Decennio Onu del trasporto sostenibile: una roadmap globale per una mobilità nuova

12 May 2026

Il trasporto è uno dei pilastri dello sviluppo economico e sociale, ma anche una delle principali fonti di emissioni, disuguaglianze e impatti ambientali. Con l’Implementation plan for the United Nations Decade of Sustainable Transport 2026–2035, pubblicato a dicembre 2025, le Nazioni Unite definiscono una strategia operativa per trasformare i sistemi di mobilità e logistica a livello globale nel prossimo decennio.

Il documento, elaborato dal Dipartimento Onu per gli affari economici e sociali (UN DESA) insieme alle Commissioni economiche regionali, fornisce una visione condivisa e individua sei aree prioritarie di intervento, accompagnate da strumenti di governance, finanziamento, dati e cooperazione internazionale.

Pur non esistendo un Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) dedicato esclusivamente ai trasporti, il piano chiarisce come la mobilità sostenibile sia un fattore abilitante per tutti i 17 SDG. Dai collegamenti con salute e sicurezza stradale, alla riduzione delle disuguaglianze, fino alla lotta alla crisi climatica, i sistemi di trasporto influenzano direttamente l’accesso a lavoro, istruzione, servizi sanitari e mercati.

Il documento sottolinea come oltre un miliardo di persone nel mondo non abbia ancora accesso a una strada percorribile tutto l’anno e come più della metà della popolazione urbana non disponga di un accesso adeguato al trasporto pubblico. Allo stesso tempo, molte città affrontano congestione cronica, inquinamento atmosferico e incidenti stradali legati a modelli di mobilità fortemente auto-centrici.

Il piano individua sei aree di azione strettamente interconnesse. La prima riguarda l’accesso universale a un trasporto sostenibile, con particolare attenzione a donne, persone con disabilità, anziani, bambini e comunità a basso reddito. Seguono la decarbonizzazione e la resilienza dei sistemi di trasporto, fondamentali per ridurre le emissioni – oggi quasi un quarto delle emissioni globali di CO₂ legate all’energia – e per adattarsi agli impatti climatici estremi.

Un’altra priorità chiave è l’efficienza e la sostenibilità della logistica e dei collegamenti, soprattutto per i Paesi senza sbocco al mare e per gli Stati insulari, dove i costi di trasporto rappresentano un forte ostacolo allo sviluppo. Centrale anche il tema della mobilità urbana centrata sulle persone, che promuove trasporto pubblico di qualità, mobilità attiva, integrazione tra pianificazione urbana e trasporti, e riduzione della dipendenza dall’auto privata.

Completano il quadro la sicurezza e protezione dei sistemi di trasporto, con un forte richiamo all’approccio “Safe System” per ridurre morti e feriti sulle strade, e il ruolo di scienza, tecnologia e innovazione, dai dati in tempo reale all’intelligenza artificiale, fino alle piattaforme digitali per il trasporto pubblico e la logistica.

Un elemento trasversale del piano è l’integrazione tra politiche dei trasporti, clima e biodiversità. Le infrastrutture di mobilità sono sempre più esposte a eventi estremi come ondate di calore, allagamenti e tempeste, con costi crescenti per manutenzione e sicurezza. Per questo, il documento insiste su soluzioni basate sulla natura, pianificazione a lungo termine e valutazione dei rischi climatici.

La transizione verso sistemi a basse o zero emissioni deve inoltre essere giusta e inclusiva, evitando che i costi ricadano sulle fasce più vulnerabili e garantendo condizioni di lavoro dignitose nel settore dei trasporti e della logistica.

Accanto alle aree tematiche, il piano dedica ampio spazio agli strumenti di attuazione. Migliore governance multilivello, integrazione tra settori (energia, urbanistica, salute, clima), rafforzamento delle competenze e cooperazione internazionale sono indicati come elementi essenziali.

Fondamentale anche il tema dei finanziamenti: il gap globale negli investimenti per il trasporto sostenibile ammonta a migliaia di miliardi di dollari. Il documento richiama strumenti come pricing della congestione, fiscalità ambientale, finanza climatica e partenariati pubblico-privati, sottolineando però la necessità di valutare i benefici sociali, ambientali e sanitari oltre ai meri ritorni economici.

Il Decennio Onu del trasporto sostenibile rappresenta una cornice strategica rilevante anche per l’Europa e per l’Italia. Le indicazioni su mobilità urbana, sicurezza stradale, riduzione delle emissioni e accesso equo ai servizi di trasporto si intrecciano direttamente con le politiche locali, dai PUMS alle Zone 30, fino agli investimenti in trasporto pubblico e mobilità attiva.

Il messaggio finale del piano è chiaro: le scelte fatte oggi in materia di trasporti determineranno per decenni la qualità della vita, la salute e la sostenibilità delle città. Il Decennio 2026–2035 non è un esercizio formale, ma una chiamata all’azione per trasformare la mobilità in una vera infrastruttura di benessere collettivo .

Fonte: Ambiente e non solo