmata nel 2024 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, la bicicletta è stata riconosciuta come una delle forme di trasporto più sostenibili, accessibili, inclusive, economiche e salutari. Tra gli impegni indicati figurano lo sviluppo di reti ciclabili sicure e coerenti, una migliore integrazione con il trasporto pubblico, parcheggi protetti, infrastrutture per le e-bike e una maggiore attenzione alla bicicletta nella pianificazione della mobilità urbana e suburbana.

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Fonte: Ambiente e non solo