17 September 2026

Nel 2025 gli italiani hanno effettuato mediamente 101 spostamenti al giorno, contro gli 89 del 2021, ma la crescita della mobilità non ha portato a un significativo miglioramento della sua sostenibilità. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate il 15 settembre durante la prima giornata di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti a Roma.
L’automobile continua a rappresentare oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico rimane sotto il 10% e non ha ancora recuperato i livelli del 2019. Sono invece aumentati gli spostamenti in bicicletta, con la micromobilità, e quelli in moto.
L’Indice di Mobilità Sostenibile (IMS) elaborato da Isfort, che considera gli spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o micromobilità e con il trasporto pubblico, nel 2025 si è attestato al 34%.
Il valore è sostanzialmente invariato rispetto a quello registrato nel 2000. Nell’arco di 25 anni, quindi, secondo l’analisi non si è verificato un significativo aumento complessivo della quota di mobilità sostenibile.
Il dato nazionale nasconde però forti differenze territoriali. Nei Comuni con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nei Comuni con meno di 50mila abitanti la quota scende invece al 4-5%.
Anche il ricorso all’auto varia sensibilmente: nei piccoli Comuni arriva a sfiorare il 75% degli spostamenti, mentre nel Mezzogiorno raggiunge circa il 65%.
Oltre l’80% degli spostamenti entro 10 chilometri
L’Osservatorio rileva inoltre una forte dimensione locale della mobilità italiana. Oltre l’80% dei viaggi avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti.
Nonostante le brevi distanze, l’automobile continua a essere utilizzata anche per gli spostamenti di prossimità. Nel 2025 il 27,3% dei viaggi fino a 2 chilometri è stato effettuato in auto, un dato che secondo Isfort indica un potenziale margine per spostamenti a piedi, in bicicletta o con altri mezzi alternativi.
Emergono inoltre differenze legate all’età e al genere. Il trasporto pubblico pesa maggiormente sulle abitudini dei giovani tra 15 e 24 anni, con una quota del 15,4%, contro il 5,2% delle fasce di età più mature. Le donne presentano complessivamente modalità di spostamento più sostenibili, anche per il maggiore ricorso alla mobilità pedonale, al trasporto pubblico e alla condivisione dell’auto.
Un altro indicatore analizzato da Audimob è la Propensione al Cambio Modale (Pcm), che misura la differenza tra la quota di persone che vorrebbe aumentare l’utilizzo di un determinato mezzo e quella di chi invece vorrebbe diminuirlo.
Nel 2025 l’indice è risultato negativo per l’automobile, a -10,8, mentre è positivo per il trasporto pubblico, a +13,8, e soprattutto per la bicicletta, a +25,2.
Nel dettaglio, il 23,8% degli italiani dichiara di voler diminuire l’uso dell’auto, mentre il 12,9% vorrebbe utilizzarla maggiormente. Per il trasporto pubblico il 36,3% vorrebbe aumentare il proprio utilizzo e il 9% ridurlo. Per la bicicletta le percentuali sono rispettivamente del 38,2% e del 3,9%.
I dati indicano quindi una disponibilità al cambiamento che, secondo Isfort, non si traduce ancora automaticamente in comportamenti diversi: la propensione espressa dai cittadini deve essere accompagnata dalle condizioni necessarie per trasformarla in scelte concrete.
Fonte: Eco dalle Città